Vertenza Villa Pini, «venderò il mio corpo per mangiare»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3029

ABRUZZO. Si susseguono gli appelli alla Regione per sbloccare gli stipendi dei 1500dipendenti del gruppo della famiglia Angelini. E una lavoratrice disperata lancia una provocazione: «unica alternativa per mangiare è prostituirsi» LA ASL: NESSUN PAGAMENTO IN SOSPESO AL GRUPPO VILLA PINI

«La Regione deve impegnarsi a sbloccare subito i crediti accertati del Gruppo Villa Pini, vincolandoli strettamente al pagamento degli stipendi dei lavoratori».
Arriva anche dalla presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, l'ultimo appello per sbloccare la vicenda del gruppo Villa Pini con cliniche anche nell'Aquilano.
A breve, come annunciato nei giorni scorsi dall'assessore Mauro Febbo, dovrebbero arrivare gli stipendi per i 1.500 dipendenti del gruppo che da sei mesi non ricevono busta paga.
Ma i problemi sono sempre dietro l'angolo e ogni giorno d'attesa si trasforma in un calvario. «Aldilà del complicato intrigo tecnico», sottolinea Pezzopane, «bisogna avere anche il coraggio di assumersi la responsabilità politica. E' per questo che veniamo eletti».
«Il presidente della Regione Gianni Chiodi, l'assessore Venturoni ed il Commissario Redigolo ristabiliscano in fretta giustizia e democrazia», aggiunge Pezzopane, «in attesa che giudici e tecnici completino il loro lavoro».
Per le strutture della costa e per quelle aquilane, tra cui la clinica Sanatrix nonché per la Santa Maria di Avezzano, è a rischio l'assistenza per interi comprensori e quindi il diritto alla salute di centinaia di cittadini.
E questa mattina, alle 11, presso il Comune di Lanciano una delegazioni regionali di Cgl e Cisl, incontreranno il sindaco Filippo Paolini per discutere delle problematiche riguardanti la situazione nella quale versa la Clinica Villa Pini.
Un nuovo appello di sbloccare i soldi arriva anche dalla amministratrice del gruppo, Chiara Angelini che ha scritto alla Regione: «avendo voi riconosciuto l'esistenza di un vostro debito certo e liquido con le vostre delibere per un importo di 16 milioni circa, il Gruppo Villa Pini, regolarizzato il Durc da parte vostra, vi invita a provvedere immediatamente al pagamento degli importi».
I lavoratori sono allo stremo e proprio da una dipendente viene lanciato un annuncio shock: «da oggi sarò costretta a vendere il mio corpo. Non ho di che mangiare, non ho più nulla da vendere per procurarmi l'indispensabile».
«Sono una “schiava bianca”», continua la dipendente, «nei cantieri spesso si contano le morti bianche. A Villa Pini si contano gli “schiavi bianchi”, quelli che lavorano e non vengono pagati: io sono una di questi. Da sei mesi, mezzo anno: si comprende il dramma?»
Un attacco viene rivolto anche ai giornali: «nessuno si è accorto che duemila persone senza stipendio per sei mesi sono un altro terremoto d'Abruzzo».

26/06/2009 10.48

CORTEO DI PROTESTA DEI DIPENDENTI DELLA SAN.STEFAR

Circa 200 lavoratori del San.Stefar, la divisione riabilitativa del gruppo Villa Pini che conta 14 strutture in Abruzzo e Molise, hanno sfilato questa mattina lungo il corso principale di Lanciano (Chieti) per protestare contro il mancato pagamento degli ultimi 7 stipendi.
La manifestazione e' stata promossa da Cgil e Cisl, che hanno anche inviato un esposto alle Procure di Chieti e Pescara, e per conoscenza anche al presidente della Regione Gianni Chiodi, all'assessore regionale alla sanita' Lanfranco Venturoni e al commissario straordinario di governo Gino Redigolo.
I dipendenti lamentano una totale mancanza di chiarezza da parte della Regione e della famiglia Angelini - proprietaria delle strutture - che giustifica il mancato pagamento degli stipendi con i 16 milioni di euro che non ancora riesce a riscuotere dall'amministrazione regionale.
La situazione sta provocando pesanti disagi anche ai pazienti del San.Stefar, molti dei quali da circa un mese non possono piu' usufruire delle terapie mediche finora garantite.

LA ASL: NESSUN PAGAMENTO IN SOSPESO AL GRUPPO VILLA PINI

La Direzione Generale della Asl Lanciano-Vasto ha ribadito di aver sempre operato nel rispetto delle normative regionali e nazionali, e pur esprimendo la propria solidarietà ai dipendenti del Gruppo Villa Pini, ha confermato che al momento non risultano pagamenti in sospeso a favore quest'ultimo.
Anzi, in base a recenti verifiche condotte dalla CIP (Commissione Ispettiva Permanente della Regione Abruzzo) sulle prestazioni erogate dal Gruppo Villa Pini, risulta che la Asl Lanciano-Vasto risulta essere a credito per circa 500 mila euro, somma che a questo punto deve essere recuperata attraverso i normali meccanismi di compensazione.
Tale situazione comporterà delle conseguenze per le strutture dei centri di riabilitazione “San Stefar”, anch'essi di proprietà del Gruppo Villa Pini e operanti a Lanciano, Vasto, San Salvo, Villa Santa Maria e Casalbordino con un totale di 117 dipendenti. Infatti l'Azienda Sanitaria, anche sulla base di indicazioni fornite dalla Regione, a questo punto è tenuta a compensare il suo credito per una somma pari a quella non dovuta rivalendosi sulle fatture del “San Stefar” relative al 2009.
Altra situazione è quella de “La Cicala”, struttura residenziale di Atessa appartenente al Gruppo Angelini.
Sulla base di alcune verifiche condotte nel 2005, infatti, spiega la Asl, la commissione ispettiva della Asl Lanciano-Vasto rilevò delle carenze strutturali e funzionali fondamentali ai fini dell''accreditamento, cioè della possibilità di operare in convenzione con il Servizio Sanitario Regionale.
«Di conseguenza i pagamenti vennero sospesi fino alla messa a norma della struttura, cosa che avvenne nel 2008 e che fu certificata dalla stessa commissione della Asl che lo comunicò alla Regione. Quest'ultima, però, a tutt'oggi non ha ancora sbloccato i pagamenti a favore de “la Cicala” e di conseguenza l'Azienda Sanitaria non può versare le somme dovute».
A fronte delle denunciate situazioni di inadeguatezza della qualità dell'assistenza erogata, l'Azienda Sanitaria ha assicurato che si attiverà immediatamente con tutti i controlli e i procedimenti necessari affinché non venga messa a repentaglio la sicurezza e la continuità nelle cure nelle strutture del gruppo.

26/06/2009 15.52