Piano Casa, Chiodi soddisfatto. Impauriti Verdi e Italia Nostra

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Sono molto soddisfatto, e con me tutti i presidenti di Regione, dell'accordo raggiunto oggi a palazzo Chigi col presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi».
Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, al termine della Conferenza unificata Stato-Regioni, che si è tenuta ieri a palazzo Chigi in via straordinaria.
«L'accordo è molto buono - ha chiarito Chiodi - perché prevede un tavolo politico Governo-Regioni in grado di indicare tutti i dettagli di un prossimo Piano casa che tenga conto della salvaguardia paesaggistica. Questo tavolo sarà operativo fino a martedì e dovrà concordare una linea comune con il Governo».
Il presidente della Regione ha poi dato atto «dell'importanza dell'azione del Governo che ha inteso condividere con le Regioni e con gli Enti locali una riforma importante per il rilancio dell'economia nazionale. Penso - ha concluso Gianni Chiodi - che il provvedimento che nascerà dall'intesa Governo-Regioni rappresenti una buona occasione per la ripresa produttiva del Paese».
Ma non tutti sono così ottimisti. Il consigliere dei Verdi Walter Caporale è preoccupato perchè l'Abruzzo si è dichiarata, insieme a Veneto, Sardegna, Molise e Friuli, «possibilista sull'applicazione immediata del decreto di cementificazione del nostro Paese e dunque della distruzione della nostra terra. Per fortuna tutte le altre regioni hanno già manifestato la loro opposizione e l'intenzione di ricorrere alla Corte Costituzionale».
Anche Urbano Barelli consigliere nazionale di Italia Nostra è allarmato.
«Il Piano Casa annunciato dal governo», ha detto, «è un gravissimo attacco alla qualità del territorio, all'identità, alla storia e alla cultura del nostro paese ed una risposta sbagliata alla crisi economica.
Barelli parla di una «devastazione edilizia improntata ad un mero aumento di cubatura del tutto indifferente alla qualità del prodotto», dove la «liberalizzazione è massima».
Ieri anche Federparchi aveva lanciato l'allarme su quelli che potrebbero essere le ripercussioni sulle aree protette.

26/03/2009 13.27