Federturismo: «Imparare a commercializzare i prodotti turistici»

Alessandro Biancardi

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Federturismo: «Imparare a commercializzare i prodotti turistici»
ABRUZZO. Con la Bit l'Abruzzo ha avuto la vetrina che si meritava. E ora che si fa? Secondo l'associazione di settore della Confindustria gli operatori dovrebbero imparare a commercializzare i prodotti e, dunque, a valorizzarli. Ecco il gap che la nostra regione ha da superare in tempi brevi.
Federturismo di Confindustria Abruzzo è stata presente anche quest'anno alla Borsa Internazionale del Turismo che si è svolta a Milano dal 18 al 21 febbraio.
La partecipazione si è arricchita della presenza dell'Unai - Unione Nazionale Albergatori Italia – Raggruppamento Abruzzo - nello spazio riservato all'interno dello stand Abruzzo Promozione Turismo.
Secondo l'associazione di categoria l'unione delle quattro province nello stand dell'Aptr ha avuto un ruolo fondamentale «recuperando finalmente un'immagine unitaria dell'offerta turistica dell'Abruzzo».
«La partecipazione di pubblico e degli operatori», sostiene il presidente Ernesto Paolo Alba, «è sembrata non tradire le aspettative di quella che viene considerata la più importante manifestazione del settore in Italia. La BIT si conferma quindi una vetrina importante soprattutto per gli operatori che cercano di svolgere con efficacia le attività di comunicazione, promozione e commercializzazione del prodotto turistico».

Ma occorre lavorare ancora per migliorare la definizione dei prodotti e la loro commercializzazione per ottenere davvero i risultati sperati.
«Proprio in occasioni come questa, infatti», spiega Alba, «si evidenzia il gap dell'Abruzzo rispetto ad altre regioni italiane, le quali possono già contare su strutture di offerta maggiormente competitive: i Sistemi Turistici Locali. La BIT infatti, come ogni altra manifestazione turistico-commerciale, esalta le capacità dei territori di gestire e quindi di commercializzare prodotti in forma integrata, mentre risulta inefficace e dispendiosa per quelle realtà che riducono la partecipazione ad una mera occasione di visibilità politica o alla debole presentazione di un'offerta frammentata».
Cosa dovrebbero fare allora gli operatori?
«Occorre quindi che gli operatori assumano pienamente il ruolo che gli è proprio nella definizione e nella costruzione dei prodotti e nella loro promozione in opportuna sinergia con gli organismi pubblici preposti», risponde il presidente, «Federturismo Abruzzo auspica che questo nuovo corso della promo-pubblicità sia attivato anche nella nostra regione, premiando, tra l'altro, quei territori e quegli operatori che sono da tempo messi in “rete” e aspettano che la politica riesca a “metabolizzare” questo vincente strumento di lavoro, senza aver paura di perdere quote di visibilità o di governo, ma forse, accogliendo le istanze presentate, si accrescerebbe il consenso verso chi dimostra di aver raggiunto una “maturità” sulle politiche del Turismo, favorendo sviluppo e concertazione: tutto ciò significa anche qualità».
22/02/2006 11.17