Crisi. Ieri sciopero generale della Cgil davanti alle sedi della Regione

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ieri mattina si è svolto lo sciopero generale di quattro ore indetto dalla Cgil. L’appuntamento è stato per le 11 davanti alle sedi della Regione a Pescara e a L’Aquila.
Hanno partecipato i lavoratori della Cgil dei settori maggiormente colpiti dalla crisi. Dai trasporti alla scuola, dai servizi all' edile, senza escludere l' agroalimentare e parte delle comunicazioni.
A Pescara i lavoratori si sono ritrovati in viale Bovio, davanti agli uffici della Regione, per una manifestazione di protesta. Non sono mancati i problemi al traffico, ma a controllare che tutto si svolgesse in maniera ordinata c'erano polizia, carabinieri e polizia municipale.
Nella città adriatica sono arrivate anche alcune delegazioni della Val di Sangro e dell'area vastese. Oltre ai cori e agli slogan urlati con i megafoni, per far sentire la propria voce i lavoratori hanno usato anche fisamornica, tamburello e raganella.
Il tutto per manifestare tutta la loro disapprovazione per la politica economica del Governo. Con lo sciopero generale la Cgil ha voluto far presente la propria ricetta per superare la crisi: «investimenti per progettare il futuro» e «vincolare le imprese alla difesa dell'occupazione».
I lavoratori hanno inoltre ribadito il loro «no all'accordo separato come riforma per riformare la contrattazione».
Al termine dello sciopero la Cgil ha incontrato all'Aquila e Pescara, in concomitanza con le manifestazioni presso le sedi della Regione, i vertici regionali.
A Pescara si è svolto un confronto con l'assessore al lavoro Gatti, mentre all'Aquila si è discusso con i vice presidenti del consiglio regionale De Matteis e D'Amico, e con il presidente della prima commissione consiliare Nasuti.
Il sindacato ha chiesto alla Regione Abruzzo «un'iniziativa politica che punti a cose molto precise: l'incremento degli stanziamenti per gli ammortizzatori sociali, l'aumento da 52 a 104 delle settimane di cassa integrazione, azioni di sostegno al reddito (l'abbassamento delle tariffe per i meno abbienti, la sospensione dei mutui-casa per le persone che hanno difficoltà economiche, l'anticipazione della cassa integrazione da parte delle banche) e l'avvio delle infrastrutture finanziate e senza impatto ambientale o la stabilizzazione dei precari, compresi quelli della Regione.

19/03/2009 8.47