Trasporto e assistenza disabili. La Provincia di Teramo chiede modifica legge

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La Provincia di Teramo ha chiesto alla Regione la modifica della legge sui servizi di trasporto e assistenza qualificata ai disabili risalente al 1978.


L'assessore alle politiche sociali, Renato Rasicci, la prossima settimana incontrerà gli assessori regionali Paolo Gatti (pubblica istruzione) e Carlo Masci (bilancio – enti locali) proprio per discutere delle proposte già formalizzate in una nota ufficiale (inviata quest'ultima i primi di settembre) e condivise, venerdì scorso, con le altre Province abruzzesi nel corso di una riunione dell'Upa.
«Nel 2008 abbiamo speso oltre un milione di euro per la copertura di questi servizi – spiega l'assessore Rasicci – la Regione, che dovrebbe coprire il 50% dei costi, ci ha trasferito poco più di 425 mila euro e la previsione di co-finanziamento per il 2009 è di sole 200 mila euro. Ma il problema non è solo finanziario; le Province erogano il contributo ai Comuni e agli Enti d'ambito ma la legge regionale, risalente al 1978, non assegna loro alcuna competenza sulla gestione. Ogni Comune agisce per proprio conto e le istituzioni scolastiche, fra gli attori principali del servizio, non hanno alcun ruolo. Si realizza un vero paradosso: gli utenti si rivolgono alle Province per ogni disservizio ma queste non hanno alcuna possibilità di incidere sulla qualità del servizio erogato o di compiere delle verifiche».
Numerose le criticità riscontrabili allo stato attuale secondo la Provincia di Teramo: disomogeneità del numero di ore medie di assistenza specialistica nelle scuole da Comune a Comue; enormi differenze del costo del servizio a seconda dei territori; l'alta percentuale di studenti disabili iscritti negli istituti professionali e, di conseguenza, la difficoltà ad fornire una adeguata assistenza agli studenti disabili dei licei.
Nel 2008 è stata fornita assistenza specialistica nelle scuole a 118 studenti per una spesa di 861 mila euro ed è stato assicurato il servizio di trasporto a 58 studenti per una spesa di circa 214 mila euro. La spesa, negli anni, è cresciuta in maniera esponenzial, passando dai circa 700 mila euro del 2005 al milione e oltre del 2008.
«E' evidente che il problema non è unicamente finanziario ma di impostazione e di programmazione – conclude l'Assessore provinciale alle politiche sociali – ci sono i margini per garantire un servizio migliore ai ragazzi disabili che vanno a scuola e quindi alle loro famiglie e alla scuola, ma è necessario che la legge assegni ad un unico soggetto il coordinamento nella gestione del servizio».

28/10/2009 13.54