Rifondazione: «sì al taglio delle indennità e dei costi inutili»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Se Chiodi vuole effettivamente restituire credibilità all’istituzione regionale si pronunci per il taglio di privilegi percepiti come intollerabili dalla cittadinanza».

E questa la richiesta di fine anno di Maurizio Acerbo, consigliere regionale Prc e Marco Fars, segretario regionale di Rifondazione.
I due ricordano che le indennità e i vitalizi di consiglieri e assessori regionali «sono assolutamente spropositati», anche se paragonati a categorie come i docenti universitari o i medici primari.
«Al momento della votazione dei nostri emendamenti per il taglio del 30% delle indennità verificheremo se Chiodi e la sua maggioranza fanno sul serio o se il cambiamento è solo nelle chiacchiere», dicono i due che sfidano il presidente su uno dei temi che hanno segnato la sua campagna elettorale.
Ma tra le spese contestate da Rifondazione oltre agli stipendi dei consiglieri vi sono i costi segnalati all'articolo 6 sullo stanziamento di 260.000 euro per «attività di comunicazione istituzionale» per
«collaborazioni professionali giornalistiche».
«Questo è il rigore di cui parla Chiodi?», continuano Fars e Acerbo. «Non gli bastano gli attuali uffici stampa?»
«Se si vuole davvero il rigore si cominci col depurare il testo dalle norme intruse che nulla hanno a che fare con il risanamento dei conti regionali e, soprattutto, si cominci a dimostrare nei fatti la svolta che finora non si è vista».
Il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, intanto, nel corso della conferenza stampa di fine anno, ha ricordato però che l'attività di studio e di analisi sugli emolumenti dei consiglieri regionali è stata affidata al gruppo di lavoro composto da funzionari regionali del servizio legislativo che ha predisposto una bozza di proposta normativa dal titolo "testo unico delle norme sul trattamento economico e previdenziale spettante ai consiglieri regionali e sulle spese generali di funzionamento dei gruppi consiliari".
Pagano non ha però indicato i tempi di approvazione.

32 LEGGI IN UN ANNO

Pagano ha anche ricordato che nel corso dell'anno che sta per terminare il Consiglio regionale ha approvato 32 leggi (alla data del 16 dicembre scorso) di cui 16 di iniziativa della Giunta regionale e 16 di iniziativa consiliare.

Nel 2009 il consiglio regionale ha tenuto complessivamente 28 sedute ( compresa quella di oggi 28 dicembre). In riferimento alle seduta consiliari 7 si sono svolte prima del terremoto del 6 aprile, 14 dopo il sisma. Otto sono state di carattere straordinario, una solenne, il 6 maggio, ad un mese dal tragico sisma. In quanto alla produzione legislativa, le prime due leggi dell'anno 2009 (di iniziativa della Giunta regionale) sono state approvate dal Consiglio regionale uscente e soltanto promulgate dall'attuale presidente della Regione. L'ufficio di presidenza, nel 2009, ha tenuto 25 riunioni, assumendo 153 deliberazioni
Uno dei primissimi temi affrontato dal Consiglio regionale è stato quello del riordino degli Enti regionali finalizzato al contenimento e alla razionalizzazione della spesa pubblica attraverso la riduzione degli enti dipendenti dalla Regione.
Successivamente al terremoto del 6 aprile, il Consiglio regionale e' impegnato a fronteggiare l'emergenza gia' con la legge finanziaria approdata in aula pochissimi gironi dopo l'evento. Poi sono state approvate le leggi riguardanti la ripresa delle attivita' economiche nelle aree dell'aquilano; l'emergenza terremoto in materia di trasporto pubblico locale; interventi in favore degli studenti e dei lavoratori dei comuni colpiti dal sisma, in materia di trasporti. Le leggi di settore approvate hanno riguardato: la protezione dell'ambiente, il settore edilizio ( cosiddetto piano casa), la legge organica in materia di artigianato, il sistema normativo sull'apprendistato.

Pagano ha anche sottolineato che la prossima sfida è quella di «riuscire a trasformare la vicenda del terremoto in opportunità per far conoscere al mondo la nostra Regione, ricca di cultura, tradizioni popolari, monumenti, bellezze naturali ed artistiche».
Pagano ha parlato anche di un «rinnovato impegno nei confronti delle comunita' abruzzesi all'estero».
Le associazioni abruzzesi sparse per il mondo - ha detto - sono 108.
«Raccolgono migliaia di corregionali che sono una ricchezza per la nostra regione. Noi abbiamo il dovere di recuperare al meglio un rapporto con loro e coinvolgerli nelle scelte di fondo che la Regione andra' a compiere. Loro - ha concluso - non chiedono assistenza, chiedono una politica diversa nel settore dell'emigrazione».

28/12/2009 16.36