Sanità, Redigolo in Commissione: «sceso il disavanzo». Ma piovono le critiche

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Quinta Commissione consiliare ha ascoltato ieri mattina Gino Redigolo, Commissario per l’attuazione dell’accordo tra la Regione Abruzzo ed il Governo per il sistema sanitario regionale. * SANITA’: «IL SILENZIO SCONCERTANTE DEL PRESIDENTE CHIODI»

Il Commissario ha confermato che il disavanzo del Servizio Sanitario dell'Abruzzo, rilevato al 31 dicembre del 2006 per un ammontare di 294 milioni di euro, è sceso al 31 dicembre del 2008 a 165 milioni di euro.
Inoltre, ha confermato che nel prossimo Tavolo di verifica, presso il Ministero dell'Economia, proporrà al Governo la definitiva compensazione per azzeramento del disavanzo con misure finanziarie ed amministrative senza alcun ricorso a maggiori imposizioni fiscali.
«Questo risultato», ha commentato Giovanni D'Amico, ex assessore al Bilancio e oggi vice presidente del consiglio regionale, «consente oggi al nuovo Governo regionale di bloccare la crescita del prelievo fiscale con una prospettiva di riduzione ed annullamento delle aliquote aggiuntive»
Le misure compensative, ha spiegato D'Amico, consistono nel recupero di somme dalla sanità privata per prestazioni non appropriate accertate nel 2008 per circa 80 milioni di euro e nel recupero di risorse da investimenti non effettuati in sanità negli anni precedenti al 2005 e da progetti obiettivo non realizzati.
Il Commissario ha poi evidenziato che le maggiori entrate negli anni 2006-2008, per circa 60 milioni di euro derivanti dalle addizionali fiscali aggiuntive, stabilizzano definitivamente la gestione finanziaria del sistema sanitario abruzzese a fine 2008.
Nel corso dei lavori D'Amico ha sollecitato Redigolo ad impegnarsi per il riallineamento della spesa farmaceutica al fine di abolire rapidamente i ticket sanitari.

L'INSODDISFAZIONE DELL'IDV

A fine incontro i consiglieri regionali dell'Italia dei Valori Paolo Palomba e Lucrezio Paolini, hanno espresso la loro «totale insoddisfazione» per «l'assoluta mancanza di risultati, a sei mesi dalla nomina lautamente remunerata dai cittadini abruzzesi, da parte del Commissario stesso».
«A oggi – hanno proseguito i consiglieri IdV Palomba e Paolini – alcun atto concreto, alcun piano industriale, alcuna relazione sono stati finora prodotti, tranne l'aumento indiscriminato dei ticket sui farmaci. Essendo già trascorsa buona parte del mandato del Commissario, ci saremmo aspettati almeno comunicazioni circa risultati sia pur parziali raggiunti. Invece nulla di esauriente su cosa si voglia fare sui crediti da esigere dalle cliniche private».

SCLOCCO E RUFFINI (PD): «SOSPENDERE PROCEDURE DI ACCREDITAMENTO»

Dai consiglieri regionali del Pd, Claudio Ruffini e Marinella Sclocco è arrivata invece una richiesta di sospensione delle procedure di autorizzazione ed accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private.
I due hanno presentato un'interpellanza all'assessore regionale alla Sanità Lanfranco Venturoni.
Secondo i consiglieri del Partito Democratico la Deliberazione del Commissario si è posto «un blocco al regime di autorizzazione ed accreditamento, blocco la cui durata non è preventivabile dalla Deliberazione assunta. Di conseguenza questa decisione ha l'effetto di prorogare indefinitamente tutte le attuali autorizzazioni provvisorie ed accreditamenti provvisori delle strutture pubbliche e private, sottraendo le stesse all'obbligo di adempiere ai nuovi standard di qualità».
Nel frattempo, ricordano i Consiglieri regionali, numerose domande di autorizzazione sono pervenute ai Comuni abruzzesi sia per l'adeguamento delle strutture esistenti sia per l'apertura di strutture sanitarie e socio-sanitarie che risulterebbero sospese.
Per il consigliere regionale Ruffini «da un lato appare necessario apportare alcune integrazioni applicative ai Manuali, dall'altro non è plausibile che nel frattempo si blocchi senza una data certa una procedura che non solo è parte integrante del Piano di risanamento, ma è anche fondamentale per ristabilire un sistema di regole per il pubblico e per il privato a garanzia del cittadino».
In questa maniera, aggiunge Ruffini, «non solo viene disatteso il Piano di Rientro Sanitario ma si costringono molte strutture pubbliche-private a non poter operare».
L'assessore Venturoni, dice Ruffini «come al solito non prende nessun impegno, nascondendo il suo immobilismo dietro l'eventualità che gli accreditamenti portino la Regione a stipulare nuove convenzioni».
a.l. 26/03/2009 9.00

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SANITA': «IL SILENZIO SCONCERTANTE DEL PRESIDENTE CHIODI»

E' duro l'attacco della Cisl Funzione Pubblica nei confronti del Governo regionale per «l'assoluto silenzio» sulle difficoltà del mondo della sanità privata.
«Il comparto è in fibrillazione ed è sull'orlo del collasso», commentano Ferdinando De Lellis , segretario generale e Davide Farina, del coordinamento Sanità Privata.
«Ci sono contratti che non vengono rinnovati benchè scaduti da circa 4 anni, ritardi nei pagamenti degli stipendi correnti con arretrati di oltre 3 mesi, licenziamenti individuali in singole strutture, consulenti e precari mandati a casa, procedure di messa in mobilità del personale. Tutto ciò non è stato ancora sufficiente a far muovere la sensibilità della Regione Abruzzo ed i suoi eletti nuovi di zecca che, viceversa, mostrano totale indifferenza verso questa catastrofe sociale che si sta preannunciando».
De Lellis e Farina spiegano che sono state formulate «reiterate richieste unitarie» dai sindacati per l'apertura di un tavolo di confronto, per la discussione e la definizione «di quali e quanti livelli di assistenza sanitaria le strutture accreditate private dovessero garantire ai cittadini ed alla contestuale tenuta dei livelli occupazionali dell'intero settore, in conformità con quanto dettato dal Piano Sanitario Regionale 2008/2010».
Invece Chiodi, così come l'assessore alla Sanità Venturoni, il Commissario Redigolo e l'assessore alle politiche del lavoro Gatti «hanno risposto, sino ad oggi, con un “silenzio sconcertante”».
La Cisl Fp di Pescara richiama al senso di responsabilità i livelli istituzionali «poichè il perdurare di tale atteggiamento di distacco su queste spinose problematiche della sanità privata pone pesanti interrogativi sulle reali intenzioni di questa Amministrazione Regionale, appena insediata, nei confronti dell'intero settore».
E'già trascorsa una settimana, ricorda la Cisl Fp, dall'apertura delle procedure di mobilità, anticamera dei licenziamenti, di 150 operatori da parte dell'Aris Regionale, associazione religiosa no-profit che raggruppa istituti di riabilitazione come Don Orione, Santa Caterina e fondazione padre Alberto Mileno.
Nei giorni scorsi, inoltre il gruppo Villa Pini con le sue Case di cura ed i suoi Centri di Riabilitazione San. Stef. A.R. ha ufficializzato 350 esuberi di personale.

a.l. 26/03/2009 9.00