«Indennità? Diventare ultimi in Italia: questa è la nostra proposta»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il gruppo consiliare regionale del Pd, riunitosi questa mattina, ha affrontato il problema dei costi della politica ed in particolare dei costi legati alle funzioni dei consiglieri regionali.

L'auspicio dei consiglieri riuniti è che «le posizioni in campo vadano svelate, senza dubbi, tatticismi, o false proposte».
«Non si tratta di dare solo un segnale», ha spiegato il capogruppo Camillo D'Alessandro, «ma di fare una scelta di campo: nessuna argomentazione può valere a giustificare le attuali indennità che comunque non sono quelle pubblicate sui siti che non riportano affatto le indennità nette percepite, ma comunque alte».
L'indennità netta media attualmente percepita, comprensiva di tutti gli emolumenti, gettoni e rimborsi, specifica il Pd, si aggira tra circa 6500 e 8500 euro.
La variazione dipenderebbe dalla funzione esercitata (capogruppo, Presidente, vice presidente consiglio,segretario d'aula; presidente, vice presidente o segretario di commissione, assessore e presidente di giunta) e dalla distanza chilometrica tra il luogo di residenza ed il consiglio, che varia ad aumentare della distanza.
«Cifre ben minori di quanto fino ad oggi pubblicato», dice D'Alessandro, «ciò solo ai fini della chiarezza, ma che non cambiano il problema».
Ma il Pd oggi rilancia con una proposta: applicare la minore indennità possibile.
«Daremo così il vero esempio anche a livello nazionale», sostiene D'Alessandro, «i cittadini abruzzesi così sapranno che l'apparato politico, cioè gli eletti dai cittadini, costano meno che nelle altre Regioni italiane. La proposta che facciamo non è solo un segnale, ma sostanza. Nei prossimi giorni – conclude D'Alessandro – presenteremo la proposta compiutamente in tutti i suoi punti. Mi auguro che sul fronte indennità ci sia questa volontà politica, essere ultimi per le indennità e primi nell'aver lanciato una sfida di rigore vero anche alle altre Regioni».

19/03/2009 18.10