Petrolizzazione. Ambientalisti:«Legge buona ma si deve migliorare in consiglio»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Legambiente e Wwf hanno confermato il loro giudizio positivo di massima sulla legge varata dalla giunta Chiodi in tema di petrolizzazione. * ANCHE IL REGISTA DI CLOONEY DICE NO AL PETROLIO IN ABRUZZO
Le associazioni, rappresentate da Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo, e Dante Caserta, consigliere nazionale di WWF Italia, hanno espresso un giudizio di carattere politico favorevole sull'iniziativa di legge che, «in maniera chiara, contrappone alla deriva petrolifera regionale l'Abruzzo delle qualità».
«Si tratta di un provvedimento importante – sottolineano i rappresentanti dei due sodalizi ambientalisti – che, a poco più di venti giorni dalla scadenza della moratoria stabilita dalla Legge Regionale n. 14 del 2008, mette di nuovo freno agli interessi delle compagnie petrolifere ed al progetto del Centro oli dell'Eni di Ortona. La proposta assume un valore politico rilevante in quanto, la regione Abruzzo ribadisce una scelta di campo che non pone dubbi sulla vocazione territoriale regionale in quanto, le attività di sfruttamento del sottosuolo sono vietate proprio a tutela della pianificazione esistente, dell'ambiente naturale e dell'agricoltura di qualità e del principio di precauzione sul rischio sismico ed idrogeologico».
Da un punto di vista tecnico le Associazioni, dopo aver analizzato nel dettaglio i contenuti, hanno espresso la «necessità di integrare e migliorare la proposta di legge in sede di discussione in Consiglio regionale» in quanto la norma presenta «alcune imprecisioni terminologiche, non risolve il problema delle concessioni di estrazioni già rilasciate e, soprattutto, non reca alcun riferimento alla situazione a mare, dove gli interessi delle compagnie petrolifere sono maggiori e più pressanti».
Lo strumento per bloccare anche a mare il proliferare di piattaforme estrattive potrebbe essere individuato nel Piano di Gestione Integrata della zona costiera.
«La Regione deve impegnarsi – continuano i rappresentanti delle due associazioni – a redigere il Piano di Gestione Integrata della zona costiera, strumento previsto dalla disciplina comunitaria e nazionale, capace di valutare nello specifico anche gli influssi delle attività petrolifere sul sistema costiero. È necessario costituire un modello partecipativo di stampo europeo che metta allo stesso tavolo interessi e competenze: le intese così costruite potranno preparare la strada ad un piano integrato di gestione».
Attraverso l'introduzione nella legge di un nuovo articolo, la Regione potrebbe impegnarsi a predisporre tale strumento entro tempi brevi e certi, disponendo, nelle more della sua approvazione, una moratoria che blocchi gli iter autorizzativi avviati.
«Sappiamo che anche altre forze politiche stanno predisponendo proposte di legge in questa direzione - hanno aggiunto i rappresentanti di Legambiente e WWF – Questo è sicuramente un bene perché nella discussione in Consiglio Regionale si potrà migliorare il testo presentato dal Presidente Chiodi. Tutti devono collaborare per giungere ad una legge condivisa, confermando quell'unità che, nonostante i distinguo di merito, non mancò al momento dell'approvazione della precedente legge regionale poi impugnata dal Governo Berlusconi».
La mobilitazione della società abruzzese, secondo Wwf e Legambiente «è ad un passo dal segnare un nuovo importante punto a tutela del territorio», come era già accaduto con il terzo traforo del Gran Sasso, la distribuzione di acqua dai campi pozzi a valle della megadiscarica di Bussi o con il prelievo di acqua da fiumi abruzzesi per venderla alla Puglia.

09/12/2009 9.00

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ANCHE IL REGISTA DI CLOONEY DICE NO AL PETROLIO IN ABRUZZO


ABRUZZO. Tre mesi passati in Abruzzo sono bastati per innamorarsi e per apprezzare le bellezze naturali che dovrebbero essere esaltate e tutelate.
Anton Corbijn, il regista del film 'The American' interpretato da George Clooney, recentemente girato in Abruzzo, ha deciso di aderire
alla campagna degli ambientalisti contro la petrolizzazione dell'Abruzzo da parte di Eni, Petroceltic, Mediterranean Oil & Gas, Forest Oil, Vega Oil, Cygam Energy ed Edison.
Anton Corbijn, noto regista olandese, autore di molti videoclip per artisti come gli U2, Rem, Joy Division, Depeche Mode, Nirvana, Coldplay e Brian Ferry ha lanciato il messaggio anche sui media stranieri.
«Ho appena finito di girare in Abruzzo con George Clooney per 3 mesi», ha spiegato Corbijn, «l'Abruzzo e' ora diventata la mia regione preferita d'Italia e non solo per il carattere delle sue persone. Uno dei protagonisti del nostro film e' proprio il paesaggio abruzzese: Castel del Monte, Castelvecchio, Calascio, Sulmona, Anversa e dintorni hanno tutte avuto una influenza straordinaria sul modo in cui abbiamo girato il nostro film. Secondo i piani petroliferi per l'Abruzzo tutte questa zone sono a rischio. Noi abbiamo scelto questi posti perche' amiamo l'Abruzzo veramente tanto», ha aggiunto il regista, «il solo pensiero che chiunque sano di mente, e per il vile profitto, possa distruggere una gran parte di questo paradiso incontaminato e' qualcosa di incomprensibile per me».
E poi chiaro si è domandato:«per il guadagno di pochi, perche' cancellare per sempre il benessere di tutti gli altri? Ma non c'e' nulla che possa salvarsi dall'avidita' di denaro e dalla corruzione? Perche' solo di questo puo' trattarsi. Queste persone dovrebbero riesaminare i loro piani, le loro vite e le vite degli altri e abbandonare i progetti petroliferi per il futuro prossimo».
«Il movimento di contrarieta' alle estrazioni di petrolio in Abruzzo», ha spiegato una delle principali esponenti, Maria Rita D'orsogna, «crede che investimenti a lungo termine in iniziative commerciali che preservino il territorio, come l'industria cinematografica, possano dare molti piu' benefici alla popolazione abruzzese, rispetto ai pochi che si avvantaggeranno con il petrolio. La regione Abruzzo sta diventando sempre piu' nota a livello internazionale per le sue bellezze naturali. Molte persone vorranno conoscerla, attraverso i prodotti tipici della regione o visitando i posti che vedono nei film».
Ed è chiaro che se le estrazioni di petrolio inizieranno a tartassare l'Abruzzo saranno sempre meno le bellezze naturali da poter sfoggiare: difficilmente una bella spiaggia potrà essere attrattiva con uno sfondo di piattaforme petrolifere.
E potrebbe essere davvero una opportunità da non sottovalutare quella del film con George Clooney che avrà una importante distribuzione capillare nel mondo e che dunque potrà mostrare l'Abruzzo verde anche a Holliwood.
E chissà che qualche altro grande produttore non si innamori di quelle immagini.

09/12/2009 9.04