Verdi esultano:«Il Tar chiude la caccia». Febbo:«non chiude nulla»

Alessandro Biancardi

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IL GIALLO ABRUZZO. E’ giallo sul futuro della caccia in Abruzzo. Perché se da un lato i Verdi e gli animalisti festeggiano per una «storica sentenza del Tar», dall’altro lato l’assessore al ramo, Mauro Febbo assicura: «nessun pericolo per i cacciatori».
IL GIALLO ABRUZZO. E' giallo sul futuro della caccia in Abruzzo. Perché se da un lato i Verdi e gli animalisti festeggiano per una «storica sentenza del Tar», dall'altro lato l'assessore al ramo, Mauro Febbo assicura: «nessun pericolo per i cacciatori».

Questa mattina grandi festeggiamenti per i Verdi, gli Animalisti Italiani e la “Lega per l'abolizione della caccia” per l'ordinanza sospensiva del Tar arrivata ieri.
Il Tribunale amministrativo abruzzese ha infatti accolto il ricorso presentato contro la delibera di Giunta regionale con la quale è stato approvato il calendario venatorio 2009-2010.
La delibera è stata così annullata ed è stata sospesa l'efficacia del calendario venatorio.
Secondo i magistrati Michele Perrelli, Paolo Passoni e Alberto Tramaglini «pare fondata la censura di difetto di motivazione della delibera impugnata», nella parte in cui non si è preso in sufficiente considerazione il parere «dell'Istituto Superiore di Ricerca Ambientale».
«Evviva», ha esclamato il consigliere regionale dei Verdi Walter Caporale alla notizia. «E una grande vittoria in Abruzzo. Per la prima volta nella storia italiana si blocca la caccia in una regione».
Verdi e animalisti chiedono adesso le dimissioni dell'assessore Febbo, il commissariamento dell'ufficio caccia, la chiusura dell'«inutile» settore caccia delle quattro province e della regione. «Ora occorre chiedere a chi ha sbagliato di risarcire la società», ha insistito Caporale..
Ma l'assessore al ramo, Mauro Febbo, la vede in tutt'altra maniera e assicura: «Il Tar non ha assolutamente chiuso la caccia ma ha sospeso soltanto quella alla starna, mentre ha chiesto ulteriori motivazioni per quanto attiene il fagiano e la lepre».
Dall'analisi del provvedimento adottato dai giudici del Tar Febbo assicura che «non sono stati contestati neppure gli orari di caccia adottati dalla Regione che pure Caporale riteneva illegittimi».
Ora con una prossima delibera della Giunta regionale si cercherà di fare chiarezza.
«I cacciatori abruzzesi possono stare tranquilli», ha detto l'assessore, «perchè la stagione venatoria proseguirà regolarmente, salvo l'effettiva sospensione riguardante solo la specie starna, in attesa delle reintegrazioni delle popolazioni esistenti».
Per l'assessore alla Caccia «purtroppo c'è chi si ostina, come il consigliere regionale Caporale, a cercare visibilità in ogni modo, pur di apparire sui giornali, anche mistificando la realtà dei fatti». Quindi Febbo ha concluso sottolineando che «Caporale e gli ambientalisti farebbero molto meglio ad occuparsi dei reali problemi degli abruzzesi, come al disastro finanziario lasciato dal governo Del Turco, della crisi economica internazionale ed occupazionale, dei problemi della sanità, delle problematiche conseguenti al terremoto, delle difficoltà del mondo agricolo e dei pescatori».

16/10/2009 16.23

[url=http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Laquila/Sezione%201/2009/200900330/Provvedimenti/200900200_05.XML]LA SENTENZA DELLA CONTESA[/url]

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