Inchiesta Del Turco: la maxi indagine è conclusa. Ora le notifiche

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E’ facile interpretare il lungo periodo trascorso dagli arresti del 14 luglio 2008 dando la colpa ad una certa difficoltà dei pm ad “incastrare” i presunti corrotti. Ma la realtà sarebbe l’esatto contrario.


I vari entourage politici, quelli che hanno l'interesse comunque a salvare alcuni esponenti colpiti dall'inchiesta sulla sanità che ha portato all'arresto tra gli altri di Ottaviano Del Turco, continuano a mettere in giro voci che vorrebbero la procura diretta da Nicola Trifuoggi in difficoltà, insomma senza prove e per questo l'inchiesta non si riuscirebbe a chiudere.
I fatti dicono invece che tutti i ricorsi -per esempio- dell'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, sono stati respinti ed i suoi beni rimangono sequestrati e rischiano la confisca.
Sono fatti ormai risaputi anche il passaggio di personaggi illustri in procura che quanto meno provano che qualcosa di nuovo i magistrati che indagano hanno saputo.
Altro fatto è che Angelini dopo gli arresti è stato nuovamente messo alle strette da nuove testimonianze e fatti che avrebbero provato che la sua memoria è sempre stata parziale.
Per cui sono piovute nuove ammissioni di tangenti date.
E in tutto questo marasma arriva come un katerpillar Maria Maurizio, l'ex moglie dell'onorevole Sabatino Aracu, che ne ha raccontate a bizzeffe producendo una serie di documenti a sostegno della sua versione.
Una vera e propria montagna di carte ed una mole immensa di prove per gli investigatori che anche durante l'estate hanno continuato a cercare verifiche all'estero.
Ora però il lavoro sarebbe terminato e si tratta di fare il punto.
Tra un paio di settimane i pm Trifuoggi, Bellelli e Di Florio chiuderanno formalmente l'inchiesta e procederanno alle notifiche per mezzo della polizia giudiziaria e si stima che entro i primi di dicembre gli indagati saranno avvisati.
Scatterà dunque il termine di 20 giorni per chi vorrà fare richiesta di essere ascoltato dai pubblici ministeri per chiarire la sua posizione e fornire prove a sua discarico.
Poi toccherà al gup decidere l'eventuale rinvio a giudizio.
E saremo sicuramente in primavera…

POSIZIONI ARCHIVIATE

Ci saranno all'atto della chiusura della inchiesta sulla sanità anche alcune archiviazioni, persone che sono entrate marginalmente nella prim'ora delle indagini e che poi potrebbero aver provato la loro estraneità. Tra gli indagati infatti figurano per esempio anche gli assessori della giunta Del Turco che votarono la famosa delibera della Deutsche Bank e che poi vennero interrogati dai pm. Sono loro ad uscire dall'inchiesta?
La loro posizione però dovrà essere attentamente valutata dal pool di magistrati che dovrà trovarsi d'accordo sull'uscita di questi che al momento sono ancora indagati.

POSIZIONI STRALCIATE

Come preannunciato mesi fa da questo quotidiano l'inchiesta sulla sanità prevederà poi una serie di stralci, cioè prenderanno vita nuove inchieste generate dalle notizie di reato che sono emerse durante le indagini.
Tra questi di sicuro ci sarà l'indagine che metterà al centro il deputato azzurro Aracu che rimarrà indagato nel filone della sanità (probabilmente con la modifica del capo di imputazione e l'aggiunta di qualche nuova contestazione) e che dovrà poi difendersi da una serie di contestazioni che stanno prendendo forma e sostanza proprio dalle verifiche della finanza.

ARACU, ANCHE IL CONI LO ACCUSA

E sul fronte Aracu spuntano due indagini interne del Coni, volute in tempi diversi dal suo presidente Gianni Petrucci.
Una prima sarebbe stata effettuata un pò prima dei grandi titoloni sulla stampa nazionale (la pubblicazione del memoriale della moglie di Aracu ad agosto) ed avrebbe appurato alcune lievi irregolarità sulla gestione dei soldi da parte del deputato ex coordinatore di Forza italia, troppo superficiale nelle sue rendicontazioni.
Decine di cene pagate con la carta della federazione senza però specificare il motivo ed i beneficiari.
Ne seguì uno scontro tra lo stesso Petrucci e Aracu il quale lo accusò di volerlo controllare.
Dopo alcuni esposti reiterati dalla Maurizio, ex moglie di Aracu, il Coni ha nominato una apposita commissione di tecnici esterni che hanno proceduto ad una attenta analisi della attività all'interno della federazione del deputato azzurro.
Il risultato sarebbe stato pesante ad avrebbe evidenziato una serie di incongruenze e di spese “allegre” da parte di Aracu che si sarebbe prodotto nella specialità (non olimpionica) del doppio rimborso.
I soldi per le abbondanti cene (pare spesso squisitamente private) erano chiesti prima al Coni e poi al Comitato per i Giochi del Mediterraneo, per esempio, ottenendo un indubbio guadagno.
Il dossier è arrivato in procura a Pescara e costituisce una ulteriore prova di un certo modo di agire dell'onorevole che in una lettera di due pagine ha controdedotto i risultati della indagine respingendo al mittente tutte le accuse.
Nella linea difensiva di Arcu si parla di accuse infondate ma anche di possibili sviste, quantificando gli errori in 4mila euro. Non è vero ma può essere.
Cifra che il deputato promette di restituire.

a.b. 24/10/2009 13.56

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