Riforma sanità: ecco il parere che parla di un "passo falso" del Consiglio

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

8884

Riforma sanità: ecco il parere che parla di un "passo falso" del Consiglio
IL PARERE LEGALE. ABRUZZO. Una fatica inutile l'approvazione nella notte delle 4 Asl regionali? Così sembra, se dovesse passare l'interpretazione di un parere legale di cui si sono forniti i Manager licenziati già prima della decisione del Consiglio regionale.
Un parere che preannuncia battaglia e che porterà sicuramente la controversia al Tar, se non al giudice del lavoro.
Ed allora tutto quello che è successo in questi giorni potrebbe essere stato solo un gioco per misurare le forze in campo e ricompattare la maggioranza sulla politica sanitaria: troppe le polemiche e le divisioni, ma anche le proteste degli elettori di centrodestra ai quali era stato promesso il cambio in corsa dei manager e la sicurezza che i piccoli ospedali non sarebbero stati chiusi.
In questo senso andavano, infatti, le polemiche dell'assessore Venturoni contro il Commissario governativo Gino Redigolo che aveva approvato tutti i piani industriali delle Asl, con tagli, accorpamenti e chiusure in vista.
Proprio per bloccare il malcontento, la Giunta Chiodi, supportata dalla sua maggioranza, ha deciso il commissariamento con un provvedimento che ora è sotto osservazione e che sarà sicuramente oggetto di discussione.
Intanto si sono mossi i manager che hanno chiesto un parere sulle funzioni e sui poteri e del Commissario governativo.
Si trattava di capire se la Regione ha il potere di decidere sulla sanità, che è stata assegnata alla competenza del Commissario.
Secondo gli avvocati dei manager, fin quando gli obbiettivi assegnati al commissario non sono stati raggiunti e comunque fino a quando il commissario non viene rimosso, è lui l'unico organo che può prendere decisioni nel campo della sanità, soprattutto per l'organizzazione e la gestione delle strutture territoriali, cioè le Asl.
A conforto di questa tesi, vengono riportate alcune sentenze della Corte Costituzionale, tra cui una che riguarda i problemi dell'ambiente in Calabria, in cui si dice espressamente che «il legislatore regionale non può utilizzare la potestà legislativa per paralizzare – nel periodo dell'emergenza - gli effetti dei provvedimenti di necessità e di urgenza» presi dal Commissario.
Ma quello che sembra l'ostacolo più importante da superare è il conflitto di attribuzioni tra il Commissario ed il Consiglio: ci può essere solo un potere e se lo ha il commissario, il Consiglio non può fare nulla.
Viene, infatti, riportata una sentenza del Tar Veneto sul potere che ha un'Amministrazione dopo la nomina di un commissario ad acta: «il potere non può che essere unico e che una volta attribuito al commissario, l'amministrazione surrogata non può più esercitare tale attribuzione sino a quando non cessino le funzioni del commissario ad acta e questi non abbia, in tale veste, già esercitato la funzione sostitutiva».
Non è concepibile, cioè, che operino sullo stesso settore gli organi ordinari e quelli straordinari e solo quando il Commissario cessa, il Consiglio torna in possesso del potere di legiferare.
Addirittura, secondo questo parere, facendo riferimento ai possibili contrasti tra il Commissario governativo ed i manager, la legge prevede la possibilità di nominare sub commissari da affiancare ai manager i quali possono essere sollevati dalle funzioni, ma non dallo stipendio.
Insomma il pallino è in mano al Governo nazionale, di cui il Commissario è emanazione: il Consiglio potrebbe solo aver espresso un indirizzo politico, che è quello di riappropriarsi della politica sanitaria abruzzese.

Sebastiano Calella 23/09/2009 17.01

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=22503&page=1]ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL PARERE LEGALE[/url]

[pagebreak]


PARERE

Commissario Governativo: sull'esercizio di poteri concorrenti da parte di organi di Governo Regionale e sulla facoltà di legiferare su materie (Sanita') gia' assegnate per competenza funzionale al Commissario Governativo.

* * * * *

V‘e' da premettere che la gestione commissariale e' finalizzata specificatamente al raggiungimento degli obiettivi prefissati nell'atto di nomina e nelle determinazioni che lo precedono.
Sino a quando detto obiettivo non venga raggiunto, nei termini assegnati, il Commissario resta l'unico organo deputato ad assumere iniziative e decisioni in merito alla organizzazione e gestione delle strutture del SSN in ambito Regionale.
Invero, sia pure in diverso contesto circostanziale, la Corte Costituzionale ha affermato che: “…il legislatore regionale non può utilizzare la potestà legislativa per paralizzare - nel periodo di vigenza della situazione di emergenza ambientale - gli effetti di provvedimenti di necessità ed urgenza, non impugnati, emanati in attuazione delle riportate disposizioni di legge espressive di principi fondamentali, la legge regionale impugnata, disponendo la sospensione degli effetti prodotti dall'ordinanza n. 6294 del 2007, emanata dal Commissario delegato per l'emergenza ambientale, pur essendo ancora in atto la situazione di emergenza….” Corte costituzionale, 16 luglio 2008, n. 277, Pres. Cons. Ministri c. Reg. Calabria, in Giur. cost. 2008, 4 3119
Dello stesso tenore appare la sentenza della Corte costituzionale, 19 dicembre 2006, n. 422, Pres. Cons. c. Reg. Lazio, in Foro amm. CDS 2007, 1 28 (NOTA)nota D'ANGELOSANTE, pronunciata proprio con riguardo alla questione della concorrenza di competenze in materia sanitaria. Ivi, in sostanza, si afferma che la “tutela della salute” attenga “prevalentemente” alla competenza dello Stato in quanto suscettibile di riflessi sul piano nazionale e collettivo.

