Personale. Rivoluzione in Regione: a casa dipendenti con 35 anni di anzianità

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nell'ultima seduta del Consiglio regionale su proposta della Giunta, è stato approvato un emendamento che sarà importante per la riorganizzazione e la razionalizzazione della Regione.

La strategia è quella di esonerare dal lavoro il personale prossimo alla pensione, che abbia almeno 35 anni di contributi, anche figurativi.
Per incentivare l'esonero, al personale viene riconosciuto il 50% della retribuzione.
I posti resisi vacanti dopo l'esonero non confluiscono nella programmazione triennale del fabbisogno di personale per il principio del contenimento della spesa: ne consegue subito un risparmio del 50% sulle retribuzioni.
Nel medio periodo, quando i lavoratori raggiungono la contribuzione massima prevista, cioè 40 anni, i posti lasciati liberi verranno tagliati dalla pianta organica con un risparmio del 100% sulle retribuzioni pagate prima dell'esonero.
Inoltre, sempre secondo le nuove disposizioni approvate, una seconda misura prevede la risoluzione in modo unilaterale da parte della Regione del rapporto di lavoro con i dipendenti che hanno raggiunto i 40 anni di contributi a prescindere dall'età, «liberando risorse utili anche ad assunzioni di giovani, che hanno fatto sacrifici per raggiungere una formazione adeguata ed oggi sono senza lavoro», ha precisato l'assessore Carpineta, « nell'immediato futuro sarà sostituito il personale più anziano con persone più giovani e qualificate attraverso concorsi pubblici, restituendo trasparenza ad un sistema di assunzioni fino a ieri non esemplare».
«Si tratta - ha aggiunto l'assessore alle Risorse Umane - di una misura strutturale per contenere i costi del personale nel breve e nel medio periodo e per raggiungere la migliore efficienza attraverso una riorganizzazione radicale di tutto l'organico regionale. In definitiva, attraverso i due strumenti suddetti, pur rinnovando significativamente i ruoli attuali e guadagnando in eccellenze professionali e in età, nel breve e medio periodo si riuscirà ad avere un contenimento della spesa del personale dell'Ente».
Queste misure si estendono anche a tutti gli enti ed organismi regionali, con l'obiettivo di razionalizzare e riorganizzare tutto l'universo regionale.
Inoltre, sempre nell'ultima seduta dell'anno, la giunta regionale ha approvato definitivamente la riorganizzazione dei servizi, con un taglio di 11 posizioni dirigenziali, e la rimodulazione della pianta organica con un taglio di 163 posti: nel complesso, nel primo anno di attività, sono state tagliate una posizione di direttore, 11 posizioni di dirigenti e 163 posti del comparto con un risparmio nel medio lungo periodo superiore ai 3 milioni di euro.
Per i restanti posti vacanti in pianta organica si è deciso di destinare il 50% a percorsi di riqualificazione del personale interno della Regione per sostenerne la progressione di carriera attraverso moderni criteri di valutazione, scritti a quattro mani con il sindacato, in modo da sostenere «il merito, il lavoro svolto e cercando di valorizzare le competenze reali del personale».

04/01/2010 17.12