La Regione rispolvera lo studio di Abruzzo Engineering sull’amianto

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dopo la scoperta di uno studio dimenticato nei cassetti di Abruzzo Engineering sulle criticità sismiche degli edifici pubblici, ora la Regione rispolvera lo studio gemello commissionato quasi in concomitanza alcuni anni fa sull’amianto.
L'amianto, chiamato anche asbesto, è stato usato nell'industria, nell'edilizia ed in ambito domestico. Ma quello sicuramente pericoloso è soltanto l'amianto friabile mentre quello compatto non presenta rischi per la salute.
I tecnici hanno eseguito oltre 10 mila sopralluoghi che hanno consentito l'individuazione di 2375 siti con amianto (1900 edifici pubblici e 475 sisti industriali).
La quantità di amianto friabile rilevata negli immobili di proprietà pubblica non destinati alla residenza è pari ad 11 mila 100 metri cubi mentre quella relativa all'amianto compatto è pari a 2 mila 473 metri cubi.
Pertanto, l'assessore all'Ambiente, Daniela Stati intende oggi perseguire tre obiettivi per recuperare i ritardi accumulati in passato su questa problematica e rilanciare al tempo stesso l'immagine della regione come 'regione verde d'Europa'.
In primo luogo, una programmazione avanzata ed efficace in grado di ridurre il pericolo amianto, politiche regionali concrete per favorire la rimozione e lo smaltimento di questo minerale ed infine un impianto di smaltimento per agevolare lo smaltimento sicuro dell'amianto presente in Abruzzo e sperimentare nuove tecnologie di trattamento.



«Qualche giorno fa - ha esordito Daniela Stati - la Giunta ha approvato un disegno di legge regionale che introduce norme per la protezione dell'ambiente, la decontaminazione, lo smaltimento e la bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto. Si tratta di un provvedimento - ha continuato l'assessore - che mira a ridurre la presenza sul territorio regionale di situazioni di potenziale rischio per la salute pubblica determinate da presenza di amianto e rifiuti contenenti il minarale in questione. Ora tale delibera approderà in Consiglio regionale per la definitiva approvazione del disegno di legge che auspico avvenga in tempi brevi».
La delibera illustrata dall'assessore Stati anticipa alcune disposizioni contenute nel Piano regionale per l'amianto (P.R.A), fondamentale strumento di programmazione che dovrà essere adottato entro sei mesi dall'entrata in vigore delle legge.
Tuttavia, la Giunta regionale ha anche approvato una delibera relativa alla rimozione ed allo smaltimento di piccoli quantitativi di amianto, provvedimento che indica anche modalità e criteri di erogazione dei contributi.
«A tal proposito, - ha rimarcato l'assessore Stati - il contributo massimo erogabile per ogni singolo intervento sarà non superiore al 70% della spesa massima ammissibile. Attualmente, nell'ambito del Piano triennale per l'Ambiente 2006-2008, - ha aggiunto - sono previste risorse per 2 milioni 300 mila euro a favore di Enti pubblici per interventi di rimozione e smaltimento dell'amianto mentre, nel bilancio 2008, in relazione allo smaltimento di materiale di piccole quantità, sono stati stanziati 250 mila euro a beneficio di Comuni e privati».

07/05/2009 16.12