Artigianato: le associazioni categoria contro la nuova legge regionale

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai contestano le modifiche apportate ieri dalla commissione consiliare regionale Attivita' produttive alla nuova legge sull'artigianato.


I nuovi punti non piacciono proprio e le associazioni di categoria annunciano che se la Regione non tornera' sui suoi passi, ritireranno la firma al testo concordato.
La modifica dell'articolo 3 introdotta ieri prevede che la Regione riconosca come soggetti principali di riferimento le associazioni di categoria effettivamente presenti e operanti in Abruzzo che abbiano almeno una rappresentanza in una Camera di Commercio o che siano promotori di una cooperativa artigiana di garanzia.
«Questo vuol dire – ha commentato Graziano Di Costanzo della Cna - che bastano 9 artigiani per dar vita a una cooperativa di garanzia e diventare interlocutori della Regione Abruzzo. Non vogliamo difendere gli interessi di bottega ma questa e' la fine della concertazione, aggiunge Di Costanzo, e per noi e' inaccettabile».
«Chiunque – ha aggiunto Dino Lucente della Casartigiani - puo' dar vita a una struttura, a un'associazione, e accreditarsi in Regione. Questa legge, che la categoria aspetta da 13 anni, era stata gia' svuotata di ogni contenuto dall'assessore regionale Alfredo Castiglione, ma ora si e' arrivati alla eliminazione dei nostri diritti basilari».
Non ci è andato sul leggero nemmeno Daniele Giangiulli, della Confartigianato, secondo il quale l'operato della Regione e' da bocciare su tutti i fronti perche' «al di la' dei buoni propositi non abbiamo ancora visto provvedimenti concreti per aiutare le imprese a superare la crisi e non ci sono fondi per il settore».
14/10/2009 13.33