Piano Casa, aspre polemiche. Domani battaglia in Commissione

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Polemiche sul Piano Casa Abruzzo sono piovute questa mattina dall’Italia dei Valori e dai Verdi. Costantini: «Quello di Chiodi è un piano per tutelare gli interessi dei grandi costruttori».


Domani le commissioni consiliari discuteranno il recepimento regionale del piano e se il provvedimento su scala nazionale ha già fatto discutere e divampare pesanti polemiche, anche in Abruzzo le tensioni sono ai massimi livelli.
Walter Caporale, consigliere regionale dei Verdi, ha già annunciato una dura battaglia domani in Commissione contro questo disegno di legge definito «semplicemente vergognoso».

«Se la prima reazione al progetto del Governo Berlusconi per il rilancio del settore edilizio suscitò persino incredulità», ha detto Caporale, «il suo recepimento in ambito regionale provoca esclusivamente sdegno per il mancato rispetto delle regole edilizie, urbanistiche e ambientali che lo caratterizza».

Sulla stessa linea d'onda anche il capogruppo IdV alla Regione Carlo Costantini, che questa mattina ha tenuto sulla questione una conferenza e lanciato pesanti accuse.
All'incontro erano presenti anche il Coordinatore Regionale IdV Abruzzo senatore Alfonso Mascitelli e i consiglieri regionali IdV Paolo Palomba, Camillo Sulpizio, Lucrezio Paolini e Gino Milano.
Per Costantini, in pratica, con l'intesa Stato-Regioni siglata il 1 aprile 2009 e il successivo piano Abruzzo i piccoli proprietari sarebbero «il pretesto, mentre gli interessi economici dei grandi costruttori costituiscono il reale obiettivo».
Per il leader dell'Italia dei Valori gli obiettivi dell'intesa sarebbero stati completamente disattesi o, meglio, assunti «come pretesto» per introdurre una normativa che disciplina «solo in minima parte i livelli essenziali dei bisogni abitativi dei cittadini abruzzesi».

«GIGANTESCHI REGALI AI COSTRUTTORI»


Il resto sarebbe, ha continuato Costantini, «un gigantesco regalo ai costruttori, che avranno a disposizione qualche milione di metri cubi da realizzare in deroga a tutto, senza garanzie effettive sul miglioramento della qualità architettonica neppure nelle zone maggiormente esposte».
La paura di Costantini è che questa «enorme colata di cemento» andrà in larga parte a collocarsi all'interno delle città, «riducendo in misura corrispondente la disponibilità di servizi, di spazi pubblici, di scuole, di aree verdi, di impianti sportivi, di parcheggi e altro».
E Costantini ha parlato anche di 6000 famiglie abruzzesi che avranno la possibilità di aggiungere «una cameretta alle loro abitazioni. Sarà poco o nulla, però, se paragonato a quello che riceveranno i costruttori e a quello che gli stessi cittadini perderanno, in termini di qualità della loro vita».
Per il Pd, invece, «è necessario arrivare ad un testo quanto più coordinato, tra i vari progetti di legge presentati in Commissione e condiviso con le associazioni e gli ordini professionali».
Per questo i consiglieri del Partito Democratico chiedono di superare di qualche giorno la scadenza così da consentire alla Commissione di lavorare sui vari testi e di poter consultare gli ordini e le categorie interessate.

LE CRITICHE PUNTO PER PUNTO

AUMENTI VOLUMETRIE: stando all'intesa Stato Regioni dell'aprile scorso ci potrà essere un aumento fino al 20% delle volumetrie esistenti per edifici residenziali uni-bifamiliari o comunque di volumetrie non superiori a 1.000 metri cubi, per un incremento massimo di 200 metri cubi.
«Con il piano Chiodi», ha attaccato Costantini, «l'ampliamento del 20% potrà essere realizzato anche attraverso la costruzione di un corpo edilizio separato e, soprattutto, non sarà circoscritto alle residenze uni-bifamiliari e neppure alle singole abitazioni già utilizzate all'interno dei condomini. Di conseguenza il bonus del 20%, accompagnato dall'eliminazione del limite massimo di 1.000 metri cubi, anch'esso stabilito nell'intesa Stato-Regioni, potrà essere diffusamente utilizzato non solo e non tanto per le esigenze abitative delle singole famiglie, quanto e soprattutto dai costruttori che hanno realizzato e non ancora venduto».
La possibilità di ampliamento non e' limitata agli edifici già ultimati da anni, come stabilito dalle altre regioni, ma a quelli ultimati da pochi giorni, entro il 30 giugno 2009, sulla base di una semplice corrispondente dichiarazione giurata rilasciata dal direttore dei lavori.
«Si prevedono aumenti di volume», ha invece sottolineato Caporale, «anche per gli edifici sottoposti a vincolo. Parliamo di immobili monumentali: una vera e propria vergogna; ed anche se la norma del comma 2 afferma che il parere spetta all'organo preposto alla tutela del vincolo, tale sentimento resta perché il comma crea la possibilità di aprire infiniti contenziosi amministrativi con le Soprintendenze».


DEMOLIZIONI E RICOSTRUZIONI: secondo quanto prescritto dall'intesa Stato- Regioni sarà ammessa demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici residenziali entro il limite del 35% della volumetria esistente.
Con il Piano Chiodi, ha incalzato Costantini, «è previsto un bonus del 30% della superficie esistente, senza alcun impegno per il costruttore all'utilizzo della bioedilizia o di fonti di energia rinnovabile. Con il loro utilizzo si produrrebbe un disincentivante incremento del solo 5%, ma anche in questo caso, nonostante il richiamo generico alle nuove disposizioni di legge in materia, manca nel testo ogni forma di predeterminazione degli specifici livelli di efficienza energetica richiesti, quale condizione per la concessione del bonus».
«Qui c'è una vera e propria furbata», ha commentato anche Caporale, «perchè sono definite in modo generico le parole ‘risparmio' e (fonti di energia) ‘rinnovabili' e non in modo preciso e puntuale come almeno una buona tecnica legislativa imporrebbe».

EDIFICI ABUSIVI: «L'intesa Stato-Regioni», ha contestato ancora il consigliere regionale d'opposizione, «non esclude esplicitamente dai benefici gli edifici abusivi e poi condonati».
Molte Regioni, però, per evitare le conseguenze negative derivabili dall'ulteriore crescita per ampliamento degli immobili condonati (ovvero regolarizzati, ma comunque incompatibili con le previsioni di Piano Regolatore), hanno escluso dai benefici gli immobili condonati, in alcuni casi, o hanno previsto che le superfici condonate devono essere scomputate dagli ampliamenti, in altri casi.
«Il Piano Chiodi», chiude Costantini, «dà, invece, via libera, senza limitazione alcuna, a tutti i benefici anche in favore degli immobili condonati. E in questo contesto non poteva mancare l'ennesimo condono dei sottotetti, a vantaggio quasi esclusivo dei costruttori, che potranno trasformarli e venderli a uso abitativo, almeno raddoppiandone il prezzo e anche in questo caso ulteriormente alterando in termini negativi gli standard e i parametri urbanistici dei piani regolatori».
«L'articolo 15, relativo al potenziamento delle strutture ricettive», incalza Caporale, «dà la facoltà ai proprietari di tali strutture di aumentare le cubature attraverso la chiusura delle superfici “di porticati, logge, terrazzi coperti e sottotetti che ricadano all'interno delle sagome dei fabbricati”. Lascio solo immaginare le gravi conseguenze estetiche per i nostri centri montani e balneari».

27/07/2009 15.17