L’agenda con gli errori era «inutile» ma ce n'è un'altra che nessuno ha visto

Alessandro Biancardi

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L’agenda con gli errori era «inutile» ma ce n'è un'altra che nessuno ha visto
ABRUZZO. «Queste polemiche sull'agenda mi amareggiano. Non ne voglio nemmeno parlare se vengono dal consigliere D'Alessandro. Io sto facendo di tutto per tutelare il nome ed il prestigio della Presidenza, poi mi scontro con chi lancia contro di me quel cartoncino. Ma ci rendiamo conto? Siamo al Consiglio regionale…»
Nazario Pagano, raggiunto telefonicamente appena rientrato da una breve vacanza di fine anno, conferma che i rapporti con il consigliere “dimenticato” non sono tra i migliori, ma respinge ogni responsabilità sull'errore.
Il problema riguarda, come noto, la sparizione del nome di Cesare D'Alessandro dall'elenco dei Consiglieri regionali ed altri numerosi “piccoli” errori presenti in un'agendina commissionata dalla presidenza del consiglio regionale.
«Figuriamoci, delle agende non mi occupo io», continua il presidente Pagano, «certo non è stato il diavolo a metterci la coda per cancellare D'Alessandro, ma direi che è stato l'angelo che ci ha messo la sua ala, quasi una punizione per il suo comportamento censurabile verso l'Istituzione. Comunque si tratta di 200 agende sbagliate, quelle in pelle che nemmeno volevo fare perché le ritengo inutili, costose e poco pratiche. Sono le altre, quelle stampate da Carsa, con la pubblicità dell'Abruzzo che hanno un senso ed un'utilità».
Ecco, dunque, svelato il mistero delle agende regionali sbagliate, che non sono però quelle stampate da Carsa, come abbiamo già riportato e che sono corrette.
Perché la presidenza ha commissionato due agende: una alla società che stampa anche il materiale del Parlamento (quella fotografata ieri e piena di errori), l'altra è invece quella stampata da Carsa.
Si spiega così anche l'equivoco dell'editore Roberto Di Vincenzo che, a domanda precisa sull'agenda, aveva risposto che a lui non risultavano errori.
In realtà anche i Consiglieri da noi interpellati sono stati vittima di un equivoco, perché hanno confermato che loro quell'agenda con la pubblicità dell'Abruzzo non l'hanno nemmeno vista. Dove saranno mai queste altre agende, quelle “utili”?
«Il mio nome non c'è e basta – dichiara D'Alessandro – di altre agende non so. So che anche il nome di D'Amico è stato trasformato in Giovanni D'Arco, ma questo in una pubblicazione che ci hanno dato prima e sulla quale è scoppiata un'altra polemica».
In realtà la pubblicazione a cui si fa cenno è “Il coraggio della speranza”, edita dalla Fondazione “Abruzzo risorge” (costituita sempre dal presidente Pagano) per i tipi dell'editore Cervone di Afragola.
A sollevare qualche protesta è stato il consigliere Claudio Ruffini: «Non è possibile – disse all'epoca – che si usino i soldi della Fondazione per stampare pubblicazioni».
«I fondi per il libro sono usciti dall'Ufficio stampa», replicò la presidenza.
Tornando alla dimenticanza del nome del consigliere nella prima agendina, sembra che il tutto sia capitato per un altro equivoco.
Nell'elenco originale dei consiglieri c'era Augusto Di Stanislao, come noto eletto al Parlamento.
Cancellato lui, si doveva inserire D'Alessandro.
Ma siccome un altro D'Alessandro c'era (Camillo), l'estensore dell'elenco è stato indotto in errore.
Eppure bastava acquisire l'elenco dal sito istituzionale con un semplice copia e incolla, evidentemente soluzione troppo ricercata.
Adesso che tutto è più chiaro, mancano solo due dati: il costo dell'operazione agende e le modalità di assegnazione dell'incarico.
Di sicuro presto il presidente Pagano, impegnato a tutelare l'immagine del Consiglio («stia tranquillo che tra chi ha stile e chi no vincerò sicuramente io») farà chiarezza su questo aspetto.
Altro dato acquisito è però che le “agendine in pelle” sono da buttare al macero e già prima di scoprire l'errore erano state giudicate «inutili» da Pagano (forse mal consigliato).

Sebastiano Calella 05/01/2010 8.45

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