Protesta di quattro sindaci per il taglio ai fondi della assistenza domiciliare

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Assistenza domiciliare addio. Minori a rischio abbandonati. Assistenza ai disabili, compresa la scuola a domicilio, annullata. Svantaggiati psichici lasciati da soli. Possibile assessore regionale Paolo Gatti?
Un quadro veramente allarmante è stato quello che 4 sindaci di centrosinistra hanno illustrato ieri a Chieti in conferenza stampa, per protestare contro il tagli al sociale effettuati dalla Regione.
Infatti i contributi regionali per il piano di zona, come da bilancio, sono stati tagliati da 15 milioni a 2 milioni, la scuola per disabili passa da 100 mila euro a zero, le provvidenze a favore della famiglia da 525 mila a 425 mila, il contributo per il trasporto disabili da 1,4 milioni a 700 e quello per il diritto allo studio scende da 6 milioni ad 1 milione.
Un taglio imprevisto, anche perché i Comuni avevano già programmato i loro interventi, che adesso debbono tagliare, con le promesse e gli impegni che la Regione aveva assicurato. Invece no, contrordine: si taglia.
E con i tagli vanno in crisi non solo i Comuni ed i cittadini che usufruivano di certi servizi, ma anche tutte le cooperative che ci lavoravano, con centinaia di addetti e cioè tra i 700 ed i 900 disoccupati in più.
In sintesi, tenuto conto che l'Abruzzo è ripartito in 35 ambiti sociali, il conto rapido dimostra che a fronte di 435 mila euro per ambito oggi ne toccheranno 60 mila.
I sindaci si sono appellati all'assessore Gatti per tentare di risolvere il problema, viste le difficoltà dei loro bilanci.
In questa vicenda si registra il silenzio dei sindaci di centrodestra.
Se i tagli davvero saranno fatti come faranno ad affrontare le stesse emergenze?
I sindaci si attendono chiarimenti dell'assessore Gatti per capire come risolvere i tanti problemi dei cittadini.

s. c. 17/06/2009 9.55

PD:«SUBITO LA VARIAZIONE DI BILANCIO O SARÀ MOBILITAZIONE PERMANENTE»

Una variazione di bilancio da approntare entro il mese di giugno per rimpinguare i fondi destinati alle politiche sociali, a tutt'oggi drasticamente decurtati dalla giunta Chiodi: è quanto chiedono i consiglieri del Partito Democratico che ieri pomeriggio a Pescara, nell'auditorium De Cecco, hanno organizzato la Prima Assemblea del Terzo Settore che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle cooperative sociali, delle associazioni, dei sindacati e dei Comuni abruzzesi.
Come ha spiegato il consigliere regionale Marinella Sclocco «la Regione Abruzzo è agli ultimi posti in materia di servizi per l'infanzia, l'adolescenza, i giovani, per gli adulti svantaggiati, per le persone disabili ed anziane, per le famiglie. E che vi sia poca attenzione per questi temi lo dimostrano i pesanti tagli che la Giunta Regionale di destra ha fatto sul bilancio 2009 in materia di politica sociale, tagli che ammontano complessivamente a oltre 15 milioni di euro, pari ad una percentuale del 76% circa; un taglio così drastico che supera qualsiasi altro taglio in percentuale alle macrovoci di bilancio».
Lo scenario che si profila è drammatico: come sottolinea la Sclocco i «Comuni abruzzesi non avranno più la
copertura finanziaria per il 2009 del proprio Piano di zona dei servizi sociali, che comunque la Regione si era
impegnata a garantire con l'approvazione del Piano sociale regionale, e per i quali i Comuni stessi hanno già
appaltato i servizi e stanno già spendendo ed anticipando tali fondi».
A farne le spese i lavoratori, a cominciare da quelli delle cooperative sociali e delle comunità montane, che da mesi attendono di essere pagati. Di qui la proposta avanzata alla presenza dell'assessore regionale competente, Paolo Gatti, di rimpinguare i fondi con una correzione della manovra finanziaria.
«Altrimenti. - ha sottolineato il capogruppo del Pd in Consiglio Regionale Camillo D'Alessandro, apriremo una mobilitazione permanente al fine di vedere accolte le nostre istanze».
«Da parte nostra - hanno concluso Sclocco e D'Alessandro - c'è la piena disponibilità a costruire insieme
all'assessore il nuovo piano sociale regionale ma non possiamo accettare che vengano disattese le aspettative legittime di migliaia di lavoratori e di famiglie che necessitano degli aiuti della Regione»

17/06/2009 11.01