"Conciliazione dei tempi": i progetti che hanno vinto il bando da 350mila euro

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4614

PESCARA. Cyborg, Cometa, Verde Acqua sono state le tre imprese che hanno realizzato altrettanti progetti, finanziati dalla Regione con fondi europei, sulla “conciliazione dei tempi”.


Ma che cos'è?
E'la possibilità di conciliare al meglio la vita lavorativa e quella familiare.
Migliorare quindi le condizioni di lavoro soprattutto delle donne.
A questo obiettivo era teso il bando pubblico emanato dalla Regione nel 2006.
Previsto un fondo “Por- FSE 2000-2006” di 1 mln di euro che però è stato sfruttato solo in piccola parte, perché «sono mancate le candidature», come ha precisato Paola Del Greco, responsabile ufficio regionale delle politiche dell'occupazione femminile.
Furono undici le imprese a presentare un progetto ma solo quattro videro i finanziamenti per un totale di 350 mila euro.
«Per non perdere i finanziamenti, li dovremo spendere entro fine giugno prossimo» ha affermato Del Greco.
«Queste imprese sono state delle avanguardie…quindi dobbiamo accontentarci anche di cose piccole ma molto buone, da qui nasce la cultura d'impresa» con questa frase la consigliera regionale di Parità, Loretta Del Papa, ha chiuso il convegno che si è svolto ieri mattina nella sala azzurra di viale Bovio, alla presenza dei rappresentanti delle aziende, i dirigenti degli uffici della Regione e di Abruzzo Lavoro, nonché l'assessore regionale alle Risorse Umane, Federica Carpineta.
Secondo l'assessore si tratta «di importanti investimenti per il futuro», ma le imprese credono che ci sia ancora tanta strada da fare. Infatti non è mancato qualche inghippo.

IL PROGETTO DI CYBORG

Come si fa concretamente ad aiutare la conciliazione dei tempi?
Secondo Cyborg, (la ditta famosa per aver vinto appalti nell'ambito dei Giochi del Mediterraneo e, tra gli altri, del progetto “Cittadino+”), che ha presentato un progetto di 125 mila euro, di cui 100 mila finanziati dall'Europa, il telelavoro potrebbe essere la svolta.
Achille Di Girolamo e Rosaria Troiano hanno ideato e realizzato un portale per il lavoro a distanza, una piattaforma per la formazione a distanza (corsi d'inglese), un sistema di video conferenze, un sistema timbra cartellini a distanza ed anche un servizio di baby parking nei mesi estivi.
Il tutto è stato sperimentato da una programmatrice della Cyborg che per qualche tempo ha lavorato da casa. Ora il progetto sarebbe pronto per essere venduto ad «imprese illuminate pronte ad utilizzare questi strumenti tecnologici per le risorse umane».
Bisogna solo cercarle e trovarle per rendere ancora più fruttuoso il finanziamento europeo.

AD UNA IMPRESA DECURTATI I FONDI A PROGETTO AVVIATO

Se tutto è filato liscio con la Cyborg, non è stato lo stesso con la ditta Cometa, specializzata nella componentistica per la sicurezza sulle moto, che aveva centrato il progetto sulla “Banca Ore”. Cometa, insieme alla ditta Premec, aveva vinto il bando con questo progetto che ammontava a 50 mila euro, di cui 47 sarebbero stati finanziati dalla Regione.
«Ed invece alla fine,- ha spiegato Gianni Crognale a PrimaDaNoi.it- la Regione ci ha decurtato il 60% dei fondi dovuti, perché la nostra impresa superava il massimo di finanziamenti pubblici accumulabili. Ma se ne sono accorti solo dopo, al momento del pagamento della prima tranche, quando noi avevamo già avviato il progetto con il quale avevamo vinto il bando. E' da aggiungere che noi non abbiamo nemmeno ricevuto una comunicazione ufficiale su questo».
Nel frattempo il progetto è stato realizzato lo stesso, dimezzando il campione di dipendenti sul quale fare la sperimentazione e quindi diminuendo gli obiettivi.
I risultati? «Ottimi lo stesso», ha assicurato Adriano Amorosi, consulente della Cometa, «anche se la burocrazia andrebbe snellita, ci vorrebbe un solo interlocutore all'interno della Regione. La troppa frammentazione degli uffici e dei referenti ci ha spaesato».
Positiva anche l'esperienza della “Verde Acqua”, Onlus aquilana, che offre servizi sociali per favorire l'inserimento di categorie più deboli come i minori, disabili ed anziani. Purtroppo quest'ultimo progetto è stato bruscamente interrotto dal terremoto, ma «si è riusciti comunque – ha spiegato Sandra Giordani- ad innescare un circolo virtuoso partendo dai lavoratori soddisfatti perché aiutati, che quindi hanno aumentato la qualità del servizio. Di qui i clienti erano contenti e a loro volta un feedback positivo tornava ai lavoratori».

Manuela Rosa 19/12/2009 10.05