Villa Pini, in consiglio si ripercorrono 20 anni di omissioni e illegalità

Alessandro Biancardi

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Villa Pini, in consiglio si ripercorrono 20 anni di omissioni e illegalità
L’AQUILA. Partito con un'ora e mezza di ritardo il consiglio regionale ha messo sul tappeto una serie di problemi che coinvolgono da sempre la sanità nella nostra regione. Costantini ha lanciato una proposta, Venturoni ha ricordato la commissione sanità del 1993. * GLI ANNI '80:LA POLITICA MARCIA HA INDEBITATO L'ABRUZZO * GLI ANNI '90: LA RELAZIONE VENTURONI



Consiglio regionale straordinario, questa mattina, a partire dalle 11 a L'Aquila.
All'ordine del giorno dei lavori un solo argomento. “Esame situazione rapporti della Regione con le aziende del Gruppo Angelini – Provvedimenti”.
La richiesta di convocazione del Consiglio è stata avanzata dai gruppi di minoranza nell'Assemblea regionale (Idv, Pd, SD - Verdi).
Questa mattina il consigliere dell'Idv Carlo Costantini si aspetta in aula una «proposta concreta, immediatamente operativa e idonea a evitare che debbano essere i lavoratori e solo i lavoratori a pagare le conseguenze di una situazione che sembra non avere fine».
Poi risponderà l'assessore Venturoni «e anche sulla base delle sue risposte saremo pronti, se necessario, a predisporre ulteriori proposte da sottoporre all'approvazione del Consiglio Regionale».
Nei giorni scorsi è stata raggiunta una intesa tra il gruppo e l'Asl di Chieti per 5 milioni di euro sulle prestazioni sanitarie ma i sindacati hanno sottolineato che il gruppo della sanità privata dovrà presentare il Durc, (documento unico di regolarità contributiva), per poter dare seguito all'intesa «di massima».
Niente di fatto, quindi, per il momento e anche i lavoratori continuano la mobilitazione.
Intanto i consiglieri comunali, Umberto Di Primio e Palmerino Di Renzo hanno scritto una lettera aperta al sindaco di Chieti, Francesco Ricci.
Nella missiva i due hanno chiesto al primo cittadino di dare mandato affinché i competenti Uffici predispongano «ogni atto e determinazione utile a sostenere ed aiutare i nostri concittadini dipendenti del gruppo Villa Pini».
In particolare si sono chiesti «bonus economici» (dazione una tantum) a totale carico comunale da inserire negli interventi rientranti nel budget del settore politiche sociali e un differimento a settembre 2009 ed il pagamento rateizzato delle tasse, dei tributi (TARSU, ACQUA, ICI, etc.) e delle spese per servizi comunali (Rette Scolastiche, Trasporto, etc.) di cui sono gravati i lavoratori.

16/06/2009 11.23

IL CONSIGLIO INIZIA ALLE 12.30


ABRUZZO. E' cominciato con oltre un'ora e mezza di ritardo il consiglio regionale sulla vicenda Villa Pini.
Non si parla dello scandalo della sanità che vede come principale accusatore l'imprenditore Vincenzo Angelini, ma del problema che investe oltre 1500 dipendenti che praticamente da sempre vengono utilizzati e strumentalizzati attraverso il mancato pagamento degli stipendi.
Un problema che si è ripetuto persino dopo la maxi inchiesta della procura di Pescara.
Ormai sono 6 i mesi di stipendi arretrati. L'opposizione con il capogruppo Carlo Costantini ha chiesto la convocazione del consiglio per poter elaborare strategie a arrivare ad una soluzione che pare non esserci da oltre 11 anni.
«Il centrosinistra ha pagato tutto quello che poteva pagare», ha esordito Costantini, «sia in termini politici che giudiziari: con il passato abbiamo chiuso, non c'entriamo più. Il centrodestra, invece dagli scandali sulla sanità, ha incassato tutto quello che poteva incassare: non solo in termini di consensi. Ha incassato anche la disponibilità dell'opposizione a sostenere qualsiasi iniziativa politico-legislativa per garantire un contesto corretto e legale nel campo della sanità. Non abbiamo potuto decidere per voi del centrodestra perché non abbiamo strutture né poteri: a governare ora siete voi. E' finito il tempo delle scuse».

