Finanziaria passa alle 5 del mattino ma è scontro interno al Pdl

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' stata approvata alle 5 di questa mattina la Legge Finanziaria 2010-2012 della Regione. Scontri interni al Pdl. COSTANTINI: «CHIODI PRIGIONIERO DI DI STEFANO»
Una seduta fiume quella cominciata ieri e sospesa più volte per permettere una riunione dei consiglieri Capigruppo dove trovare un accordo sugli emendamenti al testo della Legge e sbloccare la situazione di empasse.
Sono stati centinaia gli emendamenti presentati in particolare dalle opposizioni di centrosinistra.
I consiglieri del Pdl hanno tentato di trovare un'intesa per rispondere alle richieste fatte dalle opposizioni per evitare l'atteggiamento ostruzionistico e di totale chiusura.
L'approvazione è arrivata comunque entro il 31 dicembre, data praticamente obbligatoria per evitare il ricorso all'esercizio provvisorio.
Non sono manati disaccordi nella stessa maggioranza tanto che, prima della votazione finale sulla Legge nella sua interezza, è intervenuto a titolo personale l'Assessore alle Politiche Agricole, Mauro Febbo (PdL), che ha dichiarato «di votare favorevolmente la Finanziaria solo per disciplina di partito, essendo fortemente contrariato perchè non sono stati tenuti conto di molti emendamenti presentati dalla stessa Giunta».
«Invito - ha spiegato Febbo nel suo polemico intervento- il Capogruppo Giuliante a prendere atto di questa situazione di malessere che e' sicuramente condivisa dalla stragrande maggioranza dei consiglieri del Popolo della Libertà».

Per l'esponente del Pd, Camillo D'Alessandro, ci sarebbe stata anche una lotta intestina al Pdl per «una spartizione di poltrone nel settore sanità» che avrebbe provocato una spaccatura all'interno della maggioranza di centrodestra nel corso dei lavori del consiglio regionale dedicati alla sessione di bilancio.
Secondo l'esponente di minoranza una parte del Pdl avrebbe voluto inserire nella finanziaria una norma per il rinnovo dei commissari delle quattro Asl (L'Aquila, Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro, Chieti e Lanciano-Vasto), nominati il primo ottobre scorso fino alla fine dell'anno per unificare da due ad una le Asl della provincia dell'Aquila e di quella di Chieti.
Un'altra parte della maggioranza avrebbe voluto che il commissariamento scadesse e si procedesse alla nomina dei direttori generali delle due asl provinciali.
«E' stato svelato il vero volto della maggioranza, ancora una volta impera la spartizione delle poltrone».
Il presidente Chiodi ha parlato invece di «un livello di confronto alto che testimonia l'elevato grado di civiltà politica di queste assise».
Tante le critiche, nel corso del lungo dibattito durato circa cinque ore, mosse alla Legge Finanziaria ma il governatore le ha considerate «contenute e non esagerate» proprio perché «quegli stessi consiglieri hanno intuito che la Regione Abruzzo sta attraversando un periodo oggettivamente difficile, forse il più difficile della storia di questa regione. Così come voglio ringraziare i gruppi consiliari di maggioranza per l'apporto politico che hanno conferito alla discussione».
«E' importante comprendere – ha detto Chiodi – che questo momento è dovuto principalmente al grande indebitamento che ha accumulato finora la Regione, un indebitamento storico che ha toccato vette non paragonabili a quello delle altre regioni italiane. E' una Finanziaria di rigore – ha aggiunto – perché non esiste altra strada e dunque ha lasciato scoperto il fronte degli investimenti».
Nel suo intervento, inoltre, il presidente della Regione ha voluto mettere l'accento su alcune proposte presentate dai consiglieri di opposizione.
«Ho apprezzato – ha concluso il presidente Chiodi – la proposta di alcuni esponenti dell'opposizione di dar vita a società a capitale pubblico per gestire alcune attività dove il privato ottiene grossi guadagni».

D'ALESSANDRO (PD): «E' BILANCIO FANTASMA»

«Abbiamo la prova che siamo in presenza di un bilancio 'fantasma' - ha rincarato la dose il capogruppo del Pd, D'Alessandro -. E' un bilancio anche carente da un punto di vista documentale visto che tra le altre carte manca il rendiconto che avrebbe dimostrato un debito che si aggira intorno ai 200 milioni di euro non riportato in bilancio».
D'Alessandro ha parlato anche di «una operazione di ingegneria contabile per evitare di riportare in bilancio un debito che non si sarebbe potuto coprire e che quindi non avrebbe consentito il pareggio di bilancio».
Il consigliere del Pd ha sottolineato che «anche in passato si sono fatte queste cose, ma se come dice la maggioranza è arrivato il momento della chiarezza e della verità, gli abruzzesi devono conoscere questi fatti».

