Rospo di Mare, «adesso solo il Ministero può bocciare il progetto»

Alessandro Biancardi

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VASTO.«Il termine entro cui presentare istanze ed osservazioni al Ministero è scaduto da qualche giorno», spiega Gagliano, «ma non ci risulta che qualcuno sia intervenuto». * E FARA SAN MARTINO PUNTA SULL’ENERGIA FOTOVOLTAICA
Dall'avviso pubblico che è comparso su alcuni quotidiani, così come riportato nel nostro pezzo di ieri, si legge che dal 31 marzo per 60 giorni decorrono in realtà i tempi per presentare le osservazioni da parte di chiunque abbia interesse.
Le associazioni ambientaliste Impronte e Comitato Natura Verde però sono preoccupate: «nessuno ha presentato osservazioni al progetto».
«Magari sarebbe stato sufficiente», commentano Nino Da Bucchianico e Enrico Gagliano, «far votare una risoluzione in Consiglio che impegnasse la Regione».
Così non è stato e, quindi, l'unica possibilità che il progetto della Edison S.p.a. non si concretizzi e che il Ministero dell'Ambiente si pronunci per l'incompatibilità ambientale, «così come richiesto da alcune associazioni, tra cui la nostra, che cercano faticosamente di smontare tesi contenute in studi di valutazione di impatto che le compagnie petrolifere possono confezionare in casa o commissionare all'esterno a suon di qualche centinaia di migliaia di euro».
Le due associazioni passano poi in rassegna le royalties sulla produzione, «molto contenute in rapporto a quelle previste in altri Paesi». Si arriva, infatti, secondo fondi ministeriali, «al solo 4% del valore della produzione e non si applicano alle prime 50.000 tonnellate di greggio estratto».
Ciascun concessionario procede alla corretta misurazione delle produzioni, effettua autonomamente i calcoli delle royalties dovute, esegue le ripartizioni tra Stato e Regioni, ed effettua i relativi versamenti.
Per quanto riguarda le royalties che derivano da attività di estrazione che hanno luogo nel mare territoriale, il 55% di esse va allo Stato mentre il restante 45% finisce nelle casse delle Regioni costiere.
Nel caso del giacimento Rospo Mare le Regioni costiere sono l'Abruzzo e il Molise.
«In base a dati fornitici proprio ieri dall'Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia», spiega Gagliano, «per le produzioni dell'anno 2007 le società Edison ed Eni hanno corrisposto allo Stato ed alle Regioni una royalty complessiva pari a 2.269.473 euro. Di questi circa 312.000 euro sono stati versati alla Regione Abruzzo e circa 936.000 euro alla Regione Molise. Per il 2008 gli importi dovrebbero essere più o meno identici».
Quanto sopra per gli ultimi due anni. E che dire di tutti gli altri precedenti, visto che Rospo Mare è produttivo fin dal 1982?
«Sarebbe opportuno», continua il rappresentante dell'associazione Impronte, «ed anche utile che la Regione Abruzzo e le Compagnie rendessero pubblici questi dati così come fanno già da tempo su internet l'Eni e la Regione Basilicata per il Petrolchimico di Viaggiano. Perché non fare la stessa cosa per Rospo Mare e per tutte le concessioni future?»
La Regione, inoltre, secondo Gagliano, «dovrebbe dire chiaramente come queste somme sono state spese in passato e come verranno spese nel corso del 2009. Stesso concetto per quanto riguarda lo Stato che dovrebbe reinvestire in Abruzzo le royalties percepite per Rospo Mare».
La proposta dell'associazione è «quella di finalizzare l'impiego delle compensazioni ambientali alla realizzazione di un sistema di monitoraggio in continuo, di tipo chimico-fisico, sulla qualità delle acque delle aree marine interessate dall'estrazione del petrolio».

04/04/2009 11.05

IL SINDACO DI CASALINCONTRADA:«NO AL PETROLIO»

«Apprendo con meraviglia e sgomento dalla stampa che una società petrolifera irlandese avrebbe il permesso di compiere delle ricerche che si estendono anche sul mio territorio comunale»: così il sindaco di Casalincontrada, Concetta Di Luzio, commenta l'anticipazione di PrimaDaNoi.it, secondo cui la «Petroceltic» ha intenzione di far valere presto il permesso di ricerca denominato «Civitaquana», che coinvolgerebbe anche il territorio comunale di Casalincontrada.
«In Comune – precisa Di Luzio – non c'è alcuna richiesta per ricerche di tipo petrolifero e mi pare alquanto strano che ci siano permessi rilasciati che coinvolgono Casalincontrada, senza che l'amministrazione ne sappia alcunché. Tuttavia, approfondiremo questa notizia, facendo sinergia anche con i colleghi dei paesi confinanti, che sono ugualmente interessati da questo fantomatico permesso della Petroceltic e ci batteremo con ogni mezzo per impedire che il nostro territorio possa essere coinvolto in qualsivoglia trivellazione petrolifera. Siamo pronti a tutelare la nostra economia, il nostro ecosistema, le nostre tradizioni, la nostra cultura e il nostro territorio in ogni maniera, coinvolgendo tutta la popolazione e ricorrendo ad ogni possibilità, istituzionale e non, per impedire uno stravolgimento della nostra vita».

04/04/2009 11.56

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=petrolio&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTO SUL PETROLIO IN ABRUZZO[/url]

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E FARA SAN MARTINO PUNTA SULL'ENERGIA FOTOVOLTAICA

FARA SAN MARTINO. Venerdì 3 aprile alle ore 18 presso il Teatro Comunale di Fara San Martino, il sindaco Antonio Tavani, ha presentato ai cittadini il progetto “L'Altra Energia – Fara San Martino 2009”.
Il comune di Fara San Martino intende realizzare a proprie spese 20 impianti fotovoltaici da 3 kwp ciascuno, chiedendo al cittadino che partecipa al progetto il diritto di superficie (almeno 25 mq) del proprio tetto in cambio dell'utilizzo esclusivo dell'energia prodotta dall'impianto stesso.
È prevista, inoltre, la possibilità di mettere a disposizione l'energia prodotta in eccesso attraverso la distribuzione con colonnine per ricaricare mezzi elettrici o per la pubblica illuminazione.
La particolarità del progetto, ha spiegato il sindaco, consiste nell'unire alla produzione di energia rinnovabile, la diffusione di un migliore stile di vita, più sostenibile dal punto di vista ambientale: lo sviluppo di una mobilità urbana che unisca alle tradizionali forme di spostamento l'utilizzo di mezzi alimentati elettricamente.
All'assemblea sono intervenuti l'ingegner Antonio Boiocchi sul Conto Energia dello Stato, attraverso il quale l'amministrazione intende finanziare in parte il progetto, Giovanni De Cristofaro sul funzionamento dei pannelli fotovoltaici e Nunzio Cappucci che ha testimoniato l'esperienza sulla mobilità sostenibile.
L'assemblea è giunta dopo un'attenta analisi dell'interesse per il progetto, della conoscenza sulle tematiche e delle abitudini di consumo dei cittadini attraverso la compilazione da parte degli stessi di un questionario conoscitivo.
«Il progetto - afferma il sindaco Tavani - si inserisce nel disegno di tutela e conservazione ambientale che guida da sempre le scelte dell'amministrazione come testimoniato dai numerosi riconoscimenti ottenuti dal Comune a partire dai premi di Comuni Ricicloni dal 2004 al 2008 per arrivare al premio come Miglior Borgo consegnato lo scorso 7 febbraio da Legambiente»

04/04/2009 13.58