LE ACCUSE DI COSTANTINI:«IL CENTROSINISTRA HA DATO, ORA TOCCA A VOI»

Costantini ha poi lamentato la difficoltà di confrontarsi con il governo regionale («ho inseguito l'assessore Venturoni e lui lo sa») e poi ha lanciato qualche stoccata politica.
«Gli slogan del centrodestra parlano di “governo del fare”», ha detto Costantini, «ma qui non possiamo nemmeno parlare di “fare male” perché siamo di fronte ad un “governo del fare nulla”. Tutti i problemi sono rimasti quelli di sempre».
Il capogruppo dell'Idv ha ricordato come la maggioranza del centrodestra sia ormai schiacciante e che con un governo favorevole si sarebbe potuto fare molto di più.
«Le istituzioni locali pure in presenza di fatti drammatici», ha detto Costantini riferendosi al post terremoto, «sono state esautorate e siamo stati costretti a subire una mera rendicontazione di quello che ha deciso Bertolaso o Berlusconi».
Passando poi al punto all'ordine del giorno, Costantini ha posto una sfilza di domande per cercare di fare chiarezza e pretendere risposte sul perché la Regione paghi in ritardo, se i crediti siano stati verificati, se esistano davvero, se le cessioni bancarie prevedano la precedenza del pagamento degli stipendi e s e non vi siano gravi colpe della stessa Regione.
«Mi aspetto chiarimenti e prese di posizione. Se sbaglia la Regione sbaglia per dolo o per incapacità? Voglio saperlo da lei assessore (Venturoni, ndr)».
Un duro attacco è stato mosso da Costantini anche al commissario Redigolo, reo di «aver riproposto gli stessi provvedimenti della giunta Del Turco già annullati dal Tar».
A cosa dunque sarebbe servito il commissario sulla sanità in Abruzzo?
Costantini ha citato una sentenza del Tar dell'Aquila che stigmatizza l'operato del commissario e dice chiaramente che i provvedimenti (quelli nei confronti delle cliniche private) sono da annullare perché in tutto simili a quelli già annullati della giunta Del Turco.
In sostanza le cliniche da molto tempo contestano alla Regione di rivedere il budget della spesa per l'anno in corso quando cioè gli imprenditori privati hanno già speso anche per i servizi e le prestazioni in convenzione.
Il Tar ha ribadito già che tali variazioni di budget per l'anno in corso sono illegittime e che possono essere fatte solo con largo anticipo.
«Tutto questo è molto grave e la figura del commissario allora è servita solo per aumentare le spese, quelle legali», ha detto Costantini, «la Regione continua a mostrare i muscoli ma poi perde le cause. Ritarda l'erogazione dei budget. Perché vi sono ritardi ogni anno? Noi diciamo no ai lavoratori come scudi umani».
La proposta di Costantini allora è stata quella di far anticipare alla Regione le somme relative agli stipendi dei dipendenti attraverso una convenzione su un modello già sperimentato a Lanciano
«Il Comune lì», ha concluso Costantini, «si è fatto garante della anticipazione della cassa integrazione facendosi carico degli interessi passivi con un protocollo di intesa con le banche. I dipendenti possono incassare tutto e subito. La Regione che ha ideato le cartolarizzazioni possibile che non riesca a fare una cosa del genere?»

VENTURONI CITA VENTURONI DI 11 ANNI PRIMA

La parola poi passa all'assessore Venturoni che si prendo 15 minuti per rileggere quella relazione preparata 11 anni fa per dimostrare come le cose non siano mai cambiate nel frattempo.
Di quella relazione ne parlammo anche noi di PrimaDaNoi.it all'indomani dello scandalo giudiziario che travolse Del Turco&Co.

