Vigili del Fuoco, «non lasceremo L’Aquila fino a quando ce ne sarà bisogno»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il prefetto Francesco Paolo Tronca, capo dipartimento dei Vigili del Fuoco, ha assicurato che la presenza dei Vigili del fuoco resterà nelle aree terremotate dell'Abruzzo sino a quando gli interventi quotidiani lo richiedano. * SCIENZE DELL’INVESTIGAZIONE, NESSUNA CRISI: «68 POSTI OCCUPATI IN 12 ORE»


«Per l'Abruzzo non faremo nessun passo indietro - ha detto Tronca a margine della conferenza di inaugurazione del campo base di Monticchio (L'Aquila) - del resto è questo il territorio dove ci siamo confrontati maggiormente, raccogliendo testimonianze, sperimentando tecnologie e sviluppando uno know how che ci porteremo in futuro».
Sin dalle prime ore del sisma del 6 aprile, il centro operativo ha disposto l'invio sul territorio abruzzese di sezioni da tutte le province italiane: in 24 ore, oltre 2.425 vigili che, nei giorni successivi, hanno raggiunto le 2.700 unità per un totale di 1.200 mezzi gestiti attraverso la costruzione di 8 campi base.
Sono oltre 190 mila, secondo i dati riportati dal comandante dell'Aquila, Roberto Lupica, gli interventi effettuati.
Tre le fasi operative: gestione dell'emergenza, assistenza alla popolazione, puntellamento e messa in sicurezza, in collaborazione con il nucleo di coordinamento delle opere provvisionali e con il nucleo Speleo alpino fluviale.
Numerosi gli interventi effettuati in situazione di estrema difficoltà per la messa in sicurezza del Duomo, delle chiese delle Anime Sante, San Bernardino, Collemaggio, San Martino a Poggio Licenze e Santa Croce a Poggio di Roio, oltre a Porta Napoli e all'angolo dei IV cantoni.
Durante i primi giorni, i vigili hanno salvato 103 persone dalle macerie del sisma, attivando le unità di ricerca speciali (Usar - Urban Search and Rescue).
Come supporto alla popolazione, il dipartimento dei vigili ha fornito 5.434 tende, per un totale i 45 mila posti letto.
Oggi si contano quotidianamente oltre 200 interventi di assistenza e supporto per garantire l'accesso alla popolazione nelle zone rosse.
Attualmente sono 480 i vigili presenti sul territorio aquilano ai quali si aggiungono quelli regolarmente in organico.
Le squadre dei vigili del fuoco sono impegnate anche nel puntellamento delle strutture pericolanti, nella ricognizione delle abitazioni lesionate e danneggiate, nel recupero di masserizie e nell'assistenza in generale degli sfollati.
In particolare per le esigenze connesse alle verifiche di stabilità e al censimento dei danni operano 100 ingegneri del Corpo Nazionale nell'ambito delle commissioni miste assieme a tecnici degli enti locali e delle università che hanno effettuato oltre 26.000 sopralluoghi. Presente una unità di crisi per il servizio sanitario VVF con medici ed operatori dei vigili del fuoco in possesso del TPSS (tecniche di primo soccorso sanitario).

19/11/2009 9.29

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SCIENZE DELL'INVESTIGAZIONE, NESSUNA CRISI: «68 POSTI OCCUPATI IN 12 ORE»

L'AQUILA. Nessuna crisi al corso di laurea in Scienze dell'investigazione, come conferma il preside Francesco Sidoti.
Il mondo dell'Università riprende il lento cammino e ci sono ottimi segnali di ripresa.
Per fattori contingenti (sito internet bloccato per mesi e mesi; anticipazione della data di immatricolazione; psicosi del terremoto) erano rimasti 68 posti disponibili per iscriversi al corso di laurea, rispetto ai 300 previsti (è un corso a numero chiuso).
E' apparso sul sito dell'Ateneo un avviso che informava della riapertura delle iscrizioni per il giorno 16 novembre.
Si aggiungeva che le iscrizioni erano aperte fino al raggiungimento del numero dei posti disponibili.
Lunedì, dunque soltanto un giorno, la lista era completa.
«C'è gente che ha cominciato a fare la fila di notte per avere la sicurezza di arrivare tra i primi allo sportello», racconta Sidoti.
«Mi sembra un successo importante e che merita di essere segnalato. Vedo che sull'università aquilana c'è tanta matematica creativa; nel nostro caso, ci sono numeri obiettivi. So che i testimoni sono a volte smemorati; nel nostro caso i testimoni sono due documenti ufficiali dell'Università, facilmente accessibili. Che la gente sia venuta anche da Udine a L'Aquila, facendo la fila, per iscriversi presso questo corso di laurea, mi sembra un motivo di orgoglio e di speranza per l'Università, per l'Aquila, tutti noi».

19/11/2009 11.27