Le mani sulla sanità, il caso Abruzzo in un libro

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1246

ABRUZZO. Si parla male dell'Abruzzo a livello nazionale. E non è una novità. Ma fa un certo effetto che diventi un caso di scuola, degno di un libro, proprio per indicare quello che non dovrebbe succedere in sanità (e con i soldi pubblici).

Se ne discute con ospiti importanti a Roma, alla presentazione del libro “Le mani sulla sanità” (autori D'Amato, Notaristefano e Petti): sono stati invitati Nicola Gratteri, noto pm della Direzione antimafia calabrese, Piero Marrazzo, Regione Lazio, Nicola Zingaretti, Provincia di Roma e Franco Cuccurullo, nella sua veste di presidente del Consiglio superiore di sanità. Come ci vedono da lontano? Come è stato vissuto l'arresto di Del Turco, di buona parte del governo regionale, ma anche di esponenti dell'opposizione?
Semplicemente avvicinando il 14 luglio abruzzese e l'attività della magistratura pescarese agli scandali nazionali più famosi: Lady Asl a Roma, con le sue mazzette milionarie, le valvole cardiache difettose acquistate in Brasile per i Policlinici di Padova e di Torino, la Clinica Santa Rita a Milano, le connessioni tra 'ndrangheta, politica ed affari in Calabria. «Sono vicende che dimostrano come siano ancora inadeguati i controlli – spiega il professor Franco Cuccurullo, nella veste di presentatore del libro – per uscire da questa situazione è necessario applicare alla sanità i criteri della qualità e della sicurezza, che non possono prescindere dal coinvolgimento degli operatori sanitari nella gestione e nei processi decisionali».
Ma nella situazione della sanità abruzzese non si tratta solo di evitare la malasanità o la disorganizzazione, bisogna incidere su chi guida a tutti i livelli le articolazioni assistenziali: «Certamente credo importante scegliere manager e direttori delle strutture complesse solo facendo riferimento alle loro professionalità – spiega Cuccurullo - con un passo indietro della politica».
Però non è che i concorsi universitari siano un grosso esempio di merito...: «Come Università e come Governo ci si sta impegnando a moralizzare questo settore. Riteniamo – conclude il professor Cuccurullo – che non si può gattopardescamente sostenere un meccanismo di nomine che non sia legato al merito. Sono perciò fiducioso che il nostro sistema sanitario, con un giusto mix di pubblico e di privato, possa tornare a fare notizia per la buona sanità che c'è ed è molto più presente di quanto si creda».
Sebastiano Calella 24/03/2009 8.04