Villa Pini, consiglio approva risoluzione. Sindacati: «solo perdita di tempo»

Alessandro Biancardi

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  PESCARA. Alla fine il consiglio regionale straordinario di ieri su Villa Pini ha portato ad una conclusione: spetta al commissario gestire questioni amministrative. Presenti anche un centinaio di dipendenti che non ricevono lo stipendio da 6 mesi. * IL DIBATTITO IERI AL CONSIGLIO REGIONALE
Dopo una lunga discussione, durante la quale tutti i consiglieri di centrodestra e centrosinistra hanno espresso la propria solidarietà ai dipendenti in attesa di stipendio è stata approvata a maggioranza una risoluzione. Si è così stabilito che dovrà essere il commissario ad acta per l'attuazione del piano sanitario di rientro, Gino Redigolo, a porre in essere tutti gli atti necessari «che consentano celermente il pagamento delle competenze dovute al gruppo Villa Pini, previo impegno della proprietà a destinare tali risorse al pagamento delle competenze spettanti ai dipendenti».
Le competenze non dovranno essere «oggetto di contestazioni giudiziarie».
I firmatari della risoluzione sono il presidente della giunta, Gianni Chiodi, il capogruppo del Pdl Gianfranco Giuliante, l'assessore alle Politiche della Salute Lanfranco Venturoni, i consiglieri regionali del Pdl Nicoletta Verì, Giuseppe Tagliente, Emiliano Di Matteo.

Proprio l'assessore Venturoni aveva spiegato nel corso del suo intervento che la giunta e il consiglio non possono «adottare alcun provvedimento amministrativo sulla questione».
«E' noto - ha aggiunto l'assessore - che negli anni la proprietà Villa Pini ha sempre usato lo strumento del mancato pagamento delle competenze mensili ai dipendenti come pressione nei confronti della Regione».
Allo stato attuale Villa Pini ha riscosso quasi totalmente le competenze remunerabili riguardanti le prestazioni 2005-2007 ed eventuali competenze residue sono oggetto di contenziosi giudiziari.
Le competenze 2008 ancora spettanti sono oggetto di contestazione con l'istituto bancario UniCredit che ne rivendica la titolarità per cessioni di crediti regolarmente notificate alle aziende sanitarie. L'istituto a seguito di appositi incontri tenuti, con la proprietà del gruppo 'Villa Pini' anche presso la direzione politiche della salute e alla presenza del commissario ad acta aveva proposto la sottoscrizione di una apposita intesa in base alla quale le somme che le unità sanitarie locali devono ancora erogare alla società, per i servizi resi dal gruppo Villa Pini nel corso del 2008 e del 2009 fino a saldo e quietanza dell'esposizione del gruppo, saranno trattenute fino al 25 per cento dalla società finanziatrice, mentre il restante 75 per cento verrà accreditato al gruppo Villa Pini e destinato prioritariamente al pagamento delle competenze pregresse ai dipendenti.
«Ma ad accordo già raggiunto - ha proseguito Venturoni - al momento della sottoscrizione, davanti al notaio, il gruppo Villa Pini non si e' presentato».

Insoddisfatto di come è andato il consiglio è stato il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro che ha parlato di una «presa in giro nei confronti dei 1500 lavoratori di Villa Pini».
«La giunta Chiodi – ha detto D'Alessandro -avrebbe dimostrato ancora una volta di avere poche idee ma confuse. In realtà la maggioranza di centro destra, come Ponzio Pilato, si e' lavata le mani di questa questione, rinviando la soluzione del problema».
«Chiodi è sempre più un burocrate», ha commentato il capogruppo Idv Carlo Costantini alla mozione su Villa Pini. «L'Abruzzo – ha detto Costantini - ha bisogno di una guida coraggiosa che oggi avrebbe avuto il dovere di mettere al riparo i lavoratori dai conflitti tra Angelini e Regione, garantendo loro il pagamento degli stipendi. Il centrodestra e il centrosinistra hanno avuto la capacità di inventarsi operazioni di ingegneria finanziaria (le cartolarizzazioni) che in pochi giorni hanno fatto sparire decine di milioni di euro, in questa occasione non ha avuto la capacità di definire una semplice operazione finanziaria per consentire ai lavoratori di ottenere l'anticipazione delle loro retribuzioni. E a oggi, quindi, nonostante le ormai quotidiane dichiarazioni di principio di Chiodi, i lavoratori continuano a essere degli scudi umani».

17/06/2009 9.12

LA CONTRARIETA' DEI DIPENDENTI

Il Consiglio Regionale di martedì 16 giugno ha approvato una mozione della maggioranza che chiama in causa il commissario ad acta, dott. Redigolo, affinché provveda a porre in essere tutti gli atti necessari per il pagamento delle competenze dovute al gruppo Villa Pini non oggetto di contestazioni giudiziarie.
Cgil e Cislesprimono il loro disaccordo sulla mozione approvata in consiglio: «è evidente che il mandato di Redigolo», spiegano, «non prevede in alcun modo le competenze necessarie all'adempimento di un tale compito. Denunciamo, perciò, questa presa di posizione del Presidente Chiodi e della sua maggioranza come un ennesimo tentativo di prendere (e di perdere) tempo e di scaricare su altri soggetti responsabilità e doveri che sono innanzitutto della Giunta regionale».
Ugualmente inaccettabile per i sindacati, è la posizione espressa nel corso del dibattito consiliare da esponenti della Giunta secondo i quali «sui crediti di Villa Pini maturati al 31.12.08 dovrebbe decidere la magistratura. La Regione ha tutti gli strumenti e le professionalità necessarie per decidere a chi debbano andare i crediti maturati, se alle banche o al gruppo Angelini. Scaricare sulla magistratura, che non potrebbe di certo pronunciarsi nei tempi brevi richiesti da una situazione drammatica di lavoratori e famiglie ormai alla fame, è solo un pilatesco e inaccettabile tentativo di scaricare le proprie responsabilità».

SAIA (PDCI): «SOSPENDERE ACCREDITAMENTO»

Sospendere l'accreditamento per le strutture sanitarie che non rispettino gli accordi collettivi nazionali e riassorbirne il personale nei posti vacanti delle Asl: lo propone il consigliere regionale abruzzese Antonio Saia (Pdci) in un'interpellanza al presidente della Regione, Gianni Chiodi, e all'assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni. In merito alla seconda proposta, in particolare, l'esponente dell'opposizione sollecita l'adozione di un provvedimento analogo a un progetto di legge da lui stesso presentato. Saia sottolinea «la grave situazione creatasi a seguito del mancato pagamento degli stipendi, perdurante da oltre 6 mesi, ai circa 1.600 dipendenti del gruppo Villa Pini, del San Stefar e di altri collegati».

17/06/2009 15.45