Dopo processo breve chiudono anche le procure. A rischio anche quella di Vasto

Alessandro Biancardi

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Dopo processo breve chiudono anche le procure. A rischio anche quella di Vasto
ABRUZZO. Con il processo breve (o meglio, con la ulteriore riduzione dei tempi di prescrizione a due anni) potrebbe arrivare anche la chiusura di alcune piccole procure. * CGIL:«SCANDALOSI I TAGLI A TRIBUNALE E PROCURA DELL’AQUILA»
Un progetto che sembra globale quello che riguarda la giustizia e che sembra andare in una unica direzione: quella della razionalizzazione che tuttavia potrebbe minare pesantemente la possibilità di fare ed avere giustizia.
Se con il processo breve si stabilisce per legge che i processi debbano durare due anni (senza individuare soluzioni alle cause che invece li allungano all'infinito) con la chiusura di alcune procure potrebbero generarsi conseguenze ad affetto domino.
Tra le procure italiane a rischio anche quella di Vasto per mancanza di magistrati.
Dietro l'angolo poi ci sarebbe anche una ipotesi di riorganizzazione dei tribunali con la ipotetica chiusura di quelli meno produttivi, cioè quelli di provincia con scarsità di personale.
Intanto la notizia certa è che in Italia tre procure sono destinate a chiudere i battenti (cioé potranno funzionare solo con magistrati presi in prestito da altri uffici) e altre 14 sono sull"orlo del fallimento.
Sono tragiche le conseguenze della fuga dei magistrati dalle procure.
E a segnalarle è il consigliere del Csm Alfredo Viola, presidente della Terza Commissione di Palazzo dei Marescialli, quella che aveva bandito il concorso per coprire 197 posti nelle procure italiane.
Viola parla di «bollettino di guerra», visto che i due terzi dei posti (121) resteranno scoperti.
«Ma non è il solo dato in netto peggioramento: 'chiuderanno' - avverte - le Procure di Enna, Mistretta e Sciacca, dove non resterà in servizio alcun sostituto, mentre sull'orlo del fallimento, con un solo sostituto in servizio, resteranno Crotone, Gela, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti, Vigevano, Nicosia, Melfi, Ivrea, Vasto, Lanusei, Sant'Angelo dei Lombardi, Sala Consilina, Casale Monferrato e Mondovì».
E non è tutto:«Rasenteranno il vuoto, con soli 2 sostituti, Termini Imerese, Locri, Ragusa, Paola, Nuoro, Caltagirone e Vercelli. In complesso, ben 70 uffici avranno un indice di scopertura maggiore o uguale al 20%. Ed altre saranno costrette ad operare in condizioni estremamente difficili».
Ci si domanda come si possa assicurare la giustizia in queste condizioni.
«Delicate indagini soprattutto negli uffici meridionali rischiano di essere veramente compromesse», avverte il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara.
Ma anche al Nord non va molto meglio: per i posti messi a concorso in 15 procure non ci sono stati candidati; eppure tra di loro ci sono uffici, come la procura di Verona sinora ritenuti più che appetibili.
Due le cause del fenomeno, secondo le toghe: il timore che il governo proceda alla separazione delle carriere, ma anche la norma che impedisce ai magistrati a inizio carriera di ricoprire le funzioni di pubblico ministero e «che ha portato le procure al 'collasso operativo'', con carichi di lavoro insostenibili», come spiega il consigliere del Csm Dino Petralia.
«Siamo in un momento di forte criticità che non potrà che peggiorare se non si cambia la legge», è la fosca previsione del procuratore di Palermo Francesco Messineo.
E ancora dal Csm il consigliere Fabio Roia parla di una separazione delle carriere «già in atto, visto che solo l'1% dei giudici ha chiesto di andare nelle procure».

18/11/2009 8.11

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CGIL:«SCANDALOSI I TAGLI A TRIBUNALE E PROCURA DELL'AQUILA»

L'AQUILA. Come è intuibile la giustizia all'Aquila ha subito un colpo durissimo dopo il sisma del 6 aprile. Basti solo pensare alle difficoltà create dalla inagibilità degli uffici, alla impossibilità di accedere agli archivi oppure ala mole enorme di lavoro che è piombata addosso ai magistrati proprio in seguito al terremoto.
«Oggi», spiegano Ivana Giardino e Umberto Trasatti, «la situazione per gli uffici giudiziari e del distretto è resa ancora più difficile dal fatto che, dopo le vicende sismiche, si sono compiuti sforzi immensi per far ripartire l'attività giudiziaria e cercare di mantenerla all'altezza delle esigenze venutesi a creare proprio a causa del terremoto (inchieste, processi, ma anche attività meno note eppure ugualmente importanti come, ad esempio, il servizio delle “perizie giurate”); questi uffici subiranno notevoli ridimensionamenti di personale».
Secondo i dati forniti dalla Cgil per la Corte D'Appello saranno soppressi 21 posti tra funzionari e cancellieri; per il Tribunale 11 posti soppressi tra funzionari, cancellieri ed operatori; per il Tribunale di Sorveglianza 2 posti soppressi di cancelliere; per il Tribunale per i minorenni 3 posti soppressi tra funzionari e cancellieri; un posto sarà tolto anche al giudice di pace.
Per la Procura generale invece saranno tagliati 4 posti tra dirigente e direttori di cancelleria; per la procura del Repubblica 8 posti soppressi tra dirigente, direttore di cancelleria, funzionari e cancellieri.
Non vano meglio le cose al Tribunale di Avezzano con 9 posti soppressi tra dirigente, direttore di cancelleria, funzionari e cancellieri; tre posti alla Procura e altri tre posti tra Procura e Tribunale a Sulmona.
«I dati», spiega la Cgil, «sono ottenuti raffrontando le tabelle con le dotazioni organiche esistenti fino ad oggi con la nuova proposta del Ministero, e non comprendono tutti gli uffici giudiziari della provincia di L'Aquila ma certamente sono sufficienti a mostrare in che direzione si vuol fare andare il sistema giudiziario; con buona pace di tutti coloro che vorrebbero davvero una giustizia efficiente».

18/11/2009 12.50