Centro Oli: Chiodi, «non esiste e non esisterà mai»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. «Il Centro Oli non esiste e non esisterà. Chi dice il contrario lo fa solo per strumentalizzazioni politiche: io, come presidente della Regione, dico invece agli abruzzesi che la struttura dell'Eni non verrà mai alla luce». ACERBO: «CHIODI ABBANDONI I TONI BERLUSCONIANI»I DUBBI DI D'ALESSANDRO
Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso di una conferenza stampa convocata per illustrare la posizione politica, amministrativa e processuale della Regione Abruzzo sulla vicenda del Centro Oli di Ortona.
Il presidente della Regione, insieme con l'assessore all'Agricoltura Mauro Febbo, ha chiarito la posizione politica della Giunta regionale.
«Dai precedenti governi regionali sul Centri Oli erano giunti segnali positivi, concretizzatisi con la firma di 16 provvedimenti amministrativi concessori, da questa Giunta non arriveranno mai azioni in questo senso. La nostra linea politica è chiara: il Centro Oli non si farà anche perché non rientra più nei piani dell'Eni».
Sull'aspetto processuale della vicenda, cioè la costituzione della Regione Abruzzo innanzi alla Corte costituzionale per il ricorso del governo contro la legge regionale 14/2008 che tante polemiche aveva sollevato anche da parte dell'opposizione, il presidente della Regione, confortato dal responsabile dell'Avvocatura regionale, Sandro Pasquali, ha precisato che «i termini per presentare la costituzione innanzi la Consulta sono scaduti il primo febbraio scorso e non qualche giorno fa come qualcuno vuole strumentalmente far credere».
La Giunta regionale ha convocato la prima riunione il 2 febbraio quindi l'Avvocatura non era in grado di predisporre gli atti amministrativi per la costituzione processuale, come ad esempio la procura speciale che deve essere firmata dal presidente della Regione su autorizzazione della Giunta con atto deliberativo.
«Ma - precisa Chiodi - nonostante questo, ho dato mandato all'avvocato Pasquali di predisporre la costituzione tardiva che ci permetterà innanzi la Corte di far valere le nostre ragioni a difesa della legge 14/2008, nonostante essa presenti evidenti caratteri di illegittimità».
Ma la vicenda del Centro Oli sta creando anche evidenti problemi all'economia regionale. A lanciare il grido di allarme è l'assessore Mauro Febbo.
«Ci arrivano segnalazioni dai territori - spiega Febbo - di disdette di prenotazioni turistiche soprattutto da turisti stranieri. Segnali negativi arrivano anche dall'export abruzzese: negli Stati Uniti pensano che il Centro Oli sia già attivo e per questo hanno ridotto la domanda di vino abruzzese. Un allarmismo ingiustificato - ha concluso Febbo-, che intendiamo combattere e debellare per il bene delle nostre aziende».

23/03/2009 13.44



ACERBO: «CHIODI ABBANDONI I TONI BERLUSCONIANI»

«Le critiche che ha ricevuto si fondano su fatti che non mi pare abbia smentito nel corso della conferenza stampa», ha commentato il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.
«Prendiamo atto che, seppur in ritardo, ha deciso di costituirsi in giudizio presso la Corte Costituzionale.
Gli consiglio amichevolmente di evitare toni berlusconiani di insofferenza verso le opposizioni che ricordano fin troppo lo stile dei suoi predecessori».
Le critiche di allarmismo espresse anche dall'assessore Febbo, secondo Acerbo, «sono destituite di ogni fondamento».
«Sono proprio gli operatori economici che hanno espresso fortissima preoccupazione per le previsioni di petrolizzazione dell'Abruzzo.
Gli esponenti del centrodestra ragionano in maniera davvero strana: quando sono loro all'opposizione sono ferocissimi e implacabili, quando conquistano il governo chiedono agli altri un'opposizione imbavagliata e silente».

I DUBBI DI D'ALESSANDRO

«Chiodi – esordisce il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro- non è riuscito a mantenere nessuno degli impegni assunti. La sua tesi è questa in sostanza: il Centro Oli non si farà perché non vuole l'ENI, forse oggi, ma domani? Allora perché L'ENI ha comunque acquistato i terreni dove dovrebbe sorgere il Centro Oli, pagando cifre importanti? Quando si abbasserà la guardia, tra qualche anno, vedrete»
Per D'Alessandro Chiodi e «il suo fido scudiere Febbo», hanno presentato un progetto di legge «completamente diverso dagli impegni assunti davanti agli abruzzesi ed al Consiglio regionale. Domani in commissione apriremo la “guerra dell'ostruzionismo” per frenare la loro insensata proposta».
Il vero problema, secondo l'esponente del Pd « non è la sola realizzazione del Centro Oli, ma la trasformazione della Regione Abruzzo, da Regione Verde d'Europa a Regione petrolchimica. Poteva benissimo Chiodi, anche senza Giunta, ma da Presidente provvedere alla costituzione in giudizio alla Corte costituzionale, ma evidentemente da Roma gli hanno fatto sapere di non dare fastidio al manovratore, cioè al Governo Berlusconi che ha impugnato la legge. Se sarà necessario convocheremo un consiglio regionale straordinario sul tema chimando a raccolta tutto l'Abruzzo».


23/03/2009 15.58