L’economia della disgrazia a gonfie vele: i camion di Piccone nel cantiere Case

Alessandro Biancardi

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L'EDITORIALE. ABRUZZO. Non c’è scandalo che tenga che possa imprimere una benefica spinta alla nostra regione che sprofonda sempre più in una pericolosa china.(Foto da site.it)


L'EDITORIALE. ABRUZZO. Non c'è scandalo che tenga che possa imprimere una benefica spinta alla nostra regione che sprofonda sempre più in una pericolosa china.(Foto da site.it)




Dopo gli arresti di D'Alesio e Mileti, faccendieri-lobbisti, come li si sono definiti, nient'altro che manovratori dietro le quinte per interessi privati con possibile distorsione e compromissione della pubblica amministrazione, non sono arrivati segnali di alcun genere da parte del governo regionale di centrodestra.
Al massimo ci si è limitati a solidarietà in tempo reale su fatti e argomenti di cui ancora non si conoscono i particolari.
Da diversi settori, per esempio, è giunta la «solidarietà incondizionata» all'assessore alla sanità Venturoni, indagato anche lui nell'inchiesta “Ground zero” della procura di Pescara.
Che concetto è quello della «solidarietà incondizionata»?
E' la nuova frontiera della fratellanza, quella che non ha bisogno di sapere se i fatti sono veri o falsi, se qualcuno ha fatto o meno una cosa.
Non c'entra la verità ma solo la fratellanza che dunque è incondizionata e a prescindere.
Mentre l'opposizione di centro sinistra ha provato a denunciare lo scandalo già consumato di una ricostruzione in un pericoloso cono d'ombra di opacità quasi assoluta, la Regione ha incassato il colpo con la speranza che il clamore e l'indignazione dei normali cittadini potesse svanire il più in fretta possibile.
Sta di fatto che l'atteggiamento della Regione e della Protezione civile di chiusura non depone bene, riempie di sospetti la testa degli abruzzesi che sono sempre più assuefatti a scandali sempre maggiori e per questo sembrano sempre meno gravi.
Se il Pd propone allora un osservatorio sulla ricostruzione che dovrebbe vigilare su quanto è accaduto e sta accadendo (ma formato dagli stessi uomini politici e amministratori che dovrebbero essere controllati), l'Idv propone, invece, la creazione di un vero e proprio sito nel quale riversare tutta la documentazione (tutta) relativa alle operazioni effettuate in piena emergenza dalla Protezione civile e quelle che si faranno per la vera ricostruzione.
Una vera e propria vetrina che avrà il grandissimo merito (originale perché mai sperimentato finora) di agevolare un controllo capillare e diffuso di migliaia di persone.
Immaginarsi milioni di occhi che vadano a scandagliare ogni riga di ogni documento e ognuno in possesso delle proprie informazione riuscire a scovare irregolarità o errori o peggio magagne. In una parola: controllo.
Chi ha paura di tutto questo?
Chi ha la coscienza sporca.
E' chiaro e logico.
La mancanza di volontà in questo senso è già una ammissione di colpa gravissima.
Non si gioca con la presunzione di innocenza in nessun caso. Ma in queste condizioni i dubbi sorgono.
La foto pubblicata da site.it con un bel tir con tanto di marchio della ditta di famiglia del coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, è un macigno che si abbatte sulla montagna di dubbi e domande senza risposte di questi mesi.
La ditta Kromoss è del padre dell'onorevole Piccone, Ermanno, e fornisce una serie di servizi tra cui infissi che manterranno al caldo le migliaia di famiglie assegnatarie delle famose “casette di Berlusconi”, quelle soluzioni “provvisorie” del progetto C.a.s.e..
La ditta ha anche invitato a fare offerte per i terremotati su una fondazione di famiglia ed ha dichiarato di devolvere una minima percentuale degli incassi in beneficenza.
Tutto regolare ma probabilmente gli abruzzesi hanno il diritto di sapere che la ditta di famiglia di un senatore ha avuto un subappalto, visto che non compare tra gli appalti.
Magari i cittadini avrebbero anche il diritto di conoscere i criteri e le modalità di assegnazione delle commesse. Ma siamo sicuri che trattandosi di subappalti la pubblica amministrazione non c'entri e dunque la scelta sia demandata al libero arbitrio dei privati…
E nessuno si sente in dovere di chiarire e fornire dettagli?
E Piccone non è il solo che grazie al terremoto questo anno potrà chiudere il bilancio dell'impresa con un utile che probabilmente non si era mai visto prima.
Tutto merito dell'economia della disgrazia che di sicuro potrebbe aver avvantaggiato una serie di altre imprese, solo apparentemente anonime, ma che potrebbero essere di proprietà di mogli e parenti di questo o quel personaggio influente o nei casi più “scientifici” fanno capo a prestanomi e teste di legno.
Sono insinuazioni che in questo clima e con quel poco che è emerso finora possono sorgere spontanee nel Paese dei conflitti di interesse?
Il dubbio ed i cattivi pensieri sono soltanto la diretta conseguenza della mancanza di trasparenza. Se fosse tutto chiaro non ci sarebbe la possibilità di pensar male.
Di certo i dubbi su speculazioni indegne sulla tragedia del terremoto aumenteranno col tempo, man mano che emergeranno nuovi scandali, nuove informazioni.
E Bertolaso e Chiodi saranno considerati i principali responsabili.


a.b. 27/11/2009 9.35

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