I medici Fimmg:«Vaccino antinfluenzale negli ospedali e ancora regali a privati»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Rifiuto dei medici di medicina generale di effettuare nei loro studi la vaccinazione per il nuovo virus influenzale e critiche dettagliate agli schemi dei contratti previsti per la sanità privata. * I SINDACATI PRONTI A DARE BATTAGLIA SULLA SANITÀ
Lo sostiene la Fimmg in una lettera inviata al Commissario governativo Gino Redigolo ed all'assessore Lanfranco Venturoni.

VACCINO INFLUENZALE: «CHIEDIAMO CHE CI PENSI L'OSPEDALE»

La Fimmg Abruzzo ritiene «indispensabile ed insostituibile» il coinvolgimento del medico di Medicina Generale nell'imminente campagna vaccinale contro il virus H1N1 e dice di attendere il piano Unico Nazionale di riferimento atteso dal Ministero della Salute.
«Esprimiamo la nostra viva preoccupazione», scrive la sigla sindacale, «per i ritardi organizzativi della Regione Abruzzo che sicuramente creerebbero difficoltà alla classe medica a rispondere ad una simile emergenza, constatato il mancato coinvolgimento della Medicina Generale e l'esiguo finanziamento per l'annuale vaccinazione antinfluenzale».
Secondo Walter Palumbo, segretario regionale del sindacato, che ne ha parlato durante una riunione dell'Intersindacale sanitaria, ci sarebbero grosse perplessità tra i medici, che peraltro non sono stati né coinvolti né informati preventivamente.
«Si tratta di un vaccino nuovo e non conosciamo le reazioni possibili. Crediamo sia più prudente che tutta la campagna di vaccinazione avvenga negli ospedali che sono attrezzati per eventuali reazioni allergiche o altro. E' soprattutto una questione di prudenza».
«I contratti pubblicati sul Bura – scrive Walter Palumbo, segretario regionale di questo sindacato – non contengono le richieste di modifiche inoltrate fin dal 2007 (assessore Mazzocca), reiterate ad aprile e luglio 2008 (ancora in carica la Giunta Del Turco) e ripresentate a voi il 18 dicembre 2008».
Una svista, una dimenticanza?
Non proprio, sostiene la Fimmg, perché le modalità delle prestazioni favoriscono le strutture private e penalizzano «i medici di famiglia abruzzesi che sono stanchi di continuare a trascrivere farmaci ed accertamenti per conto terzi accollandosi spese e responsabilità non proprie che dovrebbero, invece, essere attribuite ad altri capitoli di bilancio dell'assistenza sanitaria. Perciò dal primo ottobre, in attesa di soluzioni – conclude Palumbo - i medici trascriveranno sul proprio ricettario SSN tutte le prescrizioni provenienti dalle strutture sanitarie pubbliche e private non rispettose delle normative nazionali e regionali, avendo l'accortezza di apporre, nel riquadro destinato alle esenzioni, la dicitura: RSA per le Residenze Sanitarie Assistite, CR per i Centri Residenziali, OSP per i reparti ospedalieri, art.26 per le strutture riabilitative neurologiche e psichiatriche».
I punti “dimenticati” sono, ad esempio, il divieto di sostituzione della terapia cronica (ipertensione, diabete e broncopneumopatia cronica ostruttiva) e l'obbligo di consegna ai pazienti dimessi dei farmaci per la continuazione della cura a casa.

