Partita la cassa integrazione per 170 dei 199 dipendenti di Abruzzo Engineering

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Da oggi 170 dei 199 dipendenti di Abruzzo Engineering andranno in cassa integrazione in deroga prevista per il terremoto del 6 aprile scorso.


La Spa nata oltre due anni fa per volere dell'ex giunta di centrosinistra, è controllata al 60% dalla Regione Abruzzo e al 10% dalla Provincia dell'Aquila.
Il restante 30% è detenuto da Finmeccanica, partner industriale del sodalizio creato per dotare il territorio abruzzese della banda larga e per alcune attività legate alla protezione civile e all'ambiente.
Alla cassa integrazione si è arrivati per decisione della Regione e dopo l'accordo tra sindacati e azienda: tutti hanno ritenuto che questa potesse essere l'unica soluzione all'emergenza economica e finanziaria che avrebbe messo a rischio gli stipendi e il futuro dell'azienda.
«La cassa integrazione un po' ha salvato la situazione - spiega l'assessore regionale ai Lavori Pubblici, Angelo Di Paolo -. Conosciamo infatti le difficoltà finanziarie in cui versa Abruzzo Engineering, senza ripercorrere a ritroso cause e motivazioni che hanno portato a questa conclusione. Sono convinto che il presidente Chiodi, persona sensibile a problematiche di carattere sociale, non mancherà di trovare una soluzione».
Il dirigente provinciale dell'Ugl Commercio, Cristian Villani, ha sottolineato che «visto il piano di risanamento economico dell'azienda, la rimodulazione del piano industriale e dei nuovi affidamenti promessi dagli azionisti che andranno a coinvolgere il Comune dell'Aquila e la Protezione civile nazionale e regionale, il sindacato ha ritenuto opportuno firmare l'accordo per la cassa integrazione prevista per il terremoto, che consideriamo l'unica soluzione per la salvaguardia dei posti di lavoro».
Intanto il sito della società è tornato visibile dopo diverse settimane di black out.
03/07/2009 13.12