Nel suddetto panorama giurisprudenziale di rango costituzionale, deve annotarsi la sentenza del T.A.R. Veneto, Sent. 3847/05, pronunciata sulla vexata questio attinente alla sussistenza del potere in capo all'Amministrazione di provvedere anche dopo il sorgere del potere sostitutivo coincidente con la comunicazione della nomina del commissario ad acta, ove si afferma che: “il potere non può che essere unico e che una volta attribuito al commissario, l'amministrazione surrogata non può più esercitare tale attribuzione sino a quando non cessino le funzioni del commissario ad acta e questi non abbia, in tale veste, già esercitato la funzione sostitutiva”.
La citata sentenza, in sostanza, sia pur con un taglio motivazionale distinto dalle ragioni espresse, sulla questione, dal Consiglio di Stato e dalla Corte Costituzionale, afferma che non risulta concepibile che operino contemporaneamente, con le medesime attribuzioni, gli organi ordinari e straordinari della stessa Amministrazione (cfr. in senso analogo Consiglio di Stato, sez. IV, 26 gennaio 1998, n. 71; Consiglio di Stato, sez. V, 6 ottobre 1999, n. 1332; T.A.R. Emilia Romagna, Bologna, sez. II, 4 giugno 1999, n. 280) e che il relativo potere non può che essere unico e che una volta attribuito al commissario, l'amministrazione surrogata non può più esercitare tale attribuzione sino a quando non cessino le funzioni del commissario ad acta e questi non abbia, in tale veste, già esercitato la funzione sostitutiva.

Orbene, il Decreto Legge 1/10/2007 n.159, Art.4, G.U. 2/10/2007 n.229 conv. in legge 29 novembre 2007 n. 222 (Commissari ad acta per le regioni inadempienti) recita, espressamente, : “1. Qualora nel procedimento di verifica e monitoraggio dei singoli Piani di rientro, effettuato dal Tavolo di verifica degli adempimenti e dal Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza, di cui rispettivamente agli articoli 12 e 9 dell'Intesa Stato-regioni del 23 marzo 2005, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005, con le modalita' previste dagli accordi sottoscritti ai sensi dell'articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, si prefiguri il mancato rispetto da parte della regione degli adempimenti previsti dai medesimi Piani, in relazione alla realizzabilita' degli equilibri finanziari nella dimensione e nei tempi ivi programmati, in funzione degli interventi di risanamento, riequilibrio economico-finanziario e di riorganizzazione del sistema sanitario regionale, anche sotto il profilo amministrativo e contabile, tale da mettere in pericolo la tutela dell'unita' economica e dei livelli essenziali delle prestazioni, ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 796, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il Presidente del Consiglio dei Ministri, con la procedura di cui all'articolo 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, sentito il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, diffida la regione ad adottare entro quindici giorni tutti gli atti normativi, amministrativi, organizzativi e gestionali idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi previsti nel Piano (2).

2. Ove la regione non adempia alla diffida di cui al comma 1, ovvero gli atti e le azioni posti in essere, valutati dai predetti Tavolo e Comitato, risultino inidonei o insufficienti al raggiungimento degli obiettivi programmati, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, sentito il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, nomina un commissario ad acta per l'intero periodo di vigenza del singolo Piano di rientro.”
La competenza del Commissario, pertanto, investe ogni e qualsiasi adempimento che si rifletta nella realizzazione degli interventi di “risanamento, riequilibrio economico finanziario, e di riorganizzazione del sistema sanitario regionale, anche sotto mil profilo amministrativo e contabile”.
I suddetti adempimenti rispondono, pertanto, ad interessi di carattere generale che trascendono gli interessi e le competenze particolari assegnate alle Regioni, prevalendo su queste, come la Corte Costituzionale ha gia' avuto modo di affermare e confermare.
Da ultimo, a sostegno delle argomentazioni che precedono, può essere invocata la norma contenuta nel decreto legge n. 154 2008, convertito Legge n.189/2008 che ha sottratto agli Organi Regionali delle Regioni Commissariate per il settore Sanità qualsiasi potestà in ordine alla organizzazione della sanità.
La recente normativa non prevede la decadenza dei Direttori generali, neanche nel caso in cui il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero dell'economia e delle finanze, ritenga di dover affiancare il Commissario ad Acta con dei subcommissari.


Laddove la gestione dei direttori generali non fosse in linea con il piano di rientro se ne prevede solo ed esclusivamente la sospensione dall'incarico fermo restando il trattamento economico.
Si riporta uno stralcio della norma per la migliore comprensione della volontà del legislatore :
“… Al fine di assicurare la puntuale attuazione del piano di rientro, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, puo' nominare, anche dopo l'inizio della gestione commissariale, uno o piu' subcommissari di qualificate e comprovate professionalita' ed esperienza in materia di gestione sanitaria, con il compito di affiancare il commissario ad acta nella predisposizione dei provvedimenti da assumere in esecuzione dell'incarico commissariale. Il commissario puo' avvalersi dei subcommissari anche quali soggetti attuatori e puo' motivatamente disporre, nei confronti dei direttori generali delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere, degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici e delle aziende ospedaliere universitarie, fermo restando il trattamento economico in godimento, la sospensione dalle funzioni in atto, che possono essere affidate a un soggetto attuatore, e l'assegnazione ad altro incarico fino alla durata massima del commissariamento ovvero alla naturale scadenza del rapporto con l'ente del servizio sanitario».

23/09/2009 16.55