Scuola, in Abruzzo si riparte il 21. Precari in rivolta

Alessandro Biancardi

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IL RITORNO SUI BANCHI. Alla vigila del nuovo anno scolastico 2009/2010 non si placa la protesta dei prof precari che rischiano di rimanere senza lavoro, con mobilitazioni e sostegno da parte di sindacati, studenti e opposizione.


«Quest'anno solo nella Provincia di Chieti», ha commentato il capogruppo del Pd, Tiziano Viani, «20 insegnanti delle medie e 15 delle superiori hanno perso la titolarità, le immissioni in ruolo si sono contate sulla punta delle dita di una sola mano e non hanno nemmeno minimamente garantito il turnover dei pensionamenti».
«La quasi totalità degli insegnanti precari il prossimo 11 settembre, data stabilita per le convocazioni, rischia seriamente di non avere nessuna nomina annuale (sebbene la stessa Gelmini aveva promesso di  riconfermarli per continuità didattica) e dovranno accontentarsi dell'elemosina del sussidio di disoccupazione dopo  anni di studio e di supplenze brevi».
Il personale ATA a seguito dell'unificazione delle segreterie e dell'accorpamento delle dirigenze è quello che ha subito il maggior numero di tagli di posti di lavoro.
«Purtroppo il peggio deve ancora venire», tuona Viani. «Con la riforma della scuola secondaria di secondo grado, dal prossimo 2010 saranno ancora lacrime e sangue».
Ma il ministro Gelmini assicura che con i «precari non c'é alcuna guerra», anzi c'é una «solidarietà concreta con i fatti».
E da Cernobbio, la titolare di Viale Trastevere rassicura le famiglie: «Credo che l'anno scolastico partirà in modo regolare», con alcune novità come il maestro prevalente nelle prime classi delle elementari.
Mentre tutta la rete dei precari è sul piede di guerra in attesa del completamento delle assegnazioni degli incarichi annuali, la prima campanella suonerà per la gran parte degli studenti il 14 settembre. Ma sono numerosi i ragazzi che anticiperanno il loro ritorno in classe perché, grazie all'autonomia scolastica, i singoli istituti possono scegliere di anticipare di qualche giorno l'inizio delle lezioni, per poter recuperare le giornate utilizzate per i ponti o per le vacanze in più durante l'anno.
Secondo i calendari, redatti su base regionale, ben 12 regioni hanno scelto il prossimo lunedì per il rientro in classe: Calabria, Campania, Lazio (per il primo ciclo mentre per il secondo il ritorno tra i banchi è previsto il giorno dopo), Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto.
In Emilia Romagna e Friuli-Venezia Giulia i ragazzi si rimetteranno lo zaino in spalla il 15 settembre e il giorno successivo toccherà ai loro compagni di Basilicata e Marche.
Il 17 settembre si ricomincia in Sardegna e il 18 in Puglia e in Sicilia. Con più calma, per ovvi motivi, riprenderanno in mano i libri gli alunni dell'Abruzzo per i quali l'inizio delle lezioni é fissato al 21 settembre.
Per quanto riguarda i precari, si moltiplicano le iniziative, spontanee o organizzate da sindacati e forze politiche, per chiedere che nessuno rimanga senza lavoro, dal presidio di Milano con Paolo Ferrero alle proteste all'Ufficio scolastico regionale di Roma , dalla Campania alla Sicilia: «Non c'é nessuna guerra - ha spiegato il ministro - c'é un disagio sociale legittimo di cui il governo ha il massimo rispetto e che sta lavorando per risolvere».
Già annunciata, e dovrebbe essere varata al più presto dal Cdm che l'ha già valutata positivamente, la proposta di un'indennità di disoccupazione per chi non avrà le supplenze annuali, con corsie preferenziali per le supplenze brevi e progetti speciali.
«C'é una piaga sociale che il governo ha ereditato - ha ribadito Mariastella Gelmini - la sinistra ovviamente cerca di cavalcarla facendo credere che il precariato derivi da questo governo ma siamo di fronte alle solite strumentalizzazioni e a una disonestà intellettuali che crea ulteriori contrapposizioni. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità noi andiamo avanti a lavorare».
Ma dall'opposizione arriva un appello a «tutti gli insegnanti di tutti gli ordini scolastici per disertare il primo giorno di scuola e portare con questo gesto la solidarietà alle migliaia di loro colleghi che attraverso una legge truffa li ha privati del lavoro».
Secondo Stefano Pedica (Idv) si tratta di «una disobbedienza che porterebbe a trovare una soluzione concreta entro questo mese e a non lasciare in silenzio questo dramma che vedrà compromettere una entrata che dava anche se da precari una dignità economica mensile. La Gelmini ha dimostrato di non avere ne sensibilità ne amore per chi lavora, una donna insensibile ai diritti umani», ha concluso Pedica.

07/09/2009 09.59