Sindacati Arta contro il direttore Gaetano Basti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le sigle sindacali giudicano «fallimentare» la gestione della direzione.
«Nel 2005, al momento del suo insediamento», contestano Sebastiano Bianco (Sds Snabi), Claudio Zoccoli (Annao Assomed e Fesmed) Federico Detti (Uil Fpl), Giovanna Mancinelli (Fedir Sanità) «l'Agenzia era organizzata sulla base del regolamento adottato dal Commissario regionale, che aveva delineato in maniera chiara e dettagliata le responsabilità, i compiti e le funzioni di ciascun dirigente presente».
Ma secondo quanto denunciato dai sindacati, la direzione dell' Arta ha «precipitosamente annullato l'esistente assetto organizzativo; si è rimasti poi in attesa dell'approvazione del nuovo regolamento».
Solo a seguito di insistenti pressioni sindacali è stato approvato dalla Giunta regionale nell'aprile del 2008 ma non si sarebbe ancora dato inizio alla sua attuazione.
«E' stata operata una drastica riduzione del numero dei dirigenti», si legge nella nota delle sigle sindacali, «ricorrendo a cospicui incentivi di natura economica per agevolare il prepensionamento: ciò ha comportato che la maggior parte dei reparti di laboratorio e delle strutture dei dipartimenti provinciali, e la totalità delle strutture centrali sono rimaste prive di titolare. La Direzione non ha mai provveduto alla loro sostituzione, né alla valutazione degli incarichi dirigenziali scaduti da tempo, né tanto meno al loro rinnovo».
Così come non sarebbero mai stati attivati né il Nucleo di valutazione nè il Regolamento di valutazione, definiti ordinari sistemi di controllo della dirigenza pubblica.
«La direzione», proseguono i sindacati, «non ha neanche mai avviato la contrattazione integrativa, altro strumento atto a garantire il funzionamento minimo di qualunque amministrazione (l'ultimo contratto aziendale risale al 2003 da noi stipulato in accordo con il Commissario regionale) ».
E secondo quanto denunciano «i dirigenti attualmente in servizio non hanno più una posizione giuridica chiara e definita: continuano ad assumersi responsabilità, anche rilevanti (per gli esempi più noti si pensi alle vicende della discarica La Torre e all'inquinamento dell'acqua del Campo Pozzi S. Angelo) in assenza di incarichi formali e determinati. Questa situazione sta inoltre provocando incertezze tra tutto il personale dell'Agenzia».
Le sigle sindacali raccontano che provarono ad incontrare l'allora assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, per esporre le difficoltà organizzative dell'Agenzia: «a causa di impegni istituzionali diversi e prioritari dell'assessore, non fummo mai ricevuti».
Si chiede adesso aiuto alla giunta: «chiediamo un intervenire per far cessare il prima possibile questa incomprensibile inerzia e riattivare il processo organizzativo dell'Agenzia».


19/03/2009 14.49