GLI ANNI '80:LA POLITICA MARCIA HA INDEBITATO L'ABRUZZO
GLI ANNI '90: LA RELAZIONE VENTURONI



BASTA USARE LAVORATORI COME SCUDO

«Non permetteremo», ha assicurato l'assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni, «che si continui ad utilizzare i lavoratori come scudo umano» e ha annunciato che il prossimo 1° settembre la giunta aprirà un tavolo per il 2010 con l'Aio.
L'assessore ha poi sventolato in aula una delibera di giunta di Del Turco del 18 febbraio 2008 con la quale si decretava la revoca dell'accreditamento a Villa Pini. «Quella delibera», ha detto poi l'assessore, non è mai arrivata in giunta. Oggi la situazione è ben diversa».
Dubbi sono stati poi espressi sul piano di rientro, giudicato da Venturoni «troppo rigido per far sì che si arriva ad un pareggio a fine anno. Non ci siamo riusciti quando non avevamo debiti, oggi con 177 milioni di deficit mi sembra una impresa impossibile».
«Dobbiamo chiederci come affrontare questo problema», ha continuato Venturoni tornando alla questione di Villa Pini, «per il bene dei lavoratori diamo alle cliniche tutto quello che ci chiedono o forse è necessario mettere ordine facendo riconversione industriale?»
Venturoni ha poi sottolineato che le stesse difficoltà dei lavoratori del gruppo di Angelini le stanno vivendo anche i dipendenti delle altre cliniche e delle onlus.

ACERBO: «ANTICIPARE STIPENDI AI LAVORATORI

«Angelini ha intrattenuto rapporti con tutti i partiti politici», ha tuonato il consigliere di Rifondazione Comunista. «Mi ricordo ancora quando venne da me e mi disse “ho aiutato tutti voglio aiutare anche a te”. Gli ho risposto che non sono un medico e non volevo essere aiutato».
«Venturoni», ha continuato Acerbo, «può testimoniare quanto i comunisti possano parlare a voce alta. Noi la sosterremo nell'opera che intende fare, ma io le do un consiglio: da soli si prendono un sacco di botte. Nella sua maggioranza c'è chi spera che le cada quanto prima perché hanno debito contratti con Angelini». Per Acerbo il compito del consiglio è quello di «disinnescare una bomba», e ha sottolineato che il problema di oggi, «non è la famiglia Angelini ma i dipendenti che da sei mesi non percepiscono stipendio. In nessun luogo può essere consentito che per sei mesi i lavorati non siano pagati. La Regione, che non può pagare direttamente per ovvi motivi, si faccia però garante e agisca affinchè i dipendenti ricevano un anticipo».
Non sono mancati attacchi al vice presidente Alfredo Castiglione «già assessore al Bilancio all'epoca delle prime cartolarizzazioni. Se se ne accorgeva Acerbo che qualcosa non quadrava», ha detto il consigliere di Rifondazione, «mi domando come facesse Castiglione a non accorgersi mai di niente»

16/06/2009 14.15

Il Consigliere Regionale del Pd Giuseppe Di Pangrazio ha detto che «la Regione deve assumersi la responsabilità di affrontare l'emergenza economica.
Nella provincia dell'Aquila il problema interessa 81 dipendenti della casa di cura Sanatrix, 19 unità di Villa Pini, 33 di S. Stefar di Pile e 40 della Casa di cura S.Maria di Avezzano.
«Continuare con l'individuazione di quale soggetto vanti il credito sanitario serve solo ad allungare i tempi; la legittimità di chi ha diritto e titolo nella riscossione del credito può essere accertato anche dopo aver pagato gli stipendi a chi sicuramente ha titolo e diritto».

16/06/2009 15.53