CLINICHE, RSA E CENTRI PER ANZIANI E DISABILI NON HANNO LE FARMACIE INTERNE

Nel primo caso entrano in gioco grossi interessi delle case farmaceutiche, nel secondo viene disatteso l'obbligo per le Case di cura di attivare un loro servizio di farmacia e viene consentito (con ampi risparmi) solo “l'armadio farmaceutico interno”.
«Non viene nemmeno imposto l'obbligo di effettuare tutte le prestazioni diagnostiche di controllo post-ricovero previste alla dimissione e tutte le visite di controllo fino a guarigione del quadro morboso che ha determinato il ricovero – continua la lettera - prestazioni che rientrano nel pagamento delle prestazioni (come da contratto) così da evitare che i pazienti si rechino dal proprio medico di famiglia per le richieste improprie dei controlli (come, per esempio, accade per i pazienti portatori di apparecchi gessati per fratture o per applicazioni di protesi articolari). Ci si dimentica poi», è stato spiegato ancora, «la regolamentazione delle modalità di “trasferimento” da un reparto della struttura ad un reparto di una struttura riabilitativa o ad un reparto di una struttura residenziale tipo RSA tenendo conto che il Piano Sanitario Regionale richiede la preventiva segnalazione al Distretto di riferimento per la valutazione per esonerare il medico curante dal redigere la richiesta di ricovero».

DAL PRIMO OTTOBRE MAI PIÙ RICETTE CON PRESCRIZIONI COPIATE

Lo stesso discorso vale per le prestazioni di assistenza riabilitativa, per le RSA e per i Centri residenziali per anziani e disabili, «nelle quali strutture – conclude Walter Palumbo – non si fa riferimento alla definizione delle modalità di coinvolgimento dei medici di medicina generale (assistenza primaria e continuità assistenziale) per garantire le prestazioni di medicina generale così come previsto dagli accordi nazionali e regionali«.
Tutte queste “dimenticanze”, tra l'altro, coinvolgono anche i contratti per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale esterna e per prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogate da professionisti privati.
Il che significa, in parole povere, che molte voci di spesa continueranno a gravare sui medici di medicina generale, a torto accusati di sforare i tetti di spesa programmati sia per i farmaci sia per la diagnostica. Di qui la decisione di uno sciopero bianco: il medico prescriverà solo le sue medicine e non copierà le ricette di altri.

Sebastiano Calella 21/09/2009 9.27

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I SINDACATI PRONTI A DARE BATTAGLIA SULLA SANITÀ

ABRUZZO. La Cisl Fp, insieme alla Cgil e la Uil hanno fatto richiesta lo scorso luglio di avere un incontro con il commissario Gino Redigolo e l'assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni.
L'incontro non c'è ancora stato e argomento del confronto sarebbe dovuto essere il futuro dell'ospedale di Popoli.
Intanto per domani le sigle sindacali hanno convocato una nuova conferenza stampa per fare il punto sul tema che diventa sempre più caldo anche in vista del consiglio regionale che dovrà prendere provvedimenti anche sui manager Asl.
Nel frattempo le sigle sindacali hanno istituito un tavolo di lavoro tra i rappresentanti per esaminare e approfondire la documentazione in possesso sul piano industriale per proporre una posizione unitaria.
«Non riusciamo a comprendere gli intenti reali del sindacalista Rsu», commenta la Cisl, «che con i suoi continui interventi a mezzo stampa esprime una posizione che può essere esclusivamente personale e con richieste di incontro già avanzate da noi».
La Cisl Fp teme che la confusione di ruoli possa in qualche modo disorientare l'opinione pubblica «che non capisce più chi e a che titolo si parla. E' necessario quindi coordinarsi», continua il sindacato, «per arrivare all'assunzione di una posizione comune».
Oltremodo critico anche il senatore Angelo Orlando (Rc) che sostiene:«per riformare la sanità mandando a casa i manager scelti dal centrosinistra, sono necessarie due stampelle: la stampella politica è offerta con tempestiva dabbenaggine da chi, smentendo se stesso, propone la Asl unica, la stampella giuridica dovrebbe essere quel comma, incostituzionale, della L.77/2009 che “sospende” le aziendalizzazioni e salva l'anima di chi le aziendalizzazioni le ha chieste prima e rifiutate dopo senza assumersi responsabilità».
Orlando ripercorre le vicende della Sanità dal 2004 ad oggi e evidenzia i vari cambi di rotta a seconda dei Governi: «appare evidente che la realtà epidemiologica e la stessa mappa delle strutture sono dettagli rispetto alla possibilità di gestire, ma chi pesa le possibili conseguenze sugli abruzzesi?».

21/09/2009 11.47