Sanità. Costantini:«ricostruzioni fantasiose di Venturoni su consiglio notturno»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. A tre giorni dal Consiglio Regionale si discute ancora sulla seduta che ha portato al licenziamento di 4 manager Asl e all’arrivo dei commissari.


Il Consiglio si è concluso alle 4,30 di mattina e l'assenza degli organi di informazione, vista l'ora tarda, avrebbe provocato ricostruzioni poco rispondenti al vero, sostiene il consigliere dell'Idv, Carlo Costantini.
«L'assessore Venturoni, in particolare», spiega Costantini, «ha pensato di potere inventare proprie personalissime ricostruzioni dei fatti e di elaborare fantasiose interpretazioni sulle ragioni dell'ostruzionismo dell'Italia dei Valori».
Proprio l'esponente dell'Idv propone una «ricostruzione oggettiva» di quello che è accaduto.
«Il PdL ha presentato un emendamento in aula per sostituire 4 direttori generali con 4 commissari straordinari, lasciando in carica quelli di Pescara e di Teramo: da 6 quindi si sarebbe rimasti a 6».
Proprio dopo la presentazione di specifici emendamenti dell'Italia dei Valori, il Consiglio Regionale «ha modificato la proposta originaria del PdL», sottolinea Costantini, «istituendo due soli commissari straordinari per tutte le province di Chieti e dell'Aquila, coerentemente con le previsioni del vigente Piano Sanitario».
I due commissari straordinari determineranno la decadenza dei quattro direttori generali in carica a L'Aquila, Avezzano-Sulmona, Chieti e Lanciano-Vasto.
«Il PdL», continua Costantini, «dopo aver accettato la linea dei 2 commissari straordinari, invece dei 4 proposti a inizio di seduta, ha proposto l'istituzione di 4 subcommissari esterni e pagati dai contribuenti abruzzesi. Grazie all'opposizione e all'ostruzionismo dell'Italia dei Valori i 4 subcommissari sono rimasti, ma sono sparite le poltrone e i costi per le casse regionali, tenuto conto che dovranno essere obbligatoriamente scelti tra dirigenti della regione o di una delle ASL abruzzesi».
Il giudizio politico sull'operato di Chiodi e della sua maggioranza resta «disastroso», secondo l'Idv: «in nove mesi, con la sanità al collasso, sono riusciti a discutere e a litigare al proprio interno solo per gli organigrammi, per le nomine, per le poltrone e per le conseguenti spartizioni, rifiutando ogni forma di confronto sulla riorganizzazione del sistema, fondamentale per restituire agli abruzzesi un servizio di qualità e per produrre un effettivo contenimento di una spesa sanitaria ormai sempre più fuori controllo».
Ma l'Idv ha contestato anche il comportamento del presidente del consiglio, Nazario Pagano che «ha violato scientemente la prassi e il regolamento del Consiglio», attacca Il vice-capogruppo IdV al Consiglio Regionale Cesare D'Alessandro.
«E' sotto gli occhi di tutti», ha detto ancora D'Alessandro, «come, nella valutazione dei moltissimi emendamenti, siano stati usati due pesi e due misure a seconda della loro provenienza. E' da stigmatizzare, in particolare, la chiusura mostrata nei confronti degli interventi e degli emendamenti dei consiglieri dell'Italia dei Valori, pur se presentati nel rispetto delle norme regolamentari. Forse l'atteggiamento discriminatorio è dovuto al fatto che l'Idv non ha propri rappresentanti in seno all'Ufficio di Presidenza? Caso unico in Italia: il terzo partito a livello regionale, con una percentuale di oltre il 15%, non è rappresentato, a causa di un accordo scellerato tra PDL e PD, siglato a inizio legislatura, nell'organo che deve tutelare le prerogative dei consiglieri regionali».

25/09/2009 9.17