14 luglio, un anno fa la fine di Del Turco: alla ricerca della giustizia perduta

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1921

14 luglio, un anno fa la fine di Del Turco: alla ricerca della giustizia perduta
*TUTTO SULL'INCHIESTA DEL TURCO *LA CRONACA DEL 14 LUGLIO 2008 / *LA CRONACA DEL POMERIGGIO *TUTTI I 54 CAPI DI IMPUTAZIONE *LE PRIME PAGINE DEI GIORNALI DEL MONDO *LE FOTO: LA PRIMA USCITA PUBBLICA  *L'INCIDENTE PROBATORIO
ABRUZZO. Ore 5 del 14 luglio 2008: era l'inizio della fine di quella giunta di centrosinistra che aveva ottenuto una larga maggioranza e si era insediata al vertice più alto della amministrazione pubblica locale.
Ottaviano Del Turco, ex ministro e parlamentare europeo, viene arrestato nella sua casa di Collelongo.
Con lui finiscono dentro alcuni assessori, il suo braccio destro, Lamberto Quarta, consiglieri regionali, factotum ed una schiera di persone che gravitavano intorno alle istituzioni e a quella amministrazione.
Un terremoto politico di dimensioni mai viste prima, forse persino più grande degli arresti del 1992 quando la magistratura interruppe un corso, quando a governare c'era la Democrazia cristiana.

E' stato uno scossone grandioso e per certi versi inaspettato. Anche se è vero che c'erano tutte le avvisaglie, voci, indizi e malumori che facevano intravedere che qualcosa si agitava ma nessuno avrebbe scommesso in un arresto tanto eccellente.
Sei mesi dopo sarebbe seguito anche l'arresto dell'allora primo cittadino di Pescara, Luciano D'Alfonso, altro “intoccabile” spazzato via dalla scena politica da una inchiesta della stessa procura.
Un anno talmente denso di eventi capitali che hanno fatto passare in secondo piano persino questa che sembrava essere la notizia delle notizie.
E' arrivato il terremoto (quello vero e devastante) e le sue conseguenze (G8 e polemiche sulla ricostruzione), la paralisi della attività giudiziaria nella zona dell'Aquilano e anche per questo l'inchiesta Del Turco sulla Sanità sembra essere passata nel dimenticatoio.
Eppure gli inquirenti non hanno smesso di lavorare e anche se sono state chieste proroghe (l'ultima finisce a dicembre) il procuratore Nicola Trifuoggi si è sempre detto soddisfatto del lavoro svolto e delle prove raccolte.
Proprio oggi, alla vigilia di un nuovo 14 luglio, il procuratore capo ha confermato che ci sono altri indagati nella Sanitopoli abruzzese che si aggiungono ai 35 e che sarebbero stati iscritti a seguito degli sviluppi dell'inchiesta e riguardano la gestione della precedente Giunta Pace di centrodestra.
«Siamo andati avanti e ora abbiamo altri elementi, non abbiamo le stesse carte dello scorso anno», ha detto Trifuoggi.
«Sono emersi fatti nuovi e altri sono stati confermati a seguito delle indagini».
La Procura ha poi chiarito che entro l'estate, probabilmente entro la prima decade di settembre, sarà inviato l'avviso di conclusione delle indagini.
Certo il malloppo presunto di tangenti, seppure ipotizzato davvero enorme (oltre 5 mln che avrebbe incassato il solo Del Turco), non è stato trovato anche se pare sia stata trovata invece una traccia importante.
Una prova che una parte sia stata investita all'estero: probabilmente un errore fatale.
Ad ogni modo gli inquirenti hanno sempre ricordato come ai fini processuali trovare i soldi delle tangenti non è vitale: il reato si configura ugualmente e può essere provato attraverso una serie di indizi e per via induttiva.
Il che, ovviamente, non blinda il processo ma lo lascia aperto alla valutazione del giudice.
Dopo un anno tuttavia sembra di non poter raccontare grosse novità ma probabilmente è solo apparenza perché intanto la maxi inchiesta ha preso altre direzioni concentrandosi su altre dazioni che partendo da Angelini potrebbero aver coinvolto e interessato una serie di personaggi magari già indagati o interessati solo di striscio e magari tirato dentro di nuovi.
Un tempo molto lungo che non giova alla ricerca della giustizia, quella ancora più importante perché riguarda la storia di tutti noi, delle istituzioni.
Una giustizia necessaria che dovrebbe essere veloce perché ognuno possa sapere se questa regione è stata governata da amministratori corrotti oppure no.
Ed il processo non inizierà prima del 2010 ma c'è chi è pronto a scommettere che errori di notifiche lo faranno slittare al 2011.

DEL TURCO DA SOLO A COLLELONGO

Ha gioco fin troppo semplice Del Turco contro “l'inerzia” della procura di Pescara.
«Erano o non erano una 'montagna di prove schiaccianti'? E ora, ditemi dove sono queste prove... che hanno costruito un mostro».
Del Turco non abbassa la guardia e pur premettendo che «sono e resto un indagato, non fatemi fare commenti», dice che questa data per lui «non è un anniversario. Ero un uomo libero anche nel carcere di Sulmona, perché innocente e lo sapevo».
Le accuse a carico dell'ex Governatore d'Abruzzo sono pesantissime: associazione per delinquere, corruzione, riciclaggio, truffa falso e abuso d'ufficio, dopo le dichiarazioni dell'imprenditore della sanità privata chietino Vincenzo Angelini.
E' stato per diversi giorni in isolamento nel carcere di Sulmona, poi agli arresti domiciliari.
«Ma queste prove sono state trovate?», si domanda Del Turco.
L'ex presidente in queste ore è a Collelongo, da solo.
«Ho chiesto a mia moglie di lasciarmi solo», ha detto, «l'ho mandata a Roma perché non volevo che mi vedesse esattamente all'alba di un anno dopo. Ora però sento apparire i profeti del giorno dopo, quelli che dicono che l'inchiesta sta prendendo altre strade... politiche. Ogni anno in Abruzzo c'e una nuova puntata che colpisce la politica?».

13/07/2009 17.52