La Fira? Cambierà nome e funzioni ma gli investimenti passeranno sempre da qui

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Fira Spa verso il cambio di denominazione ed un ampliamento di funzioni rispetto al recente passato. L'ipotesi di variazione del nome della Finanziaria regionale abruzzese è stata lanciata, questa mattina, a Pescara, nella sede della Regione.
L'obiettivo era quello di presentate il nuovo consiglio di amministrazione della stessa Fira da parte dal vice presidente della Regione ed assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione.
«Se servirà per evitare che l'opinione pubblica continui ad associare il nome Fira al malaffare derivante dalle note vicende che hanno coinvolto qualche anno fa il vertice della struttura, faremo anche questo - conferma Castiglione - ma si tratta di un aspetto marginale. Ciò che conta davvero - ha sottolineato - è che, da un lato, si trasformi in un ente erogatore di fondi di contro-garanzia e di co-garanzia a beneficio della piccole e medie imprese abruzzesi e, dall'altro, che intensifichi i rapporti con il rinnovato sistema dei confidi diventando una cerniera autentica tra il mondo che produce ed il sistema bancario».
Il nuovo consiglio d'amministrazione della Fira è ancora composto da nove membri.
Cinque sono indicati dalla Regione: il presidente Rocco Micucci, già sindaco di Rapino, il consulente finanziario di Teramo, Giacomo Agostinelli, il commercialista di Pescara, Andrea Di Prinzio, il commercialista di Francavila al Mare, Giordano Albanese, ed il direttore di un'azienda rosetana, Nicola Di Marco.
Quattro componenti sono esponenti confermati dalla Casse di Risparmio, Claudio Di Gennaro (Tercas), Tonino Di Berardino (Caripe), Mario Falconio (Carichieti) e Marco Fanfani (Carispaq).
Castiglione ha sottolineato come sia stata «fatta la scelta di mantenere inalterato il numero dei componenti del cda a fronte, pero', di un taglio dei compensi del 30% che arriva dopo che, già in precedenza, c'era stata una riduzione degli emolumenti».
Il vice presidente della Regione ha, inoltre, confermato la necessità di «operare un riassetto interno della finanziaria regionale anche nell'ottica di restituirle credibilità e ripristinare quel fondamentale rapporto di fiducia che deve avere con il mondo delle piccole e medie realtà imprenditoriali del nostro territorio».
Dopo aver operato quasi esclusivamente nella gestione e nel monitoraggio di misure agevolative a carattere regionale, la Fira, a capitale misto pubblico (51 per cento Regione) e privato (49 per cento detenuto dalla banche), potrebbe avviarsi quindi a trasformarsi in un nuovo operatore finanziario territoriale che si occuperà anche di finanza innovativa (strumenti di supporto per la crescita e la creazione del valore) e di consulenza sia nel project financing che a vantaggio degli Enti Locali.
Intanto, per incidere significativamente nel rapporti banca-impresa, occorrerà iscrivere la Fira nell'elenco speciale degli intermediari finanziari non bancari vigilati dalla Banca d'Italia (ex art.107 del TUB, il testo unico bancario).
Inoltre, verrà predisposto un protocollo d'intesa con la banche operanti nel territorio abruzzese (anche se non soci Fira) per finanziamenti alle piccole e medie imprese, a tassi concordati con la Regione.
E' in programma, poi, la costruzione di una nuova generazione di servizi di intermediazione e di interventi strutturali di sostegno alle imprese al fine di favorire un più agevole ricorso al credito da parte delle imprese stesse.
Il neo presidente, Rocco Micucci, ha parlato della Fira come di un «asse cardinale promotore di una politica di sistema per il territorio che deve restituire centralità al sistema delle imprese operando in sinergia sia con l'assessorato allo Sviluppo Economico che con Abruzzo Sviluppo».

21/11/2009 13.53

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