Petrolio, nel 2010 nuovi progetti di trivellazione in 50 comuni abruzzesi

Alessandro Biancardi

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Petrolio, nel 2010 nuovi progetti di trivellazione in 50 comuni abruzzesi
ABRUZZO. Dopo il clamoroso documento della Medoilgas presentato dalle associazioni Comitato Natura Verde e Impronte ecco spuntare fuori dal cilindro un documento reso pubblico dalla Petroceltic il 27 novembre scorso in occasione dell’annuale Oilbarrel Conference.
Come la Mog, anche la Petroceltic prevede di partire con un nutrito programma di trivellazioni non appena il costo del petrolio supererà, verosimilmente nei primi sei mesi del 2010, la soglia dei 65 $ al barile.
Unico intralcio ai piani di Petrocletic potrebbe essere costituito, per le perforazioni sulla terraferma, da un deciso intervento sul piano normativo da parte della Regione Abruzzo
«Per quanto riguarda l'on-shore», fanno sapere Impronte e Cnv, «la compagnia irlandese farà subito valere il permesso di ricerca Civitaquana, che interessa un'area di 615,37 kmq adagiata tra le province di Teramo, Pescara e Chieti, ed interferisce parzialmente con i Parchi Nazionali del «Gran Sasso-Monti della Laga» e della «Maiella». I Comuni esposti al rischio petrolizzazione saranno quasi 50.



«Altrettanto critica», dicono i comitati, «appare la situazione riguardante le future perforazioni di Petroceltic nei fondali dell'Adriatico». Qui un permesso di ricerca è già stato rilasciato all'interno di un'area marina di 127 kmq., proprio davanti a Miglianico, da cui Petroceltic conta di estrarre 80 milioni di barili di greggio in 3 anni (2009-2001).
Prossimi al rilascio sono anche ben 10 permessi di ricerca, per complessivi 3.260 kmq. (per dare un'idea, più di 1 volta e mezzo l'intera provincia di Teramo): tra queste quella di cui più si è scritto e parlato interessa il tratto di mare antistante Pineto, Silvi e Montesilvano.
«In tutti i casi che abbiamo citato», commentano Nino Di Bucchianico, Enrico Gagliano e Claudio Censoni, « a produrre effetti devastanti sull'ambiente non saranno soltanto le attività estrattive in senso stretto, che comunque comporteranno la realizzazione di opere ed infrastrutture, ma anche le attività di prima lavorazione che, a causa dell'infima qualità del greggio estratto, dovranno avvenire necessariamente in loco».

02/04/2009 17.13




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