Dom Serafini, da New York al Parlamento italiano

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1121

  E' nato a Giulianova, vive da oltre 45 in America. Alle prossime elezioni politiche si candiderà per rappresentare gli italiani all’estero. Difficile dire a che partito appartenga, ma i suoi elettori gli danno già i primi consigli per una carriera politica vincente.

 


E' nato a Giulianova, vive da oltre 45 in America. Alle prossime elezioni politiche si candiderà per rappresentare gli italiani all'estero. Difficile dire a che partito appartenga, ma i suoi elettori gli danno già i primi consigli per una carriera politica vincente.



Un abruzzese trapiantato a New York tra i candidati al Senato della Repubblica per le prossime politiche. Lui è Dominic Serafini, direttore ed editore diVideoAge, giornalista che si impegna a rappresentare gli interessi degli italiani in America
centrale e del Nord al Parlamento italiano.

La sua candidatura arriva dopo «oltre 35 anni», si legge nelsuo sito internet (in vero stile americano), «al servizio delle comunità italiane in nord America, che lo conoscono per i suoi programmi radiofonici e
televisivi e per i numerosi articoli su giornali e riviste».


«Il mio messaggio», spiega Mister Serafini, «è chiaro: “ora che l'Italia conta su di te, fa sì che il tuo voto conti”».


Ogni vittoria che si rispetti va sudata sul campo ma il candidato italo-americano confida nel supporto dei suoi connazionali emigrati oltre oceano proprio come lui.
«Il vostro voto», spiega lo stesso Serafini, «non solo farà eleggere per la prima volta i nostri rappresentanti al Parlamento italiano, ma rappresenterà una pietra secolare nella storia dell'italiano all'estero».
Difficile capire il suo orientamento politico, anche perché non lo dichiara, ma ribadisce la voglia di farsi conoscere e apprezzare per chi è e per cosa fa piuttosto che per le ideologie in cui crede.
Anche sul programma resta qualche incertezza.
Sempre sul suo sito si legge: «Il candidato ideale deve rappresentare tutti gli italiani, indifferentemente dalla regione di provenienza, dal dialetto, dall'affiliazione politica, dalla tradizione e dalla religione: in questo caso il partito del “candidato ideale” non dovrebbe interferire, discriminare o sottovalutare le necessità delle comunità degli italiani all'estero».
Bene, allora mettiamo agli atti che la diplomazia potrebbe essere un punto a suo favore.
Il Candidato propone inoltre ai lettori del suo spazio virtuale di decidere di cosa dovrà occuparsi se verrà eletto. Basta rispondere al sondaggio, e se un giorno lo scranno al Parlamento sarà suo darà retta alla vox di quel popolo che lo ha votato e cliccato.
Tra le ipotesi più votate degli elettori all'estero spiccano: facilitazione pratiche consolari (15.6%),
far conoscere in Italia il contributo degli italiani all'estero (11.1%), scuola italiana privata (8.9%), facilitare l'esportazione in Italia di prodotti fatti da italiani in America Settentrionale e Centrale (8.9%), migliorare i voli Alitalia fra Italia ed America Settentrionale e Centrale (4.4%), facilitare l'importazione di prodotti italiani (4.4%) a pari merito con una Rai International più interessante.
Alessandra Lotti