Dipendenti decentrati della Regione: «vogliamo risposte da Chiodi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Chiediamo dialogo e l’ascolto delle proposte a costo zero per la Regione». Questo l’appello dei lavoratori decentrati della Regione che hanno denunciato di «aver subito danni economici e discriminazioni».



Con una lettera aperta a Gianni Chiodi e all'assessore alle risorse umane Federica Carpineta, i dipendenti della Regione, provenienti da tutte le province abruzzesi, ha voluto esprimere «il loro malessere, scaturito da un' odissea interminabile, iniziata con il loro trasferimento agli enti locali dal 1 gennaio 2005, nell'ambito di un decentramento amministrativo (ex legge 72/98), che per logica di principi Costituzionali, nasce per rafforzare l'azione amministrativa a livello locale e certo non può nel modo più assoluto, penalizzare economicamente e discriminare ingiustamente i lavoratori decentrati, indebolendo le loro posizioni economiche e giuridiche».
Alla fine della missiva campeggia inequivocabile una richiesta di un tavolo politico-legislativo per dare una soluzione condivisa ai problemi.
Questa richiesta di ascolto potrebbe rappresentare un tentativo di risoluzione “pacifica” delle controversie che invece già da anni si cerca di dirimere davanti ai tribunali.
Molte sarebbero le cause, «sparse in tutta la regione», intentate dai lavoratori contro con la Regione Abruzzo e le Province dell'Aquila, Chieti, Teramo e Pescara.
La materia del contendere avrebbe come oggetto «tutte le discriminazioni e le perdite economiche subite e subenti nell'ambito del passaggio delle deleghe previsto».
Nonostante le vertenze ancora in atto, i lavoratori hanno auspicato un dialogo con la Regione.
Nella missiva, i dipendenti, che aderirono alla mobilità volontaria, hanno voluto ribadire la loro buona fede: «i lavoratori hanno avuto fiducia nelle istituzioni e in buona fede hanno aderito alla mobilità volontaria per poter evitare il successivo trasferimento coatto, che avrebbe provocato anche la perdita degli incentivi promessi».
“Oltre al danno la beffa” si legge tra le righe quando si fa cenno agli incentivi promessi: «sostegni che attualmente in realtà possono solo essere considerati come contenimento dei danni economici in quanto si sono rivelati incentivazioni ingannevoli».
E si parla anche di discriminazioni: «perché altri lavoratori non sono più stati decentrati? Perchè la delibera 420/06 permette loro di eludere il passaggio alle Province?».
A questi ed a molti altri interrogativi sono a chiamati a rispondere il governatore e l'assessore alle risorse umane Carpineta.
Ed infine i lavoratori hanno lanciato un monito alla Regione: «che torni a riguardare le deleghe in modo più attento in ambito politico - legislativo, monitorando la sua attività in alcuni ambiti».

m.r. 31/03/2009 10.13