Gli investimenti mafiosi in Abruzzo "sbarcano" in Senato

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Una montagna di miliardi pronti per arrivare in Abruzzo per la ricostruzione. I leader di tutto il pianeta hanno promesso aiuti e soldi per garantire una crescita rapida della provincia aquila.




L'AQUILA. Una montagna di miliardi pronti per arrivare in Abruzzo per la ricostruzione. I leader di tutto il pianeta hanno promesso aiuti e soldi per garantire una crescita rapida della provincia aquila.

Il governo italiano si è già impegnato con cifre enormi anche se da molti giudicate insufficienti.
Così oltre alle gare di appalto già partite in queste settimane per la costruzione delle case temporanee di medio termine antisismiche a breve partiranno una lunga serie di lavori.
I capi di Stato hanno già deciso di adottare progetti e monumenti per dare il loro contributo e più che mai cresce l'emergenza per valutare dove andranno a finire realmente questi denari.
Nelle scorse settimane aveva destato clamore la notizia che per i lavori di spianatura della collina di Bazzano, dove verrà sistemata una grande piattaforma di cemento sulla quale sorgerà la prima delle 20 piccole città sia stata aggiudicato da una «associazione temporanea di imprese» in collegamento con prestanome che riciclavano, a Tagliacozzo, il "tesoro" di Vito Ciancimino».
Che garanzie ci sono che i soldi per la ricostruzione e quelli delle grande potenze non vengano assorbiti dalle società mafiose?
Quali garanzie verranno date affinchè tutto si svolga regolarmente, senza dubbi o ombre?
Anche il neo componente della commissione parlamentare antimafia, senatore Andrea Pastore, lo ha ribadito poco tempo fa:«il pericolo c'è, le infiltrazioni sono una possibilità da scongiurare».
Intanto sull'appalto già affidato c'è una interrogazione parlamentare a firma dei senatori dell'Idv Mascitelli, Lannutti e Carlino.
I tre ripercorrendo la vicenda dell'appalto contestato chiedono quali siano i nomi delle società che hanno concorso per l'aggiudicazione degli appalti e subappalti per la ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto in Abruzzo e se siano stati effettuati i dovuti controlli sulla compatibilità delle stesse.
In più si vuole sapere se siano stati compiuti i necessari controlli sulle società partecipanti attraverso lo schedario delle imprese presso l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici; se al momento dell'aggiudicazione del subappalto all'imprenditore Dante Di Marco fossero conosciute le circostanze di cui in premessa e come siano state valutate; se il Governo sia a conoscenza di altri nomi di esponenti politici che, direttamente o indirettamente, abbiano costituito società o avviato affari con imprenditori o società siciliane.
Infine i senatori dell'Idv hanno chiesto «se non ritenga urgente, alla luce di quanto emerso, intervenire nelle opportune sedi al fine di valutare la compatibilità della società Impresa Di Marco, con i lavori per la realizzazione della new town che sorgerà sotto la collina di Bazzano, opera prima della ricostruzione del dopo terremoto».
Nella interrogazione si fa poi riferimento anche ad altre vicende avvenute nella Marsica e che vedrebbero nomi noti della scena locale politca in qualche modo coinvolti. Anche su questo i senatori chiedono delucidazioni urgenti
a.l. 10/07/2009 11.16

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=21432]IL FANTASMA DI CIANCIMINO DIETRO LA RICOSTRUZIONE[/url]
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