I ticket anche sulla riabilitazione: «ennesima mazzata»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3671

ABRUZZO. Accuse al provvedimento: «è l’ennesima “mazzata” alle fasce meno protette e già in difficoltà».

ABRUZZO. Accuse al provvedimento: «è l'ennesima “mazzata” alle fasce meno protette e già in difficoltà».E' stata emanata lunedì scorso dal Commissario Redigolo una delibera sui ticket alle prestazioni riabilitative prestate in regime ambulatoriale o con ricovero residenziale e semiresidenziale per i portatori di gravi patologie, disabili gravi e gravissimi.
Ticket che la legge ha esentato già dal 2001.
Un passo indietro che ha gettato scompiglio e originato reazioni scomposte.
Per la Uil il presidente Chiodi deve richiedere un incontro con il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, per rivedere il Piano di Rientro.
«Bisogna prendere il toro per le corna», sostiene il segretario regionale Roberto Campo.
«Non chiediamo niente di più e niente di meno di quanto prevedeva il programma di governo della stessa Giunta Chiodi, che però non chiariva come il governo regionale pensasse di ottenere il risultato della modulazione del piano di rientro. Secondo noi, non c'è alternativa all'apertura di un nuovo formale confronto Regione-Governo. Bisogna avere il coraggio di muoversi in questo senso, senza ulteriori indugi».

LA PROTESTA DEI CONSIGLIERI DEL PD

I Consiglieri regionali del Pd, Claudio Ruffini e Marinella Sclocco (membri della V Commissione Regionale -Sanità) hanno espresso il proprio disappunto alla delibera.
«Un colpo duro nei confronti dei più deboli», secondo i consiglieri regionali che lanciano l'allarme per i continui tagli alle prestazioni socio-sanitarie.
«Riteniamo che la delibera non debba essere applicata», dicono Ruffini e Sclocco, «mercoledì in sede della V Commissione chiederemo che ne venga posta la discussione all'ordine del giorno e se è possibile faremo convocare alla Presidente Verì l'Assessore Venturoni e il commissario Redigolo».
Pochi giorni fa il Commissario ad acta aveva dichiarato che sui conti della sanità le cose non vanno male.
Dopo gli interventi di recupero Redigolo aveva detto che si era scesi di parecchio sotto i 50 milioni di euro, ovvero meglio di ogni altra previsione.
«Alla Giunta diciamo», chiudono Sclocco e Ruffini, «se Redigolo fa di testa sua mandatelo a casa e sia Chiodi il nuovo commissario».

IDV: «ENNESIMA BEFFA»

«Si sta superando ogni limite», commenta Alfonso Mascitelli, coordinatore regionale dell'Idv. «La verità è che il centro-destra abruzzese sta esportando, da tempo, nella nostra regione il modello governativo romano: demagogia caritatevole a parole, ma nei fatti aiuto ai poteri economici forti sulla pelle di chi ha bisogno e sulle tasche degli abruzzesi che, con Irpef e Irap aumentati, stanno già pagando la mangiatoia del partito dei soldi che ha imperversato nella nostra regione da decenni e di cui ancora non viene scoperchiato tutto il pentolone di chi vi è stato coinvolto».

CISL: «SERVE UN CONFRONTO»

Contrari alla nuova mossa del commissario Redigolo anche la Cisl Abruzzo e la Federazione Regionale dei Pensionati.
«Non si può continuare a procedere nel riordino della Sanità Abruzzese senza un disegno organico e con interventi di soli tagli o di nuove tasse», dicono.
La Cisl e la Fnp rifiutano tale impostazione e chiedono l'avvio di un «serio confronto sulla riforma del sistema sanitario regionale, come da impegno assunto dal Governatore Chiodi».


25/11/2009 8.59