MASCI: «FINANZIARIA IN LINEA CON RISANAMENTO»

Per l'assessore al Bilancio la Finanziaria approvata è invece «seria e rigorosa nel pieno rispetto della politica di risanamento che questo governo regionale si è prefissata di raggiungere nel 2012».
L'assessore Masci ha spiegato il percorso tecnico e contabile che ha portato all'attuale stesura della Finanziaria e della legge di Bilancio, non mancando di sottolineare «il grande senso di responsabilità mostrato da tutti gli assessori che sono riusciti a modulare i rispettivi obiettivi amministrativi in funzione della effettività delle risorse disponibili. Questo per dire – ha aggiunto l'assessore – che i primi a fare i sacrifici necessari sono stati gli assessorati regionali».
Nello specifico, l'assessore Masci ha spiegato che il disegno di legge della Finanziaria consta di15 articoli di legge.
Nell'articolo 4 si autorizza l'iscrizione in bilancio di economie vincolate «il cui utilizzo è stato riprogrammato, per materia di destinazione della spesa, con la possibilità di procedere ad ulteriori programmazioni di economie vincolate per esigenze di bilancio».

30/12/2009 9.22

OLTRE 1 MILIONE DI EURO PER IL MARRUCINO

«Grazie al lavoro del senatore Di Stefatno ed all'impegno degli assessori Regionali Febbo e Di Dalmazio la Regione Abruzzo, nella tarda notte di ieri , ha approvato un emendamento che consente lo stanziamento di 1.200.000,00 euro in favore del Teatro Marrucino», commenta il vice presidente del consiglio comunale di Chieti, Umberto Di Primio, probabile candidato al Comune teatino alle prossime elezioni.
«Per colpa della negligenza della giunta Ricci», sostiene Di Primio, «che aveva omesso di segnalare alla Regione lo scioglimento della Deputazione Istituzione Teatro Marrucino, quei fondi hanno rischiato di andare persi. Dopo l'incontro da me voluto a Chieti con Febbo e Di Dalmazio credo che questa mattina sia stata data la migliore risposta a quanti, Ricci in testa, avevano profetizzato che il Centro Destra volesse penalizzare il Teatro di Chieti perché il Comune è guidato da una Giunta di centrosinistra».

COSTANTINI: «CHIODI PRIGIONIERO DI DI STEFANO»

«La sessione di bilancio ha confermato la oggettiva incapacità di Chiodi e della sua maggioranza di mettere in campo le riforme strutturali che, soprattutto nel settore sanitario, gli abruzzesi attendono ormai da troppo tempo», ha commentato il capogruppo dell'Idv, Carlo Costantini.
«Chiodi non ha deciso nulla nel 2009 per l'Abruzzo e gli abruzzesi non perché sta studiando o perché non vuole spendere – come ripete da mesi – ma semplicemente perché non può».
Per Costantini «l'immobilismo di Chiodi ha una chiave di lettura diversa per gli abruzzesi, proprio perché resa pubblica dall'intervento del vicepresidente Febbo: Chiodi e' completamente prigioniero del senatore Di Stefano».
Il capogruppo rimarca anche l'importanza di alcuni emendamenti proposti dal suo partito («attenzione per il centro storico dell'Aquila, software libero, acqua bene pubblico») che sono passati e ricorda anche quelli bocciati «come quello che reintroduceva la VIS (Valutazione di impatto sanitario) in Abruzzo, quello che vincolava l'Abruzzo al no al nucleare e al sostegno della istituzione regionale in favore delle iniziative delle Regioni confinanti, quello che avrebbe consentito, soprattutto nei nuovi quartieri del Piano C.A.S.E. a L'Aquila, l'istituzione del servizio del “Nido in Famiglia (Tagesmutter), quello che avrebbe consentito agli studenti dell'Università de L'Aquila di essere esonerati dal pagamento della tassa regionale, o ancora quello che avrebbe determinato l'abolizione delle pensioni per i consiglieri regionali (bocciato in Commissione)».
30/12/09 17.31