Allevamenti in crisi, Cospa:«marchio unico per i prodotti abruzzesi»

Alessandro Biancardi

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NAVELLI. La proposta “salva-aziende” del comitato degli allevatori (Cospa) è stata consegnata all’assessore all’agricoltura Mauro Febbo (Pdl). «E’ ora di tutelare chi realmente produce con criteri sani dall’assalto delle multinazionali» questa è l’idea del Cospa sottesa nella proposta di legge.


Tanti gli accorgimenti suggeriti dal Cospa per evitare gravi danni all'economia agricola del nostro territorio, ma su tutti ne spicca uno: «creare un marchio unico regionale per tutte quelle aziende che vogliono realizzare un prodotto abruzzese, con pubblicità mediatica a carico della Regione Abruzzo attraverso i fondi del “programma di sviluppo rurale”».
Potrebbe essere un rimedio a tutti i “mali” del settore agricolo, vittima di soprusi, a detta del comitato, da parte delle associazioni di categoria e degli altri operatori del settore alimentare.
Il Cospa ha denunciato uno spaccato preoccupante soprattutto perché si parla anche della salute delle persone.
Arrivano sulla tavola dei prodotti con un etichetta che ne certifica la provenienza, ma il comitato lamenta la mancanza di regole certe per l'etichettatura.
Come al solito i fondi per tutelare chi produce “abruzzese” ci sono, ma secondo il Cospa verrebbero intascati anche da chi vende o utilizza prodotti esteri comprati nei discount facendoli passare per abruzzesi.
Sarebbe il caso di alcuni agriturismi che «invece di utilizzare prodotti del luogo, in molti casi fungono soltanto da ristorazione- scrivono dal Cospa- e per la loro gestione acquistano prodotti nei discount facendoli passare per provenienti da aziende agricole locali».
Questi comportamenti da “furbetti” sarebbero lesivi per l'intero comparto agricolo ma soprattutto per quanti, con enormi sacrifici, vendono prodotti davvero abruzzesi.
Il problema non si limita alla minaccia di prodotti provenienti dall'estero e spacciati come locali, ma investe un campo più vasto come le vaccinazioni e le malattie.
«Ancora oggi vengono adottate misure di sicurezza che a nostro parere sono superflue, considerato che purtroppo il danno ormai è fatto. Nonostante ciò le cosiddette “unità di crisi” a nostro parere - ha detto il portavoce del Cospa, Dino Rossi - fatte ad hoc per stipendiare lautamente più di qualcuno, (con delle spese astronomiche che gravano sui contribuenti per delle malattie “inventate” da responsabili che a tuttora si trovano a ricoprire cariche importanti) ancora decidono cosa far arrivare sulle tavole degli italiani».
Altro elemento sotto la lente d'ingrandimento della proposta “salva-aziende” è la sanzionabilità dei comportamenti illeciti: «la Regione si deve impegnare affinché gli organi di controllo siano operativi per far rispettare questa proposta in caso di approvazione, con sanzioni molto pesanti ai trasgressori».
Cosa propongono gli allevatori?
Nella sostanza si dicono disponibile ad un tavolo di concertazione per dare luogo a delle iniziative concrete. Dall'etichettatura nella quale «deve essere specificata e messa in risalto la provenienza della materia prima a tutela del prodotto regionale», alla «decisione di un prezzo unico per il latte per tutta la regione». Il Cospa ha proposto inoltre di introdurre l'obbligo per gli agriturismi e le ditte di trasformazione di usare i prodotti a marchio “Regione Abruzzo” «pena la restituzione dei finanziamenti ricevuti».

m.r. 30/03/2009 15.56