Convenzione Asl Teramo-Università di L'Aquila. Cgil: «costi troppo alti»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Negli scorsi mesi l'Asl di Teramo ha attivato una convenzione con l'Università degli Studi di L'Aquila ed il dipartimento di Rianimazione ed Anestesia del P.O. Di Teramo.

L'assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, a tal proposito aveva dichiarato che «per l'ateneo aquilano, soprattutto per le facoltà di medicina, non c'erano problemi a trasferire momentaneamente docenti e studenti nelle strutture di Teramo fino a quando l'ospedale San Salvatore non verrà ritenuto nuovamente agibile».
La Fp Cgil di Teramo ha contestato la decisione dell'Asl di Teramo di attivare la suddetta convenzione in quanto, a detta dell'organizzazione sindacale, non esiste alcun vantaggio né per la cittadinanza teramana né in termini di aumento della qualità del servizio offerto. Il tutto, secondo Cgil, si tradurrebbe soltanto in un progetto che genera maggiori costi.
«Siamo imbarazzati per l'incomprensibile proposta avanzata dall'assessore Venturoni» – sottolineano i vertici la Fp Cgil di Teramo – «che aggiungerebbe un ulteriore costo sulle spalle dei cittadini teramani che ancora pagano le conseguenze della razionalizzazione e del Piano di rientro regionale. È vitale non attivare la convenzione la cui necessità corrisponde a logiche personalistiche e non di merito».
Il personale medico universitario impiegato nella struttura teramana, denuncia l'organizzazione sindacale, è impiegato soltanto per venti ore settimanali e limitato alla fascia oraria 8.00-14.00. Questo, inevitabilmente, porta delle ricadute sulla qualità della prestazione assistenziale ai pazienti: «viene impedita la valorizzazione del personale medico attualmente in servizio. È un progetto svantaggioso perché determina un aumento considerevole dei costi a causa della nomina di due primari invece di uno e per l'incremento della mobilità passiva. Questo per il trasferimento in altri presidi medici di quei medici non adeguatamente valorizzati dall'Asl teramana».
Il problema riguardo le convenzioni sottoscritte dall'Asl di Teramo non è limitato soltanto a quella con l'Università di L'Aquila: «in più di vent'anni nessuna convenzione ha mai prodotto risultati visibili e di prestigio per la struttura sanitaria teramana. L'unica convenzione dalla quale i cittadini hanno tratto vantaggi è il progetto di Screening mammario svolto dal presidio di Atri».
«Ben vengano le convenzioni» – conclude Funzione Pubblica Cgil – «a patto che siano processi che abbiamo il fine della lungimiranza. Sarebbe importante ad esempio una convenzione per la rianimazione. Fondamentale invece sarebbe la valorizzazione dell'attuale personale».
20/07/2009 12.02