Bocciata l’Asl unica regionale. Pd imbufalito

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. D’Alessandro: «Gli abruzzesi devono capire chi le riforme le vuole fare e chi le predica soltanto»


La maggioranza ha bocciato in I Commissione Bilancio la proposta di Legge Regionale del Partito Democratico “Istituzione della ASL unica regionale” che annovera quale primo firmatario il Capogruppo Camillo D'Alessandro.
Il secco no del Pdl non eviterà comunque la discussione in aula dell'articolato che intanto in Commissione ha riscontrato l'approvazione dell'Italia dei Valori e dell'Udc.
«La cosa grave – spiega il capogruppo D'Alessandro – non è la bocciatura in sè del provvedimento ma la totale assenza di una visione certa sul futuro assetto delle Asl. Oggi sono sospese le Aziende Universitarie Ospedaliere. Cosa vogliono fare in merito – si domanda D'Alessandro – le vorranno restituire? E quando?».
La «confusione» denunciata dal Partito Democratica scaturirebbe da posizioni discordanti interne alla stessa maggioranza.
«Mentre l'assessore al ramo Venturoni – sostiene D'Alessandro - continua a parlare di quattro Asl, i consiglieri regionali di maggioranza dicono tutto il contrario. Qual è la verità? Porteremo avanti l'iniziativa legislativa per dimostrare agli abruzzesi chi le riforme le vuole fare e chi al contrario le predica soltanto».
L'unica alternativa alla proposta rimane la previsione del Piano Sanitario Regionale: quattro Asl provinciali e due Aziende Universitarie Ospedaliere. «Riproporranno lo schema presentato dal centrosinistra?»
Il Gruppo Regionale del Partito Democratico sollecita una risposta definitiva sugli intenti della maggioranza in merito alla riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale.
«Ad oggi – conclude Camillo D'Alessandro – hanno fatto solo Commissariamenti di dubbia legittimità che tra qualche tempo rischiano di tradursi in contenziosi che vedranno la Regione Abruzzo soccombere e pagare. Questo è il centrodestra in Abruzzo».

22/10/2009 9.16