D’Alessandro (Pd):«La Regione taglia diritto allo studio universitario: -35%»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nella proposta di bilancio regionale, approvato dalla Giunta Chiodi, sarebbe stato operato un taglio al Diritto allo studio Universitario, pari a circa il 35%.FEBBO:«STESSA CIFRA, D’ALESSANDRO LEGGA BENE»
Si passa da 7milioni e 400 mila euro dell'anno scorso a 5 milioni previsti per quest'anno. Insomma 2 milioni e quattrocento mila euro in meno.
Questa mattina hanno illustrato i dati i consiglieri del gruppo consiliare regionale del Partito Democratico, Camillo D'Alessandro, insieme ai consiglieri regionali Ruffini e Caramanico, ed al segretario regionale dei giovani del Pd, Marco Rapino.
«Siamo di fronte - esordisce il capogruppo del PD Camillo D'Alessandro - questa volta ad un taglio al futuro. Ciò significa che gli studenti abruzzesi si troveranno ad avere una drammatica combinazione di fattori, meno servizi ed aumento delle tariffe, basti pensare ai pasti quotidiani alle mense universitarie o ai borsisti. In un momento di crisi economica come questa si fa pagare il conto alle famiglie che dovranno sopportare il peso dei tagli. Molte fanno già fatica a mandare all'università i giovani, sarebbe drammatico che i nostri studenti abbandonassero gli studi per selezione economica, perchè non ce la fanno».
A rivelare i tagli i giovani del PD guidati da Marco Rapino.
«Ci aspettavamo - afferma il segretario dei giovani del PD - esattamente il contrario, cioè sostegno, a partire da una politica per gli affitti agevolati, si fa pagare il costo delle ristrettezze dei bilanci sempre ai soliti, a coloro che già stanno in difficoltà, il risultato sarà il rischio dell'abbandono degli studi che in un Paese che si dice civile è intollerabile».
«Presenteremo - riprende il consigliere Ruffini - emendamenti in Giunta ed in Consiglio almeno per ripristinare i fondi dello scorso anno. Abbiamo delle idee su come fare. Chiodi deve decidere se vuole essere il Presidente della Regione o l'osservante di Berlusconi, adesso basta».
«Mi verrebbe da ironizzare - conclude D'Alessandro - se non ci trovassimo di fronte ad un dramma. Vi ricordate i curriculum dei giovani che Chiodi ha raccolto in campagna elettorale? A loro ora vada a dire che ha tagliato anche il diritto per farli studiare».

LA SOLUZIONE NEL FONDO-PATTO SOCIALE»

«Chiodi taglia fondi collegati all'istruzione ma io credo che il riscatto dell'Abruzzo possa solo avvenire attraverso l'istruzione», commenta Attilio Di Mattia dell'Associazione Abruzzo Sostenibile.
«Ho messo a punto», spiega Di Mattia, esperto di alta finanza, «un modello che è un vero e proprio “fondo patto sociale”. Se 100 mila pensionati spostassero 10 mila euro dei loro risparmi dal loro conto corrente ad un conto garantito dalla Regione Abruzzo si avrebbe 1 miliardo di euro.
Se è vero che la Regione non ha fondi da investire, è anche vero, a sentire gli studiosi di finanza, che è possibile reperirli utilizzando la finanza creativa, quella buona.
«100 milioni di questo fondo», spiega ancora Di Mattia, «sarebbero assegnati a studenti meritevoli per borse di studio e progetti intra-tesi. I restanti 900 milioni di euro vengono investiti nel mercato dei capitali in assets elegibili dalla banca centrale quindi a rischio quasi nullo. L'arbitraggio tra le passività e le attività al netto dei costi di strutturazione ed amministrazione creerebbero una profitto netto di 41 milioni di euro in 5 anni riutilizzabili per la continuazione del programma fondo patto sociale».

03/04/2009 16.10

FEBBO:«STESSA CIFRA, D'ALESSANDRO LEGGA BENE»

«E' sconcertante che il consigliere D'Alessandro parli di tagli al fondo per il diritto allo studio universitario in sede di bozza di Bilancio, che abbiamo appena approvato in Giunta».
La pensa così l'assessore al Bilancio, Carlo Masci, che parla di «approccio demagogico che non porta alla soluzione dei problemi».
«Nel capitolo relativo al diritto alla studio universitario - chiarisce Masci - è stata riconfermata la stessa cifra di 5 milioni di euro stabilita nel Bilancio approvato solo il 13 dicembre scorso dalla Giunta di centrosinistra. Altro che taglio del 35 per cento. Allora, delle due l'una - prosegue l'assessore - o D'Alessandro è stato disattento, e la cosa, di per sé, sarebbe piuttosto grave per il capogruppo del maggior partito di opposizione in Consiglio regionale, oppure si tratta di un atteggiamento puramente strumentale».
L'assessore al Bilancio si addentra poi anche in un'analisi più approfondita.
«Vorrei far notare - che, nonostante la situazione di oggettiva difficoltà che ci deriva dalla scarsità di risorse a disposizione, nel nostro Bilancio non è stato solo confermato lo stesso stanziamento per il diritto allo studio universitario che, peraltro, pensiamo di incrementare nel corso dell'anno se la situazione economico-finanziaria dovesse permettercelo. Infatti, sono stati contestualmente aumentati i fondi per il sociale, la cultura e lo sport. Inoltre, nell'ambito dei fondi FAS, quelli relativi alle aree sottoutilizzate, gli stanziamenti per il diritto allo studio sono di circa 12 milioni di euro, cifra nettamente superiore a quella decisa dal centrosinistra. Questo a testimonianza del fatto - rimarca Masci - che l'impulso allo studio rappresenta una della priorità di questo Governo regionale poichè siamo consapevoli che solo agendo su questa leva è possibile determinare una reale crescita formativa e culturale dei nostri giovani. Ovviamente, le ristrettezze di bilancio ci impediscono di dare risposte ancora più incisive ma stiamo perseguendo l'obiettivo di salvaguardare un settore chiave della nostra società».
04/04/2009 12.55