Acqua e depuratori, per Federconsumatori c’è un abuso ai danni degli utenti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Federconsumatori ha denunciato un abuso ai danni degli utenti e consumatori del servizio idrico integrato.


Si tratta di una voce della bolletta dell'acqua “quota di tariffa riferita al servizio di depurazione”. Nel 2008, una sentenza della Corte Costituzionale dichiarava l'illegittimità costituzionale delle richieste in bolletta agli utenti di questa voce qualora gli utenti fossero stati sprovvisti «di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi».
Ora però, ha contestato la Federconsumatori, si è partorita una legge (n.13 del 27.02.09) che sembra un vero e proprio escamotage per aggirare la chiara sentenza della Corte di Cassazione. «Con tale legge, viene “sporcato e reso contorto” tale semplicissimo principio».
Con la nuova normativa viene introdotto «l'esatto contrario», ovvero tale tariffa di depurazione i gestori la dovranno richiedere e gli utenti saranno tenuti a pagarla anche qualora le utenze non fruiscono di un servizio di depurazione per carenza del depuratore -ovvero della rete fognaria- oppure il servizio sia temporaneamente non attivo, purchè vi sia l'avvio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione e alle stesse si proceda nel rispetto dei tempi programmati. Per la Federconsumatori «è ovvio che ogni gestore presente in Italia si sia dotato a partire dal 1953, di un piano che prevedeva la progettazione, il completamento delle opere necessarie, ma di fatto … siamo nel 2009 e molto lavori non solo non sono stati completati ma in alcuni casi, neanche iniziati, eppure gli utenti hanno sempre continuato a pagare».
A detta dell'associazione dei consumatori la contraddittorietà del testo normativo sarà «buon terreno comportamenti tesi ad impedire la legittima restituzione di quanto indebitamente versato dagli utenti in questi anni».
Però andando avanti nella lettura del testo di legge, si può notare che il legislatore conosce la sentenza (n.335 del 2008) e disciplina l'eventuale restituzione, da parte dei gestori, «rateizzata in un periodo di cinque anni», proprio come aveva disposto la Corte di Cassazione.
La Federconsumatori ha preannunciato sin da ora che ogni irregolarità sarà segnalata sia al Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche, che al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nonchè alla magistratura competente.
Inoltre ha dichiarato che vigilerà, grazie anche alle segnalazione di tutti gli utenti, sui comportamenti messi in atto dai gestori sia in merito ai programmi di realizzazione e/o completamento degli impianti di depurazione, sul consuntivo delle spese già effettuate e sul preventivo delle spese ancora da effettuare.
m.r. 03/04/2009 13.16