Sanità, passa la legge che manda a casa i manager. Commissari dal 1° ottobre

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dopo una lunghissima discussione caratterizzata dall'ostruzionismo delle opposizioni che hanno presentato centinaia di emendamenti il Consiglio regionale, solo dopo le 3 della scorsa notte, ha approvato il provvedimento che dispone il commissariamento delle quattro Asl.
Si tratta di quella dell'Aquila, Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro, Chieti e Lanciano-Vasto.
Il provvedimento dispone, come ampiamente anticipato nei giorni scorsi, anche la decadenza degli attuali quattro manager.
Sarà la giunta regionale a nominare entro il 30 settembre i quattro commissari che dovranno gestire l'operazione che porterà alla riduzione delle Asl da sei a quattro, in particolare i quattro commissari dovranno unificare in unica Asl provinciale, quelle dell'Aquila e di Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro, e quelle di Chieti e Lanciano-Vasto.
L'approvazione è avvenuta a maggioranza con il 'no' dell'opposizione che non ha mancato di lanciare dure accuse alla maggioranza di centrodestra, rea di non aver rispettato le procedure nella presentazione di questo emendamento al Piano sanitario regionale, voluto dall'assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni.
Non mancheranno dunque le critiche del centrosinistra nei prossimi giorni per stigmatizzare il provvedimento e quella che appare una rivoluzione (almeno formale) della sanità nella nostra regione.
Difende la scelta il presidente della Regione.
«E' un risultato importante che ci consente di ridefinire la mappa delle aziende sanitarie regionali rimodulando l'assetto istituzionale e organizzativo delle Asl», ha detto Gianni Chiodi, «la nostra linea sul contenimento della spesa punta a servizi migliori, senza sprechi e con maggiore qualità delle prestazioni. In questo momento, quindi, il confronto deve essere elevato, la dialettica anche dura ci può essere ma va riservata a proposte politiche e programmatiche senza cadere in sterili polemiche».
Ogni commissario sarà affiancato da due subcommissari che dovranno garantire la gestione ordinaria dell'attuale Asl.
«La nostra azione è stata quella di meglio specificare la norma, non sufficientemente chiara, dell'attuale piano sanitario regionale che prevede la riduzione delle Asl da sei a quattro - spiega l'assessore Venturoni - Si tratta dell'adeguamento ad una legge approvata dalla precedente amministrazione, una norma prevista dall'accordo Governo-Regione per il rientro dal deficit della sanità. Non posso che esprimere soddisfazione, dunque, per l'approvazione in consiglio regionale che ci consente di arrivare in tempi brevi ad un processo di riorganizzazione attraverso l'affidamento della gestione del passaggio al nuovo assetto aziendale».

CISL FP: «CHIODI E REDIGOLO RIAPRANO IL CONFRONTO»

ABRUZZO. «Purtroppo in questi nove mesi del 2009 la politica sanitaria è stata annullata», denuncia il segretario Generale Vincenzo Traniello, «e si è proceduto solo con atti ragioneristici di tagli indiscriminati che hanno portato ad un abbassamento dei livelli di assistenza senza realizzare il piano di rientro».
In questi ultimi giorni, solo attraverso la stampa , i sindacati , i sindaci,gli operatori del settore hanno appreso dei piani industriali predisposti dalle ASL ed adottati dal commissario Redigolo.
La Cisl Fp adesso chiede di procedere ad un piano di riordino e di razionalizzazione delle strutture sanitarie presenti sul territorio, ma non condivide il metodo utilizzato dalle ASL e dal commissario Redigolo «che hanno predisposto e adottato un piano senza il coinvolgimento delle parti sociali e degli enti territoriali».
«Un piano che interessa la totalità dei cittadini abruzzesi con ripercussioni sulla salute degli stessi», dice Traniello, «non può essere partorito da pochi tecnici utilizzando esclusivamente parametri di natura economica e non tenendo in alcuna considerazione parametri socio – ambientali che nella elaborazione di un piano socio – sanitario dovrebbero avere il loro peso, come da sempre abbiamo chiesto».
La Cisl chiede inoltre a Chiodi e Venturoni di «riaprire un confronto con le parti sociali, istituzionali e produttive della Regione per ridare un disegno complessivo a tutto il sistema sanitario e riprendere in mano anche il commissariamento dalla sanità oltre a quello della gestione della ricostruzione dell'Aquila».

23/09/2009 15.02