Servizi locali, Consiglio dei ministri approva il regolamento attuativo

Alessandro Biancardi

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ROMA. Per il ministro Fitto con questo nuovo provvedimento finisce definitivamente «l'epoca dei rinvii».


Su proposta del Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, il Consiglio dei Ministri di oggi ha approvato il regolamento attuativo previsto dalla riforma dei servizi pubblici locali.
«Si porta così a conclusione - ha commentato Fitto - un articolato processo di riforma del settore dei servizi pubblici locali. Una riforma attesa da oltre 15 anni e auspicata da larghissimi settori della politica, dell'economia e della società ma sempre rinviata a causa dei veti incrociati di coalizioni variegate e dei tanti interessati al mantenimento dello status quo. Finisce oggi l'epoca dei rinvii, i cittadini, gli enti locali e le imprese di questo importantissimo settore dispongono di un quadro normativo chiaro e moderno inspirato ai principi comunitari di concorrenza e trasparenza. Principi che costituiscono gli strumenti più efficaci per la tutela degli interessi dei cittadini, per la valorizzazione delle migliori energie imprenditoriali e per il rilancio di una grande stagione di investimenti».
Il regolamento approvato sviluppa i punti di delega contenuti nell'articolo 23 - bis, fissa regole «chiare» per lo svolgimento delle gare affinché queste consentano in modo trasparente di selezionare il gestore più efficiente in grado di offrire tariffe più basse, stabilisce una serie articolata di incompatibilità per chi ricopre o ha ricoperto funzioni di amministratore nell'ente affidante a cui è inibito ingerirsi nella gestione del servizio.
«Questo insieme di norme - ha sottolineato il ministro - è molto importante al fine di porre termine alla poco raccomandabile prassi di trasformare i consigli di amministrazione in strumenti di compensazione per ambizioni politiche non realizzate».
Altro aspetto di grande rilievo - sempre secondo il ministro Fitto - concerne la fissazione delle soglie minime oltre le quali scatta l'obbligo di richiesta di parere preventivo all'Antitrust per le amministrazioni che intendono affidare la gestione a società in house.
Si stabilisce che se il valore economico del servizio supera i 200.000 euro, ovvero se la popolazione interessata al servizio é superiore a 50.000 abitanti, la richiesta di parere è obbligatoria.
Il regolamento passa ora all'esame della Conferenza Unificata, del Consiglio di Stato ed infine delle Commissioni parlamentari prima del varo definitivo da parte del Consiglio dei Ministri.
18/12/09 10.21