Risoluzione Parco Gran Sasso. Ruffini (Pd): «la maggioranza scarica Diaconale».

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Consiglio Regionale, nella seduta del 31 marzo 2009 ha approvato all’unanimità la risoluzione presentata dal Consigliere Claudio Ruffini per il superamento del commissario al Parco Gran Sasso Laga.


ABRUZZO. Il Consiglio Regionale, nella seduta del 31 marzo 2009 ha approvato all'unanimità la risoluzione presentata dal Consigliere Claudio Ruffini per il superamento del commissario al Parco Gran Sasso Laga. «Il Consiglio Regionale», spiega il consigliere del Pd, «ha condiviso la necessità di superare il commissariamento dell'Ente Parco che dura ormai da tre anni. La nomina del giornalista Diaconale non risponde alle esigenze di gestione e programmazione del Parco, che ha bisogno di un Presidente espressione dei territori e condiviso tra le Regioni di Abruzzo, Marche e Lazio».

Nella risoluzione presentata da Ruffini, viene inoltre chiesto a Chiodi e alla Giunta regionale di
farsi promotori presso il Ministro Prestigiacomo affinchè riattivi gli organi statutari dell'Ente Parco, permettendo il regolare funzionamento dell'Ente.
«Organi che sono importanti per dare la voce al territorio e alle comunità locali, anche in considerazione che ad essi spetta l'attività di valorizzazione e promozione del Parco», dice il consigliere Ruffini ricordando che,«i piccoli comuni specie se montani, sono gia danneggiati dalla crisi economica» inoltre «con un commissario al Parco, alle piccole realtà viene a mancare un ulteriore spazio di rappresentanza».
E' quindi un auspicio e un diritto dei cittadini abruzzesi, secondo Ruffini, che vengano nominate persone «con specifiche competenze nel settore di riferimento, come ampiamente annunciato dal presidente Chiodi».
«Sulla professionalità dal punto di vista giornalistico, Arturo Diaconale non si discute», sottolinea Ruffini, «Credo invece che non abbia le competenze e le conoscenze per gestire un Ente complesso come il Parco Gran Sasso Laga».
Per il consigliere Claudio Ruffini, con la votazione della risoluzione la maggioranza ha nei fatti «chiuso la porta in faccia» a Diaconale, che non potrà essere quindi il presidente del Parco.
«Nella risoluzione veniva chiaramente espresso il principio che il Presidente del Parco deve essere espressione dei territori. Diaconale non ha queste caratteristiche ergo non potrà essere nominato presidente».
02/04/2009 12.17