Taormina:«il dossier Masciarelli esiste: ecco che cosa succedeva in Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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Taormina:«il dossier Masciarelli esiste: ecco che cosa succedeva in Abruzzo»
ASCOLTA L’INTERVISTA INTEGRALE. PESCARA. Ci pensa l’avvocato di Giancarlo Masciarelli, Carlo Taormina, a riportare l’attenzione sulla corruzione in Abruzzo e sulla inchiesta della sanità che ha portato in carcere l’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco ed i suoi fedelissimi.

Taormina che è abile avvocato dall'indole istrionica non si è fatto scappare l'occasione di togliersi diversi sassolini dalle scarpe in una lunga intervista (26 minuti) a Radio Radicale che pubblichiamo qui sotto integralmente. Sta di fatto che l'intervista è arrivata anche alle orecchie dei pm Trifuoggi, Bellelli e Di Florio che ieri hanno chiamato ed ascoltato per la seconda volta l'avvocato ed ex uomo di fiducia di Berlusconi, oggi non più organico a Forza Italia.
Moltissimi i passaggi degni di nota che descrivono un Abruzzo di politica corrotta, di tangenti, di umiliazione delle istituzioni, della democrazia e delle leggi.
Taormina parla del dossier Masciarelli che racconta nel dettaglio l'attività predatoria di destra e sinistra al metodo per spremere tangenti dalle cartolarizzazioni.
Una “lezione” di sicuro esemplare, quella dell'illustre legale, che può illuminare ed aiutare di sicuro a comprendere la realtà ed i fatti della nostra regione.
L'intervista che risale al mese di agosto prende il via dalla accusa a Fabrizio Cicchitto indagato dalla procura di Pescara nell'ambito del filone di indagine che tocca il deputato azzurro Sabatino Aracu.

TAORMINA:«IL DOSSIER ESISTE» … MA MASCIARELLI AVEVA DETTO IL CONTRARIO

«Il dossier Masciarelli esiste, è fatto di nomi, cognomi di politici e non politici», dice Carlo Taormina a Radio Radicale precisando più volte di non voler attaccare Cicchitto anche se ne avrebbe molta voglia (Cicchitto sarebbe stato l'artefice del defenestramento di Taormina da Forza Italia).
«Intorno al dossier ruotano milioni di euro di tangenti», conferma ancora, «tutte le notizie pubblicate finora sono vere sulla corruzione in Abruzzo. Di queste cose -dal punto di vista della loro oggettività- a suo tempo, quando ne venni a conoscenza, ne parlai con precisione a Berlusconi il quale era sicuramente a conoscenza delle situazioni ambigue ed anomale che si stavano gestendo in Abruzzo… tra Neve Azzurra e quant'altro, organizzata da Sabatino Aracu. Aracu aveva anche la responsabilità dei Giochi del Mediterraneo: un altro carrozzone che in Abruzzo albergava allegramente… un complesso di situazioni in cui l'Abruzzo rappresentava una mucca da mungere.
Epicentro di tutto era la regione e le organizzazioni politiche».
Se Taormina conferma l'esistenza del dossier, Masciarelli ne aveva smentito l'esistenza in alcuni interrogatori verbalizzati.

«TUTTO E' STATO POSSIBILE GRAZIE ALLE COPERTURE DELLA MAGISTRATURA»


«Non poteva succedere tutto quello che è successo se non ci fosse stata la copertura di alcuni settori della magistratura», ha aggiunto Taormina, «non ho potuto dire di più per il segreto professionale…
Ovviamente il dossier non è più nel mio ufficio così se i servizi segreti vengono a svaligiarmi l'ufficio sanno che non lo troveranno… ora è altrove».

Taormina ha poi confermato di essere ancora il difensore di Masciarelli che «è l'unica persona che nella speculazione politico-mafiosa-amministrativa dell'Abruzzo non ha speculato di una lira,
se non per essere stato regolarmente retribuito per l'attività di consulenza che era al di fuori delle tangenti che venivano pagate ai politici delle regione ma anche a quelli nazionali».
La fonte principale era Angelini?
«Era quella più importante», replica Taormina. «Chi pagava le tangenti aveva i rimborsi sanitari chi non pagava non li aveva», spiega l'avvocato, «ma ci sono moltissimi altri nomi. Nomi molto più importanti e altisonanti che risultavano tra i percettori occulti o dissimulati di tangenti. Spesso si utilizzava il metodo delle consulenze fasulle per giustificare i soldi che in realtà erano tangenti… è tutto scritto nel dossier di Masciarelli con i singoli appalti e subappalti».
«E' stato un arrembaggio con tutte e due le giunte di centrodestra e centrosinistra…»

«SE POTESSI DANNEGGIARE CICCHITTO…»

«Cicchitto… se potessi danneggiarlo lo fare molto volentieri… dopo che io avevo eccepito il silenzio professionale ed avevo fatto opera da mafioso rispetto alla politica, perché rispettavo me stesso, in quanto avvocato difensore lui ha comunque voluto estromettermi. Non ho parlato con nessuno ma a Berlusconi la verità in termini oggettivi e non soggettivi l'ho detta…»
«Si è pensato che tagliandomi la testa sarei stato ridotto al silenzio ma sono molto contento di quello che sta succedendo…»
«Se Trifuoggi e gli altri hanno il coraggio -e mi pare che lo abbiano perché in passato non lo hanno avuto- il centrodestra sarà molto più danneggiato del centrosinistra.

CAPITOLO AI FINANZIAMENTI AI PARTITI

I finanziamenti ai partiti erano in bianco ed in nero…
Taormina spiega anche il meccanismo di finanziamento e come si recuperavano i soldi che poi dal territorio dovevano arrivare al centro, nella sede principale di Forza Italia. Spesso però nelle periferie non arrivava nulla.
Questo non accadeva per l'Abruzzo dove, invece, sarebbero arrivati tantissimi soldi al coordinamento regionale «soldi che poi si perdevano in mille rivoli».
Sulla Fira Taormina ha ribadito che probabilmente «tutto finirà in prescrizione».

COME MI SPOLPO LE CARTOLARIZZAZIONE

Interessante anche la lezione che Taormina fa su quanti e quali modi esistono per spremere le tangenti dalle cartolarizzazioni.
«Oltre mille milioni di euro è la cifra che riguarda le cartolarizzazioni in Abruzzo», ha spiegato, «e Masciarelli fu l'ideatore e ne parlò ai tempi con Padoa Schioppa. Esistono due forme per spremere tangenti dalle cartolarizzazioni: essere inserito nella lista e quella di guadagnare direttamente dalla banca. Questo secondo metodo comporta maggiori difficoltà per gli inquirenti ed i soldi vanno tutti all'estero. Una banca per prendersi la cartolarizzazione con somme enormi sarebbe disposto a tutto.
Per avere la possibilità di gestire cartolarizzazioni le banche sono disposte a pagare.
Se invece di guadagnare il 10% ne guadagnano l'8%, il 2 per cento viene spartito con i politici. In molti paesi le rogatorie non sono possibili. E' una tecnica che rende molto difficile risalire al politico».
E' il metodo delle triangolazioni estero su estero, specie se effettuate in paesi dove non è possibile fare rogatorie, è praticamente blindato.
«Mi piacerebbe fare una consulenza per spiegare ai pm come si fanno queste cose…»
Chissà che il vulcanico avvocato non lo abbia già fatto.

16/09/2009 12.29