Villa Pini, oggi la Commissione ispettiva decide sui crediti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. O il presidente Gianni Chiodi non sa fare i conti su Villa Pini (il che è altamente improbabile, visto che era ed è un commercialista affermato) o all'assessore Lanfranco Venturoni hanno fatto vedere lucciole per lanterne.

Il che potrebbe aver esposto forse la Regione a qualche correzione, se sono vere e definitive le cifre che pubblichiamo.
Tertium non datur, insomma non c'è una terza spiegazione.
Tanto si sostiene dal gruppo Villa Pini che questa mattina esporrà le sue ragioni all'interno della riunione già convocata - e poi slittata - della Commissione ispettiva regionale che è stata incaricata di controllare l'attività delle società del Gruppo Angelini.
Una riunione che viene dopo un lungo braccio di ferro e polemiche infinite.
Al di là di quelle che sono le vicende giudiziarie ed economiche che coinvolgono Enzo Angelini, che impongono tempi lunghi, sul tappeto c'è il destino quotidiano e futuro di 1618 dipendenti senza stipendio da ormai 8 mesi.
Le cifre del conteggio finale illustrato dal presidente Chiodi, peraltro, sono state contestate fin da subito da Angelini e dai suoi tecnici che eccepiscono la regolarità delle somme fornite alla stampa, in quanto frutto di compensazioni disinvolte.
«Non sono 3 milioni quello che dobbiamo avere – spiega Duilio Carusi, marito di Chiara Angelini – stamattina finalmente avrò modo di controllare i conti con la Commissione e sono fiducioso in un esito positivo per il Gruppo. Certo è che comunque, ammesso che la Regione ci debba solo tre milioni, ce li poteva dare. E invece niente. Noi in realtà avanziamo almeno circa 30-35 milioni, oltre un contenzioso di circa 100 milioni per prestazioni eseguite. Non dico che ci daranno tutti questi 100 milioni, ma una parte ci tocca comunque: perché non ce li cominciano a dare, così paghiamo gli stipendi?»

«ERRORI GROSSOLANI»

Abbiamo cercato di capire cosa c'è dietro questo scontro di cifre, partendo dal documento sul totale complessivo accertato da liquidare: 2.875.869 euro che deriva da un saldo complessivo regionale di 21 milioni di euro, decurtati via via dai pignoramenti, dalle cessioni di credito, dalle contestazioni dei Nas, dalla Psico-riabilitazione ecc.
Prima stranezza: vengono citate solo 3 Asl (Teramo, L'Aquila e Pescara), le altre non debbono dare e avere nulla?
Seconda stranezza: la Asl di Teramo deve al San.Stefar. 1.753.000 euro, ma non pagherà prima che sia sottoscritto il contratto per le prestazioni già eseguite. Domanda: perché la Asl non ha firmato, visto che è presumibile che Angelini abbia sollecitato questa firma?
Terza stranezza: i debiti totali delle Asl di Pescara e L'Aquila. Nel quadro riassuntivo sono rispettivamente 252 mila euro e 900 mila. Guardando però gli specchietti ufficiali dell'assessorato, regolarmente controfirmati dai funzionari, questi totali sembrano imprecisi.
Al di là delle singole voci, per il Villa Pini sembra irregolare il procedimento seguito: infatti il Gruppo è composto di più società, cioè cliniche, Rsa, riabilitazione.
Negli elenchi ci sono gli attivi, i passivi, i pignoramenti, le contestazioni e alla fine si fa una compensazione: ad esempio, siccome la Regione deve al Gruppo 5 milioni, ma ci sono 2 milioni di pignoramenti a carico della società A, contestazioni di 1 milione per la clinica B, e dubbi per 1,5 milioni per la riabilitazione C, la Regione deve solo 500 mila.
Procedimento aritmetico ce potrebbe non essere corretto, perché la normale contabilità dovrebbe prevedere che intanto si paghino i crediti certi, poi si discute sulle contestazioni e, infine, i pignoramenti vanno eventualmente addebitati solo alle singole società pignorate e non al Gruppo nel suo complesso.
Ciò porterebbe, come conseguenza, un credito maggiore di Angelini ed un contenzioso più lungo per la Regione.
Senza aggiungere che mancano – come già detto - alla somma pubblicizzata i conti di tre Asl, tra cui quella di Chieti, quella più esposta con Villa Pini.




BATTAGLIA SULLE CONTESTAZIONI PER LE VECCHIE PRESTAZIONI

Ci sono poi le contestazioni sui famosi 100 milioni: già in precedenti riunioni la Commissione ha rilevato errori che hanno riaccreditato ad Angelini 10 milioni circa prima non attribuiti.
E su questo stamattina ci sarà battaglia, perché secondo Duilio Carusi ci sono proprio errori grossolani.
«Ci contestano i ricoveri con accesso di emergenza – spiega Carusi – facciamo un esempio per la Clinica Santa Maria e per le partorienti che sono state ricoverate in emergenza. A pagina 5 del contratto è scritto chiaramente che questo tipo di ricovero è accettato. Perché me lo contestano? Tra l'altro anche l'Agenzia sanitaria regionale dice che questi ricoveri sono regolari. Altro errore macroscopico: la contestazione dei ricoveri senza pernottamento, che non debbono superare il 15% del totale dei ricoveri. Bene: facciamo l'esempio che noi abbiamo ricoverato il 20%. Ci aspettavamo la contestazione sul 5% eccedente. Invece no: ci contestano il 5% su tutto il fatturato, con la conseguenza che il totale contestato è tre volte la cifra di questi ricoveri. Insomma, una gran confusione, dove partite incerte vanno ad annullare partite certe e dove ci sono compensazioni su società differenti, che hanno invece una loro autonomia contabile e giuridica».

VILLA PINI:«QUALCHE ERRORE NOSTRO CI SARÀ, MA INTANTO DISCUTIAMO»

Ma ci sono anche ricoveri inappropriati e rilievi su certe prestazioni…
«Certamente, ma noi vogliamo discutere e chiarire caso per caso. Non serve usare l'accetta quando esiste il bisturi», aggiunge Carusi, «esempio: ci contestano la gastro-enterologia e le sue prestazioni all'interno del reparto di medicina generale. Domanda: dove la dobbiamo mettere se non in medicina? Come vede c'è molto da discutere. E poi un dato che mi sembra importante. Le somme rese note si fermano alle prestazioni del 30 giugno “perché le Asl non sono aggiornate nella contabilità”. A me non risulta tutto questo ritardo, ma resta comunque il fatto che fino ad oggi ci sono in più 4-5 mesi di prestazioni che un valore pure lo avranno. Per questo sono fiducioso: al termine della Commissione ispettiva ci possono essere solo soluzioni positive per il Gruppo».

Sebastiano Calella 16/11/2009 8.52


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